24 settembre 2020 – Una diffida al Ministero della Salute per mancati adempimenti di legge, per ribadire la necessità che le persone con disabilità ricevano esattamente gli ausili e protesi appropriati prescritti dai medici fatta presente fin dall’approvazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e del Nomenclatore tariffario ausili e protesi nel 2017. A farla l’Associazione Luca Coscioni. “Abbiamo ripetutamente chiesto al ministro della Salute Speranza e alle Regioni – evidenzia Filomena Gallo, segretario dell’Associazione- che fosse data piena applicazione all’articolo 30 bis della Legge 96 del 2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2017, per porre fine all’attuale situazione di criticità, irrimediabilmente lesiva dei diritti delle persone con disabilità determinata dall’assoluta inadeguatezza riscontrata in ordine alla fornitura dei dispositivi tecnici necessari a soddisfare le esigenze dei pazienti affetti da patologie serie e complesse”.
Come ricorda Rocco Berardo, responsabile delle iniziative disabilità condotte dall’Associazione Luca Coscioni, si unisce a questo lo sciopero della fame di Maurizio Bolognetti, Consigliere Generale dell’Associazione, che da qualche giorno è diventato digiuno, assumendo la sola acqua, “con appello al Ministero della salute e alla Regione Basilicata affinché si procedesse per mettere fine alla violazione di diritti umani fondamentali delle persone con disabilità che hanno necessità di ausili appropriati alle loro esigenze di salute. Purtroppo l’appello non ha ancora ricevuto una risposta”. “Abbiamo chiesto con diffida al Ministero – sottolinea Dario Capotorto, difensore nel procedimento – di disporre il trasferimento, nel termine di 90 giorni, dei dispositivi protesici personalizzati per disabili escludendoli dall’acquisto attraverso appalto pubblico, per consentire un percorso di erogazione appropriato, volto a garantire un’efficace risposta alle singole esigenze.
Abbiamo annunciato attraverso questa diffida che in caso di perdurante inadempimento, l’Associazione avvierà una class action pubblica”.