‘Un ponte verso il lavoro’: la raccomandazione del Consiglio UE a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza

10 novembre 2020 – In data 4 ottobre 2020, è stata pubblicata in Gazzetta UE la Raccomandazione del Consiglio del 30 ottobre 2020 relativa a un ‘ponte verso il lavoro’ (2020/C 372/01).
L’attesa Raccomandazione in parola ha lo scopo di rafforzare il programma europeo Garanzia Giovani, in sostituzione della raccomandazione del 2013 sull’istituzione di una garanzia per i giovani.
In particolare, il Consiglio ha rilevato l’esigenza di introdurre strategie maggiormente mirate al coinvolgimento dei NEET nel mondo del lavoro, intercettando la strategia europea Green New Deal e lo strumento per la ripresa «Next Generation EU», istituito per fronteggiare la pandemia.
Nel dettaglio, il Consiglio UE ha raccomandato agli Stati membri di garantire ai giovani di età inferiore ai 30 anni «un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale» (punto 1).
I servizi di garanzia dovrebbero essere strutturati in quattro fasi: mappatura, coinvolgimento, preparazione e offerta.
Nell’ambito della mappatura, è necessario:

  • individuare il gruppo destinatario, i servizi disponibili e le esigenze in materia di competenze;
  • consentire la prevenzione mediante sistemi di monitoraggio e allarme precoce.

Invece, nel successivo step di coinvolgimento, il consiglio raccomanda di:

  • sensibilizzare e comunicare in maniera mirata;
  • migliorare il coinvolgimento dei gruppi vulnerabili, tra cui i portatori di disabilità.

Per la fase di preparazione:

  • utilizzare strumenti di profilazione per piani d’azione personalizzati;
  • garantire consulenza, orientamento e tutoraggio;
  • migliorare le competenze digitali con la formazione propedeutica;
  • valutare, migliorare e convalidare altre competenze importanti.

Infine, l’offerta dovrà prevedere:

  • far funzionare gli incentivi all’occupazione e all’avviamento di nuove imprese;
  • allineare l’offerta alle norme esistenti per garantire la qualità e l’equità;
  • fornire sostegno post-collocamento e attuare sistemi di riscontro.

Per agevolare la funzionalità dei servizi di garanzia, è raccomandato mobilitare partenariati con i molteplici soggetti interessati – quali ad esempio datori di lavoro, istituti di istruzione e formazione e parti sociali – nonché di utilizzare in modo ottimale i fondi europei (OIG, FSE, FESR, REACT-UE, FSE+, ecc.).

Si evince, pertanto, che il Consiglio UE intende rafforzare la creazione di percorsi mirati per la formazione e l’inserimento lavorativo dei giovani, mediante la predisposizione di servizi personalizzati e primariamente indirizzati ai giovani più vulnerabili.

Per approfondire:

raccomandazione_Garanzia_Giovani