Calci in testa all’infermiera, paziente no vax denunciato

15 febbraio 2022 – “Prima eroi e adesso anche martiri?”. Con questa giustamente provocatoria domanda il Presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche di Roma Maurizio Zega ha commentato il gravissimo, ed ennesimo, episodio ai danni di un’infermiera occorso ieri all’Ospedale San Camillo di Roma.
I fatti sono purtroppo sulle pagine di cronaca di tanti, troppi, quotidiani del nostro Paese ogni giorno. Un paziente no vax malato di Covid e ricoverato in reparto ha aggredito un’infermiera che voleva assisterlo nelle cure quotidiane gettandola a terra e sferrandole calci in testa. Alla lavoratrice una prognosi di 10 giorni, all’aggressore una denuncia. 
“La sicurezza del personale sanitario nelle strutture ospedaliere è messa in pericolo sempre – sostiene  Maurizio Zega – e il fenomeno cresce ogni giorno di più, con il protrarsi delle follie negazioniste sul Covid”. All’infermiera aggredita e picchiata Zega esprime tutta “la solidarietà e l’affetto dell’Ordine romano”. Il Presidente ricorda che proprio oggi “Roma conoscerà l’ennesimo raduno di irresponsabili che sono, si legge sulla stampa, pronti a ‘creare disagi alla città’: intanto uno di loro ha provato a spaccare la testa a chi voleva soltanto curarlo. Quando oggi si sentiranno le consuete dichiarazioni deliranti – prosegue – verrebbe loro da rispondere: andate a dirlo a questa giovane presa a calci in testa”. “A noi sembra – conclude Zega – che l’esercizio della professione sia reso ogni giorno sempre più difficile, e su questo le autorità pubbliche dovrebbero interrogarsi. Intanto ci pestano, ora qui ora là, poi gli infermieri sono bellamente dimenticati dal Governo in sede di legge Finanziaria, e così restiamo con compensi peggio che ridicoli”.
La segreteria NurSind di Roma “esprime la massima solidarietà alla giovane collega aggredita in maniera vile testimoniando come la violenza verso gli operatori sanitari è un atto codardo che colpisce chi si prende cura degli altri”.

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