Il grido di dolore dei braccianti migranti davanti Montecitorio

Roma, 19 maggio 2021 – Fin sotto il Palazzo, a piazza Montecitorio, per far sentire la voce degli “ultimi tra gli ultimi”. I braccianti sono tra le categorie meno abituate a portare a manifestare il loro malcontento davanti alle sedi della politica. E se lo fanno evidentemente c’è una ragione autentica. Soprattutto se parliamo di braccianti migranti. E ieri un piccolo gruppo di loro ha protestato in faccia ai politici e ai rappresentanti istituzionali. “Siamo qui per far salire il nostro grido e le nostre sofferenze fino alle stanze della Politica, per non rimanere Invisibili. Oggi la Politica ci deve vedere”, dice Aboubakar Soumahoro, primo sindacalista migrante in Italia. “Come pensate di ricostruire l’Italia – le parole gridate nel megafono – con gli schiavi nelle campagne, con lo sfruttamento delle persone”. Il popolo degli ‘invisibili’ chiede “il rilascio del permesso di soggiorno per emergenza sanitaria e il vaccino per tutti o sarà una stagione di scioperi e i pomodori li raccolgono loro”. “Porterò gli invisibili al Parlamento” aveva annunciato il sindacalista ma per Aboukar Soumahoro ora l’obiettivo-visibilità è soprattutto nel Recovery dove, lamenta il leader dei migranti che lavorano nei campi, “c’è solo una paginetta”. Uno sciopero degli invisibili, è stato sottolineato negli slogan, “perché fioriscano i diritti”.

 

Il servizio della manifestazione di Camilla Romana Bruno per “La Repubblica”: https://www.youtube.com/watch?v=tN7OC2V23a0