Nel Lazio tre morti in una settimana. L’intervista della TGR a Giovannone (ANMIL)

06 settembre 2019 – Tre morti in una sola settimana. Nel Lazio, territorio nel quale non accenna ad arrestarsi la lunga scia di morti sul lavoro che ha totalizzato 59 vittime negli ultimi sette mesi, il rientro al lavoro è stato drammatico. Franco di Palma, travolto da una massa di terreno mentre stava scavando le fondamenta di una casa di riposo a Ridi, in Ciociaria; Luigi Fabrotta, precipitato da un ponteggio mentre ristrutturava una palazzina a Latina; Alfredo Gentile, travolto dall’esplosione dell’impianto di una cella frigorifera a Fondi. La sicurezza sul lavoro è sempre di più un’emergenza, nella regione Lazio e nel Paese. Ed i mass media se ne occupano.
Il servizio della Testata Giornalistica Regionale del Lazio, che ieri è andato in onda nella fascia pomeridiana e in quella serale, ha riproposto agli ascoltatori i dati INAIL da cui emerge che l’edilizia continua ad essere il settore più colpito.
Maria Giovannone, Responsabile dell’Ufficio Salute e Sicurezza ANMIL, ai microfoni della TGR, ha messo l’accento proprio sulla necessità di adottare nuove e urgenti strategie per arrestare il fenomeno attraverso l’incremento delle ispezioni nei luoghi di lavoro, gli investimenti sulla formazione dei lavoratori e sulla strumentazione dedicata. Tutte misure attuabili anche grazie al significativo attivo raggiunto dal Bilancio INAIL recentemente pubblicato.

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