Trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti COVID-19 nel contesto lavorativo

Roma, 22 febbraio 2021 – Il garante per la protezione dei dati personali, il 16 febbraio 2021, ha pubblicato sul proprio sito le FAQ sul trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti COVID-19 nel contesto lavorativo, esprimendo in primis il proprio parere in merito alla facoltà del datore di lavoro di chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione. Precisamente, secondo il Garante il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l’avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò infatti non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla normativa prevenzionistica. Il Garante ha altresì puntualizzato che il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo.
Secondo il Garante neanche il medico competente può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica. Il datore di lavoro può dunque acquisire i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati.
Il Garante della protezione dei dati personali si è infine espresso in merito alla possibilità che la vaccinazione anti covid-19 dei dipendenti possa essere richiesta come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario). Nello specifico, il Garante ha precisato che, nell’attesa di un intervento del Legislatore, che valuti se porre la vaccinazione anti Covid-19 come requisito per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni, allo stato, nei casi di esposizione diretta ad agenti biologici durante il lavoro, come nel contesto sanitario che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori e per i pazienti, trovano applicazione le misure speciali di protezione previste per taluni ambienti lavorativi, in tal senso è stato richiamato l’art. 279 del Titolo X del d.lgs. n. 81/2008.
A fronte di quale quadro, il Garante ha puntualizzato che il medico competente può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specifica, mentre il datore di lavoro dovrà limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore.

Per approfondire: FAQ_Trattamento_dati_vaccinazione_Covid