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Assegno d’inclusione per donne vittime di violenza

Assegno d’inclusione per donne vittime di violenza

27 novembre 2023 – Sarà in vigore a partire dal 1° gennaio 2024 l’assegno di inclusione per tutti i soggetti inseriti in un percorso di protezione dalla violenza di genere. A dare l’annuncio è stata la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, in un video in occasione del 25 novembre.
Si tratta di un aiuto concreto per spezzare il vincolo della dipendenza, “un’arma in più per difendersi e tornare a vivere” poiché ancora oggi il rapporto tra dipendenza economica e violenza è forte, fortissimo nel nostro Paese: quasi metà di chi ha avviato un percorso di uscita da una violenza subita, infatti, non è economicamente autonoma.
“Bisogna mettere fine al ricatto economico, in ufficio e tra le mura di casa – ha detto Calderone – La violenza anche economica, la mancata autonomia, rende più vulnerabili”.
La norma, inserita nel decreto lavoro, prevede dal 1° gennaio 2024 che i soggetti interessati possano ricevere aiuto per un anno e mezzo rinnovabile e sgravi contributivi per i datori che assumono. Previsto inoltre un contributo per l’affitto di casa e canali privilegiati per l’accesso al lavoro. I beneficiari inoltre potranno sempre costituire nucleo familiare a sé per accedere più facilmente all’assegno.
“La violenza è mai accettabile, mai tollerabile, mai scusabile – ha aggiunto la ministra – Gli ultimi fatti di cronaca ci impongono una riflessione su come agire per il cambiamento. Non è una battaglia di una parte contro l’altra; è una rivoluzione culturale che ha un principio fondamentale, il rispetto della vita e della libertà di ciascuna di noi. Le donne vittime di violenza non vanno lasciate sole”.
A evidenziare nero su bianco quanto il lavoro e l’occupazione femminile siano un valido argine contro il fenomeno è un ‘indagine dei Consulenti del lavoro su dati Istat da cui emerge che tra le 15.559 persone che nel 2020 hanno iniziato un percorso personalizzato di uscita dalla violenza, solo il 35,5% era occupato stabilmente, mentre il 48,7% risultava non autonomo. La maggioranza delle donne intervistate risultava non avere alcun tipo di occupazione, in quanto ancora in cerca di occupazione (25,2%), casalinga (8,7%), studentessa (5,2%) mentre il 14,4% ha dichiarato di avere un’occupazione saltuaria.

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