ANMIL ammessa parte civile al Processo Pallais dal Tribunale di Como

COMUNICATO STAMPA

 

L’ANMIL È AMMESSA COME PARTE CIVILE

AL PROCESSO PALLAIS DAL TRIBUNALE DI COMO

 

Roma, 16 maggio 2022 – “Proseguiamo con determinazione nell’impegno di costituirci parte civile nei processi penali che riguardano casi mortali dovuti alla mancata sicurezza in ambito lavorativo e accogliamo con piacere l’ammissione dell’ANMIL nel procedimento relativo all’infortunio sul lavoro verificatosi il 25 gennaio del 2019, che causò la morte dell’operaio Ezio Pallais, a seguito delle gravi ferite riportate dopo essere precipitato dalla parete rocciosa su cui stava lavorando, nel parco di Villa d’Este, riconosciuta dal Giudice del Tribunale penale di Como Dr.ssa Caruso”. Lo dichiara con una certa emozione il Presidente nazionale ANMIL Zoello Forni che non intende dare tregua a quanti non mettono la prevenzione al primo posto.

L’Avv. Mauro Dalla Chiesa, che rappresenta ed assiste l’ANMIL in giudizio, ha impugnato e contestato le note avverse a sostegno della richiesta di esclusione dell’Associazione dal processo, riuscendo così, dopo appena 15 giorni, ad ottenere il provvedimento di ammissione di parte civile del Giudice che ha, dunque, rigettato le richieste di esclusione dell’ANMIL formulate dai difensori degli imputati.

Per l’incidente, la Procura della Repubblica di Como aveva avviato un’indagine che ha portato a giudizio quattro persone. Si tratta dei datori di lavoro dell’operaio deceduto: Fabrizio Colombo e Mauro Fiou della Ecoval, il coordinatore della sicurezza Angelo Merlino e il committente dei lavori del cantiere di Cernobbio, Danilo Zucchetti. L’accusa per tutti è quella di omicidio colposo in concorso, in relazione all’adozione delle misure di sicurezza del cantiere: in particolare, il mancato uso della doppia fune e la predisposizione di una squadra di lavoro composta da almeno tre persone, una delle quali con mansioni di sorveglianza.

Pallais, rocciatore per conto della ditta Ecoval, stava lavorando sulla parete all’interno del parco di Villa d’Este assieme a un collega e doveva eseguire il tracciamento dei punti su cui sarebbero stati posizionati i fori di armatura per il fissaggio di una rete contenitiva su un ammasso roccioso. I due si sarebbero calati utilizzando una sola fune, anziché le due separate previste per questo genere di operazioni, che la vittima avrebbe fissato a un unico punto di ancoraggio, e senza indossare la protezione anticaduta che aveva in dotazione, precipitando da una trentina di metri.

Il Tribunale di Como ha rinviato il processo, fissando la nuova udienza al prossimo 23 giugno, al fine di procedere con l’esame dei primi testimoni.

“La mancanza di verifiche tecniche nella costruzione e manutenzione delle infrastrutture, la scarsa adozione di misure collettive ed individuali di protezione unitamente alla carenza di ispezioni e controlli nei luoghi di lavoro e alla sottovalutazione della formazione, stanno generando una situazione di fronte alla quale non è possibile restare indifferenti e ci aspettiamo segnali importanti dal Governo in tema di investimenti per realizzare efficaci politiche di contrasto a questo fenomeno”, dichiara il Presidente Forni.

“Per questo chiediamo con forza alle Istituzioni che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro vengano inserite tra le priorità dell’agenda istituzionale – conclude il Presidente dell’ANMIL – e, in particolare riteniamo che le iniziative in merito si traducano nell’investimento di adeguate risorse per la diffusione e per il rispetto della prevenzione, nel potenziamento dei controlli e dell’attività ispettiva, nonché nel rafforzamento di azioni mirate alla formazione dei lavoratori cominciando dal mondo della scuola, come facciamo noi da oltre 20 anni”.