14 ottobre 2019 – È stato arrestato l’imprenditore agricolo che a Terracina (Roma) minacciava i suoi braccianti con una pistola per costringerli ad accellerare il lavoro nei campi. L’uomo, colto in flagranza di reato dai poliziotti del Commissariato di Terracina, deve rispondere dei reati di sfruttamento del lavoro, minaccia aggravata con l’utilizzo di arma da fuoco (un fucile a pompa), lesioni personali, detenzione abusiva di munizionamento, omessa denuncia di materie esplodenti, avendo sottoposto manodopera (braccianti agricoli di nazionalità indiana) a condizioni lavorative degradanti nonché corrispondendo loro retribuzioni difformi dalla normativa vigente.
Nella serata del 10 ottobre scorso, all’ennesimo licenziamento di uno dei suoi operai di origine indiana, peraltro in stato di clandestinità poiché privo di titolo a restare sul territorio nazionale, ha reagito presentandosi presso l’alloggio dei braccianti determinato a dare una “lezione”; ha fatto quindi ripetutamente fuoco all’indirizzo di alcuni di essi, senza colpirne nessuno. E li ha anche minacciati puntando loro l’arma alla gola.
“Storie come questa vanno cancellate. Grazie alla Polizia per aver fatto giustizia, da presidente del Lazio sono orgoglioso di avere unito alla legge nazionale contro il caporalato, una normativa della Regione che punta su monitoraggio e prevenzione di questo fenomeno odioso. Porteremo sempre all’attenzione di tutti episodi del genere e ci batteremo per porre fine al caporalato, alle violenze e alle discriminazioni”, queste le parole del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
“Mentre le forze dell’ordine dei vari territori regionali sono impegnate a contrastare fenomeni di grave sfruttamento di lavoratori agricoli – l’ultimo episodio dei quali a Terracina, in cui i braccianti erano costretti a lavorare sotto la minaccia di armi – da parte della Regione Lazio continua l’impegno sul fronte della prevenzione e della difesa dei diritti dei lavoratori. Lunedì saremo proprio a Terracina per un ennesimo incontro pubblico” – si legge nella nota diffusa dall’assessore al Lavoro e nuovi diritti della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, che continua – “Il fine è quello di promuovere le opportunità dettate dalla legge del Lazio sul contrasto al caporalato e dal protocollo regionale ‘per un lavoro agricolo di qualità’ e per far conoscere meglio le azioni sperimentali attivate nel sud pontino, tra cui il trasporto gratuito per i braccianti, la facilitazione dell’incrocio trasparente tra domanda e offerta di lavoro e la valorizzazione delle aziende sane. Per contrastare il fenomeno del caporalato serve una molteplicità di interventi e è necessario che tutti i soggetti coinvolti facciano la loro parte. La Regione Lazio c’è e è in prima linea per difendere il lavoro, i diritti e rafforzare le regole. Non ultimo, un plauso alle forze dell’ordine impegnate per contrastare queste forme di sfruttamento”. Il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova dichiara: “Non ho parole. E vorrei fosse chiaro fino in fondo che una delle ragioni per cui siamo chiamati a stroncare il caporalato è la degenerazione di ogni tipo a cui caporali e imprese senza scrupoli si sentono autorizzati. Ancora una volta ripeto: abbiamo un’ottima legge che va applicata per intero”.