Deliveroo condannato ad assumere cento rider

27 dicembre 2023 – La giustizia del Belgio assesta un duro colpo a Deliveroo. Il tribunale del Lavoro di Bruxelles ha stabilito, infatti, che 115 corrieri che hanno lavorato per l’azienda britannica nel 2017 e nel 2018 devono essere considerati come dipendenti. Con la sentenza odierna i giudici hanno accolto il ricorso presentato dai sindacati, annullando una precedente decisione a favore invece della piattaforma di consegna di cibo a domicilio.
“C’è motivo di riclassificare il rapporto di lavoro tra i corrieri e Deliveroo Belgio come rapporto di lavoro dipendente e di applicare il regime di previdenza sociale per i lavoratori dipendenti”, afferma il Tribunale del lavoro di Bruxelles, evidenziando anche che l’azienda non è compatibile con lo status dell’economia collaborativa.
Un verdetto contro al quale i vertici di Deliveroo annunciano di voler ricorrere in Cassazione. La decisione, spiega la società con sede a Londra, “non tiene sufficientemente conto delle specificità del nostro modello di lavoro”.
A festeggiare sono invece i rappresentanti dei lavoratori indipendenti. “La sentenza è finalmente una buona notizia e un traguardo importante per i corrieri”, è il commento diffuso dal collettivo Csc, che sottolinea come ora i fattorini possano “rivendicare i diritti sociali e lavorativi che si applicano a tutti gli altri lavoratori, a cominciare dalla corretta retribuzione, dal diritto alle ferie retribuite e dal salario in caso di malattia”.
Il tribunale del Lavoro di Bruxelles esaminerà ora le conseguenze finanziarie della sentenza per i rider interessati in termini di pagamento dei contributi e regolarizzazione degli stipendi. La sentenza in Belgio arriva dopo che la Spagna, lo scorso anno, è diventata il primo paese dell’Ue ad approvare la legislazione che riconosce come dipendenti i rider delle piattaforme come Deliveroo e UberEats come personale. La normativa europea in merito, dopo una prima intesa politica raggiunta la scorsa settimana, ha invece subito una battuta d’arresto per le riserve espresse dalla Francia e da altre capitali e dovrà ora essere riesaminata.