Amputati, la nuova frontiera dei muscoli dalle staminali

4 novembre 2020 – Muscoli coltivati in laboratorio da cellule staminali del malato per aiutare chi ha subito un’amputazione a controllare meglio i movimenti della protesi. E’ l’obiettivo di MioPro, uno dei tre progetti di ricerca triennale (gli altri due si chiamano BioSup e BioArm), avviati ufficialmente ieri dal Centro Protesi Inail e l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per far recuperare le funzioni neurologiche e motorie perse nei pazienti che hanno subito lesioni ai nervi periferici o amputazioni.
Per la precisione con MioPro verranno sperimentati dei tessuti muscolari, partendo dalle cellule staminali del paziente per controllare le protesi. L’obiettivo è impiantare e connettere chirurgicamente questi neo-muscoli con i nervi periferici residui dei pazienti amputati, e poi tramite elettrodi sui muscoli controllare i movimenti della protesi. Con BioArm (a cui collabora anche il Campus Biomedico di Roma) verrà invece testato un esoscheletro portatile per assistere e rendere più autonomi, nelle attività quotidiane, i pazienti con lesione del plesso brachiale (una rete di nervi cervicali e toracici che va dal midollo spinale fino all’ascella). Si svilupperà “un sistema di stimolazione elettrica – spiega Loredana Zollo, del Campus Biomedico – che agisce in modo mirato sui muscoli e con l’esoscheletro assiste il paziente nei movimenti quando si registra un’attività muscolare insufficiente a completare il movimento”. I ricercatori stanno elaborando un algoritmo per calcolare la forza muscolare da dare al paziente. Con il progetto BioSUP, infine, si vogliono sviluppare dei dispositivi modulari capaci interagire con gli organi del paziente, per ripristinare la corretta funzionalità del sistema urinario.

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