Al via il tavolo interistituzionale contro il caporalato

23 luglio 2020 – Ieri, la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, ha aperto i lavori del tavolo interistituzionale per il contrasto al caporalato. L’incontro si inserisce nel solco tracciato dall’intesa sul Piano Triennale 2020/2022, raggiunta in Conferenza Unificata lo scorso 21 maggio, il cui testo definiva interventi emergenziali, di sistema e di lungo periodo, con azioni specifiche dedicate a prevenzione, vigilanza e contrasto del fenomeno, assistenza e reinserimento socio-lavorativo per le vittime.
In apertura dei lavori, il Ministro Catalfo ha richiamato l’attenzione su quanto il Decreto Rilancio, appena convertito in legge, abbia valorizzato il lavoro svolto, “incoraggiandoci a dare piena attuazione al Piano Triennale, con particolare attenzione al tema della salubrità e sicurezza delle condizioni alloggiative e prevedendo la possibilità di ricorrere al supporto operativo del Dipartimento per la Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana”. Il Ministro ha messo in rilievo anche i passaggi con cui il Decreto Rilancio ha esteso la rappresentanza istituzionale al Tavolo, con la partecipazione piena del Ministro per la Coesione Territoriale e del Ministro per le Pari Opportunità, e ha “avviato una procedura di regolarizzazione ed emersione dei rapporti di lavoro in ambito agricolo, tuttora in corso”.

Nonostante le restrizioni imposte dal lockdown, ha proseguito Catalfo, “abbiamo già iniziato ad attuare le previsioni del Piano, per quanto di competenza del nostro Ministero, con particolare riferimento al tema dei sistemi informativi e dell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro”.
“Una delle specificità del Piano Triennale – prosegue la Ministra –  è che sin dall’inizio è stato accompagnato da una dotazione finanziaria per sostenerne l’attuazione. Ebbene, posso dire che deL’incontroi quasi 90 milioni di euro messi a disposizione dal nostro Ministero, già oltre 64 milioni sono stati impegnati, con l’avvio delle operazioni riconducibili a 12 progetti”. Tra essi, spicca SU.PR.EME. il più grande tra questi interventi – coordinato dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche d’integrazione assieme alla Regione Puglia e derivante da un finanziamento straordinario ed emergenziale concesso dalla Commissione europea – che vede agire in partenariato cinque Regioni del Sud, con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il terzo settore. SU.PR.EME., ha concluso il Ministro, ci ha consentito negli ultimi mesi “di intervenire tempestivamente, con azioni di contenimento e prevenzione del contagio da COVID-19 anche in situazioni di forte degrado abitativo”.

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