ANMIL e On. Rizzetto presentano il film “InSicurezza”

8 febbraio 2024 – È stato presentato il 6 febbraio a Roma, nella Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari (Camera dei deputati), da ANMIL, insieme al Gruppo SILAQ, e su iniziativa del Presidente dell’XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, On. Walter Rizzetto, il docufilm “InSicurezza” di Stefano D’Andrea e con la regia di Paolo Cirelli. Un momento di confronto aperto e partecipato con esperti, istituzioni e scuole sul tema della sicurezza lavorativa, patrocinato dalla Camera dei deputati grazie al Presidente On. Lorenzo Fontana.

“Invito ragazze e ragazzi ad investire questo tempo nella visione di un docufilm che parla di sicurezza in modo dinamico e semplice, tema che vi riguarderà da vicino nei prossimi anni” ha dichiarato il Presidente Rizzetto aprendo i lavori, rivolgendosi alle scolaresche presenti all’iniziativa.

“InSicurezza” nasce dell’annoso bisogno di Stefano D’Andrea di raccogliere e raccontare, talvolta destinate per motivi misteriosi a diventare rumore di sottofondo. Sin dalle prime sequenze, nonostante il tono apparentemente leggero, “InSicurezza” ci fa subito capire che con certi temi non si può proprio scherzare. InSicurezza intreccia le voci di vittime, infortunati e parenti, giornalisti, tecnici e professionisti, con l’intento di contribuire a diffondere una più generale cultura della prevenzione, sul lavoro come dovunque e di suggerire allo spettatore scenari possibili di comportamenti virtuosi.

“La Testimonianza e il dolore vissuti dai protagonisti di questo docufilm sono un aiuto per tutti noi. Guardandolo ci rendiamo conto che tutti almeno una volta nella vita abbiamo sbagliato o avuto comportamenti insicuri, perché l’abitudine ci dà una sensazione di invincibilità”. Ha dichiarato l’On. Rizzetto dopo la proiezione del docufilm, annunciando che il 26 febbraio arriverà in Aula Camera la proposta di legge a sua firma che introduce l’obbligo di inserire l’insegnamento della cultura della sicurezza nelle scuole di ogni ordine e grado. “In questa proposta abbiamo voluto inserire anche la Testimonianza delle vittime di infortuni e malattie professionali, perché ai giovani dobbiamo mostrare quello che può succedere. Il mio consiglio ai ragazzi è saper dire di no ogni volta che nella loro vita si renderanno conto che qualcosa non va”.

“Tutti conosciamo i recenti terribili incidenti che colpiscono quotidianamente il mondo del lavoro – ha dichiarato il Presidente ANMIL Zoello Forni – dimostrandoci che c’è ancora molto da fare per garantire a tutti, studenti e lavoratori, la massima tutela della propria incolumità. Come viene sempre confermato dalle scuole e dalle aziende nelle quali portiamo le nostre testimonianze per rappresentare cosa può accadere se si sottovaluta la sicurezza sul lavoro, la percezione del rischio e la conformità alle norme di sicurezza restano tra i fattori più importanti per evitare spiacevoli infortuni. In tale ottica strumenti di sensibilizzazione come ‘InSicurezza’ sono assolutamente da promuovere”.

Sono quindi intervenuti Stefano D’Andrea e Paolo Cirelli, autore e regista del film, che hanno condiviso con i presenti l’impegno nella realizzazione del docufilm, attraverso storie ed esperienze di vita spesso toccanti e dolorose, come quella di Ester Intini, Testimonial ANMIL e mamma di Gabriele Di Guida, morto schiacciato da un macchinario a 25 anni.

Ha preso poi la parola Willy Giachetti, Consigliere Delegato SILAQ, che ha voluto ricordare che “il costo della sicurezza è irrisorio rispetto a quello che si deve sostenere quando accadono questi eventi”. Il Sen. Tino Magni, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro del Senato, ha voluto sottolineare come “l’educazione sia necessaria affinché le persone siano in grado di riconoscere e rifiutare situazioni di pericolo”, annunciando una prossima audizione in Commissione di Inchiesta del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa con il Politecnico di Milano.

“Le nuove forme di comunicazione sono fondamentali per la crescita della cultura della sicurezza – ha dichiarato il Presidente del CIV INAIL Guglielmo Loy – dobbiamo però pensare anche alla qualità delle prestazioni riconosciute alle vittime, ancora insufficienti. La formazione obbligatoria su salute e sicurezza va integrata e va interiorizzato il concetto di salute e benessere lavorativo, senza dimenticare l’importanza di un’attività ispettiva specializzata”.

Ha quindi preso la parola  Rosario De Luca, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, secondo il quale “I recenti dati su infortuni e malattie professionali ci danno una speranza, a fronte anche dell’incremento dei lavoratori occupati. I controlli sono importanti, ma con 24 milioni di lavoratori più gli autonomi gli ispettori saranno sempre troppo pochi. Non resta che fare prevenzione, che non deve essere uno slogan, ma un’opportunità concreta”.

I lavori sono quindi proseguiti con l’intervento delle rappresentanze studentesche del Liceo classico Giulio Cesare e dell’ ITIS E. Fermi, accompagnate rispettivamente della Dirigente Paola Senesi e da Leonardo Durante, Docente, Global Teacher Ambassador e divulgatore scientifico. I ragazzi e i rappresentanti dei due Istituti hanno raccontato cosa significa per loro prevenzione e come le loro scuole, che da anni collaborano con ANMIL in numerose iniziative, si impegnano per trasmettere loro i valori della prevenzione, sia nelle attività curricolari che nella vita quotidiana.

I programma dei lavori è proseguito con l’intervento del Prof. Paolo Pascucci, Professore Ordinario di Diritto del Lavoro Università di Urbino Carlo Bo. “Dobbiamo bandire la parola fatalità. La prevenzione è intimamente connessa all’organizzazione del lavoro, compito del datore di lavoro. Il decreto 81 vuole che i lavoratori si prendano cura della propria salute e di quella degli altri, ma per farlo ci vuole una formazione vera che deve diventare patrimonio permanente di ognuno. Andare a lavoro felici e con attenzione al proprio benessere è proprio quello che il decreto 81 ha voluto tradurre giuridicamente”.

“Nessun imprenditore si rende conto che il miglior risparmio è dare istruzioni di lavoro in sicurezza. Se vuoi far indossare un caso ad un lavoratore gli devi conquistare la testa” ha affermato il Prof. Michele Lepore, già Docente di Diritto della Sicurezza sul Lavoro all’Università La Sapienza di Roma e Fondatore e AD di Sicurezza 4.0.

Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Tardiola, Direttore Generale INAIL, che ha osservato come “Il regalo che il docufilm fa è mostrarci che la nostra vita è una costante relazione con il rischio, che va gestita assumendoci un impegno collettivo. Prodotti nuovi e innovativi come questo docufilm sono preziosi e l’INAIL stesso ha promosso nel tempo numerose opere di questo tipo che sarebbe importante riunire e mettere a disposizione di tutti”.