Amianto: prescritta accusa di lesione per i manager Firema

Roma, 9 aprile – Decine di ex dipendenti della Firema, azienda casertana che produce carrozze ferroviarie, che hanno contratto durante il lavoro malattie legate all’esposizione all’amianto, non potranno veder riconosciute le loro ragioni nel “processo bis” in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di sette ex dirigenti dell’azienda; per questi ultimi il processo proseguirà per il più grave reato di omicidio colposo, concernente la morte di 19 lavoratori, il cui termine di prescrizione è maggiore.
È quanto accaduto nel corso dell’udienza celebrata al tribunale di Santa Maria Capua Vetere a carico dei vertici della Firema accusati delle morti e delle malattie degli operai causate dall’esposizione all’amianto. Il giudice Riello, infatti, ha disposto lo stralcio in relazione alle imputazioni di lesioni, con almeno un’ottantina di lavoratori che si sono ammalati con la dichiarazione della prescrizione. Resta in piedi, però, il processo per l’omicidio colposo di altri 19 lavoratori. Si torna in aula il 17 giugno quando comincerà l’esame dei testi indicati dal pubblico ministero Giacomo Urbano; si tratta di ex lavoratori Firema chiamati a testimoniare sulla presenza dell’amianto nell’azienda ferroviaria nel periodo in cui era di proprietà della famiglia Fiore. Quando è iniziato il processo – gennaio 2020 – gli imputati erano otto, ma nel frattempo l’ultranovantenne Mario Pasquali, ex direttore generale dell’azienda ferroviaria, è deceduto.