29 luglio 2020 – Grazie alla filiera bio-etica dell’Associazione NoCap di Yvan Sagnet, in collaborazione con il Gruppo Megamark e Rete Perlaterra, 49 donne vittime dello sfruttamento dei caporali agricoli hanno ottenuto la regolarità del contratto per il loro lavoro nei campi. 
L’iniziativa prende il nome di “Donne braccianti contro il caporalato” e ha ottenuto il risultato di far assumere le sue protagoniste nella raccolta di uva biologica da tavola nelle terre di Ginosa con un contratto regolare da 6 ore e mezza al giorno, alloggio e trasporto gratuito verso i campi di lavoro. Questa tipologia di impiego si discosta di molto da quello a cui le protagoniste sono state abituate sino ad ora: 10 ore di lavoro giornaliero per una paga di 30 euro e il pagamento, da parte delle lavoratrici stesse, del trasporto nei campi su mezzi pericolosi, oltre ai vari soprusi fisici e psicologici subiti dai caporali.
Con questa iniziativa, ha spiegato Sagnet, “vogliamo innanzitutto ricordare che il caporalato è un fenomeno trasversale che colpisce non solo gli immigrati, ma anche gli italiani, in particolar modo le donne. Assumere 50 donne che fino a ieri erano sfruttate significa tutelare i loro diritti, sottrarre al caporalato il controllo della manodopera e alimentare il circuito del lavoro legale della nostra filiera etica. È chiaro che questo percorso potrà crescere se ciascuno di noi farà la sua parte, a partire dalle scelte di consumo dei cittadini”.

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