A fine anno aumenta il bilancio dei morti sul lavoro

3 gennaio 2023 – Gli infortuni mortali sul lavoro hanno contrassegnato pesantemente anche gli ultimi giorni del 2023.
Il 29 dicembre scorso un anziano agricoltore è morto travolto dal suo trattore nelle campagne di Frigento, nell’Avellinese. Secondo le prime notizie, l’uomo era andato a prendere la legna in un terreno di sua proprietà, quando il mezzo si è ribaltato probabilmente a causa dell’eccessivo carico. L’incidente si è verificato in località Pagliara. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Grottaminarda, un’ambulanza del 118 e i carabinieri. Quando i soccorritori sono arrivati l’uomo era già morto: troppo gravi le lesioni riportate.
Un secondo incidente mortale si è verificato, sempre il 29 dicembre, nel pescarese. Vittima un operaio 58enne di Penne (Pescara), Fabio Di Fabrizio, che ha perso la vita a causa delle lesioni riportate in seguito ad un infortunio sul lavoro avvenuto in un’azienda di Collecorvino (Pescara). L’uomo, dipendente di una ditta che si occupa di allestimento di cantieri edili, stava lavorando nella sede dell’azienda ed era impegnato nelle operazioni di carico di un mezzo pesante, quando la pedana del veicolo, per cause in corso di accertamento, lo ha schiacciato. Una volta soccorso, è stato trasportato in ospedale e ricoverato nel reparto di Rianimazione, ma nel corso della notte è deceduto a causa delle gravissime lesioni riportate.
Non ha perso la vita, ma ha subito l’amputazione di entrambe le gambe Angelo Agnone, 60 anni, di Taggia (Imperia), dopo essere entrato in una pressa che viene utilizzata per imballare carta, cartone e plastica in una azienda di trattamento rifiuti di Valle Armea (Imperia). L’infortunio è avvenuto all’interno della ditta Riviera Recuperi, che si occupa del recupero e smaltimento di rifiuti.
L’uomo è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure dove i medici lo hanno sottoposto a interventi chirurgici per salvare l’uso delle articolazioni. Il ferito è considerato un operaio esperto, da anni dipendente della ditta e per questo motivo i suoi colleghi non sanno al momento spiegare le ragioni che lo hanno indotto a entrare nel macchinario.
Ancora, un altro incidente si è verificato il 30 dicembre, a Bari, a seguito del quale è morto un operatore nel porto, Angelo Rossini, di 51 anni. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, durante le operazioni di scarico di una nave porta container, l’uomo sarebbe stato travolto in retromarcia da uno stacker, un macchinario che viene utilizzato sulla banchina per agganciare i container che vengono caricati o scaricati dalle navi. Non è ancora chiara la dinamica anche perché all’incidente non avrebbe assistito nessuno a parte l’altro operatore che manovrava il macchinario. A quanto si apprende, quest’ultimo, come la vittima, è un lavoratore di grande esperienza. Il magistrato inquirente ha disposto il sequestro del macchinario e sul posto sono intervenuti personale dello Spesal, della capitaneria di porto e dell’autorità portuale e la polizia.
Infine il 31 dicembre un altro agricoltore di 57 anni è morto nella sua azienda travolto da una rotoballa. L’incidente è accaduto in un’azienda agricola di Roverbella, nel Mantovano. A scoprire il corpo senza vita, sotto il pesante carico, è stato un parente. Inutili i soccorsi subito attivati.