ANMIL nella Redazione del Giornale Radio Sociale

5 febbraio 2024 – La nostra Associazione è entrata a far parte della Redazione Economia del Giornale Radio Sociale del Forum Terzo Settore che vi invitiamo a seguire e condividere.
Il Giornale Radio Sociale Week di questo fine settimana, condotto da Giuseppe Manzo, ha intervistato il nostro Vicepresidente Nazionale Emidio Deandri e la cantautrice e storica “supporter” di ANMIL Mariella Nava su due tematiche apparentemente scollegate ma, in realtà, profondamente ancorate al panorama sociale della strettissima attualità di questi giorni: “Il futuro per gli operai ex Ilva e le istanze sociali sul palco di Sanremo”. 

 

Il futuro per gli operai ex Ilva e le istanze sociali sul palco di Sanremo

 

Sono ventimila i lavoratori coinvolti nella vicenda giudiziaria che da oltre dieci anni vede protagonista l’impianto siderurgico ex Ilva di Taranto. La cui complessa storia giudiziaria dell’Ilva prende il via nel 2012 quando vennero disposti gli arresti dell’ex Presidente e Presidente in carica, del Direttore dello stabilimento e dei Responsabili dell’area agglomerato e del reparto cokerie per via della prosecuzione dell’attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto e calpestando le più elementari regole di sicurezza. Le polveri tossiche si sono diramate per anni su vari rioni della città causando il disastro ambientale ed epidemiologico, tristemente noto.
Nel 2013 il più grande e moderno impianto siderurgico del vecchio continente subisce il suo primo commissariamento ritornando nuovamente di appartenenza statale.  Dopo l’acquisizione di Arcelor Mittal nel 2019, con conseguente messa in cassa integrazione a zero ore di 1.300 dipendenti, gli estremi della seconda amministrazione straordinaria sono al vaglio in questi giorni. Il Governo è alla ricerca di un nuovo socio per risanare le sorti del polo industriale con l’obiettivo di salvaguardarne occupazione e produzione.  Uno stop dell’ex Ilva porterebbe effetti devastanti per l’economia del Paese.
La paura di dipendenti, fornitori e associazioni è che si ripeta lo scenario del primo commissariamento che decretò la perdita di 150 milioni di crediti.  Tra chi auspica la gestione dell’”acciaio di Stato” e chi, come Confindustria, si dichiara fermamente contrario, si inserisce il parere europeo a seguito dell’ipotesi di un “prestito ponte” di 320 mln di euro da parte della Commissione Europea volto al risanamento dell’ex Ilva.
Pochi giorni fa si sono svolte in Senato le audizioni delle parti sociali per la conversione del decreto ex-Ilva varato con l’obiettivo di garantire la continuità produttiva e occupazionale. Nelle audizioni si è chiesto a gran voce di inserire nel decreto un impegno per la continuità produttiva e garantire la continuità occupazionale nonché la cassa integrazione per tutti i lavoratori. Il timore è che il commissariamento comporti una voragine di deficit nei bilanci delle aziende dell’indotto. Quasi la metà dei lavoratori coinvolti nella vicenda non ha ricevuto stipendi di dicembre e tredicesima e si stanno registrando i primi licenziamenti.