7 imprese agricole su 10 investono su innovazione

Roma, 14 maggio 2024 – L’agricoltura italiana è sempre più protagonista nel processo di transizione ecologica. A dimostrarlo la quarta edizione di AGRIcoltura100, il progetto di Reale Mutua e Confagricoltura per promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile del Paese che è stato presentato oggi nella Sede di Confagricoltura. Al concorso hanno partecipato oltre 3.000 aziende. 
Secondo i risultati ottenuti dal progetto, negli ultimi 24 mesi, infatti, il 69,5% delle imprese hanno investito in innovazione, puntando soprattutto su nuove tecnologie e tecniche agricole d’avanguardia. E l’innovazione si conferma il fattore che più di ogni altro permette di gestire la transizione ecologica, mitigare i rischi, e migliorare l’impatto ambientale e sociale, come evidenzia il fatto che le aziende più innovative sono la quasi totalità (il 78,9%) di quelle col maggior livello di sostenibilità. 
Il Rapporto conferma l’impegno dell’agricoltura nel miglioramento dei propri impatti ambientali, sociali ed economici. Oggi il 55,3% delle aziende presenta un livello elevato di sostenibilità, in aumento sia sul 2023 sia sul 2020, dove la quota era del 48,8%; diminuiscono al contempo le realtà al livello base, passate dal 20% di quattro anni fa al 12,1% di oggi. I dati sottolineano che la cultura della sostenibilità è largamente radicata nelle aziende. Il primo valore che le attribuiscono è quello di accrescere la qualità del prodotto, anche a garanzia della salute dei consumatori, ritenuta fondamentale o molto importante dall’85,7%. Al secondo posto tra i valori di sostenibilità si colloca l’impegno per l’ambiente (76,3%); seguono le relazioni con la filiera (70,1%), la valorizzazione della comunità locale (67,4%), l’investimento in innovazione (67,1%) e la consapevolezza del ruolo sociale dell’impresa verso i lavoratori e la comunità (65,8%), valore quest’ultimo in crescita di oltre 5 punti percentuali rispetto al 2022.
All’evento di presentazione ha partecipato anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone.
“Le associazioni del mondo agricolo, a fronte delle emergenze, hanno sempre chiesto di mettere in campo degli strumenti che consentissero alle loro aziende di ripartire nei tempi più brevi, non è stata chiesta l’utilizzazione di cassa integrazione o di strumenti di sostegno al reddito per tempi prolungati. La preoccupazione è sempre stata quella di tornare al lavoro e di proteggere il bene primario delle aziende, ossia il bene il capitale umano che ogni giorno vive di quella attività”.
“E così abbiamo fatto – ha proseguito il ministro Calderone – nella consapevolezza di trovarci di fronte ad un mondo che non avrebbe abusato degli ammortizzatori, li abbiamo messi in campo per poi scoprire poi che invece, con grande sacrificio, le aziende agricole avevano attinto alle loro risorse per cercare di bonificare i terreni e ripartire nel tempo più breve”. “Nella consapevolezza di accompagnare le varie fasi delle aziende – ha ricordato Calderone – abbiano presentato recentemente con il ministro Lollobrigida un decreto che parla di agricoltura e di strumenti di sostegno alle imprese attraverso il riconoscimento di una riduzione contributiva del 68% per il personale dipendente, che può premiare degli sforzi che tendono a presentare delle eccellenze”.