Amianto all’Alfa di Arese, tutti assolti

Roma, 13 luglio 2021 – La Cassazione sui 15 morti per l’amianto all’Alfa Romeo di Arese formula l’assoluzione per tutti. «Sul diritto alla giustizia per i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese uccisi dall’amianto, respirato nel loro posto di lavoro, come tutte le consulenze e certificazioni hanno dimostrato, è stata messa una pietra tombale e ingiustizia è fatta, per sempre», si legge in una nota firmata da Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica e da AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto. In pratica la IV Sezione penale della Cassazione ha confermato la pronuncia assolutoria della Corte d’Appello di Milano del 2019 nei confronti di Paolo Cantarella, ex AD Fiat , Piero Fusaro, ex presidente Lancia Industriale, e i manager Giorgio Garuzzo, e Giovanni Battista Razelli in relazione all’accusa di omicidio colposo per non aver adottato le necessarie cautele a tutela della salute dei lavoratori. Un quarto imputato, Vincenzo Moro, è nel frattempo deceduto. I manager coinvolti nel processo hanno ricoperto posizioni di garanzia lungo il periodo dal 1974 al 1996, rileva il comunicato di Medicina Democratica. «Una sentenza che turba e disorienta, anche alla luce di altre sentenze di Cassazione su processi analoghi, ha sottolineato Laura Mara, avvocatessa dei familiari delle vittime.

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