Relazione annuale convalide risoluzioni dei lavoratori genitori a cura dell'Ufficio Salute e sicurezza ANMIL

 L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha presentatola Relazione annuale sulle dimissioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri.

Roma, 30 giugno 2020 – Il 24 giugno 2020 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha presentato, in una videoconferenza, la Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri ai sensi dell’art. 55 del d.lgs. n. 151/2001Anno 2019.
Il documento – pubblicato sul sito dell’INL – riporta i risultati annuali del monitoraggio delle convalide delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri ex art. 55 del d.lgs. n. 151/2001, effettuato, a livello nazionale, dall’INL in continuità con il lavoro svolto dalla Direzione generale per l’Attività Ispettiva sulla base dei dati trasmessi dalle Strutture territoriali.
Come evidenziato dallo stesso INL, l’esame dell’andamento annuale delle menzionate convalide, è finalizzato a rilevare una serie di informazioni significative, tra cui:
– l’ampiezza aziendale e il settore produttivo di appartenenza delle realtà economiche a cui si riferiscono le convalide;
– la fascia di età, l’anzianità di servizio e il numero di figli delle lavoratrici/dei lavoratori interessati;
– la motivazione delle dimissioni, al fine di accertarne la spontaneità, considerato che la volontà della lavoratrice/del lavoratore potrebbe essere stata condizionata dal contesto socio-economico vissuto o da indebite pressioni e/o comportamenti illeciti del datore di lavoro.
Entrando nel merito, dalla Relazione emerge che nel corso del 2019, sono stati complessivamente emessi 51.558 provvedimenti di convalida, in numero leggermente superiore (+ 4%) rispetto ai 49.451 del 2018.
Oltre il 98% del totale delle convalide sono relative a dimissioni, censite in numero di 50.674 (a fronte delle 47.410 del 2018) di cui: 49.008 per dimissioni volontarie (oltre 95%) e 1.666 per giusta causa (oltre 3%). Mentre le risoluzioni consensuali sono state pari a 884 (circa il 2%), in decremento rispetto alle 2.041 dell’anno 2018.
Circa l’84% del totale delle convalide hanno interessato lavoratrici e lavoratori di nazionalità italiana (43.101, in aumento rispetto ai 41.335 del 2018); sono stati invece contenuti i dati relativi agli extracomunitari ed ai cittadini comunitari il cui numero equivale, rispettivamente, a oltre il 10% e a circa il 6% del totale.
La maggior parte dei provvedimenti ha riguardato, come di consueto, le lavoratrici madri.  Il loro numero – 37.611 – ha infatti rappresentato circa il 73% del totale (percentuale equivalente a quella rilevata nel 2018). Invece, i lavoratori padri interessati alle convalide sono stati 13.947, in percentuale  pari al 27% del totale (invariata rispetto al 2018).
Per ciò che concerne l’età delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, la maggiore concentrazione dei provvedimenti (circa il 75% del totale) hanno riguardato le fasce di età “da maggiore di 34 fino a 44 anni” e “da maggiore di 29 fino a 34 anni”, per un totale complessivo di 38.379 (a fronte dei 36.597 del 2018).
Dai dati è risultata altresì confermata l’incidenza della bassa anzianità di servizio delle lavoratrici e dei lavoratori interessati: 27.663 convalide hanno infatti riguardato lavoratrici e lavoratori con anzianità di servizio “fino a 3 anni”, mentre 17.968 sono state quelle ricadenti nella fascia di anzianità di servizio “da oltre 3 a 10 anni”. Nel loro insieme (45.631 unità), tali fasce di anzianità di servizio costituiscono quasi l’89% del totale dei provvedimenti complessivamente rilasciati dagli Uffici territoriali (circa il +2% rispetto al 2018).
In linea di continuità con gli anni precedenti, le convalide hanno per il 60% circa del totale interessato lavoratrici e lavoratori con un solo figlio o in attesa del primo. Confermata anche la percentuale – oltre il 33% del totale – di lavoratrici e lavoratori con 2 figli.
Nella relazione in commento sono state riportate anche le motivazioni delle dimissioni/risoluzioni consensuali addotte da lavoratrici e lavoratori in sede di colloquio con il personale addetto al rilascio del provvedimento di convalida, volto a accertare la genuinità del consenso).
Nello specifico, è stato evidenziato che la più ricorrente è rimasta la difficoltà di conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze di cura della prole (circa il 35% del totale, sostanzialmente in linea con quella dell’anno precedente pari a circa il 36%). Tale motivazione si è sostanziata, in particolare, in:
– assenza di parenti di supporto (circa il 27%);
– elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato tra cui ad esempio asilo nido o baby sitter (circa il 7%);
– mancato accoglimento al nido (circa il 2%).
Invece le causali relative all’azienda in cui la lavoratrice o il lavoratore prestano la loro attività sono risultate pari a 10.856 (10.155 nel 2018), con confermata prevalenza di quella concernente l’organizzazione e le condizioni di lavoro, particolarmente gravose o difficilmente compatibili con la cura della prole. Mentre le restanti motivazioni hanno riguardato: cambiamento della sede di lavoro (294); distanza dal luogo di lavoro (1.821); ragioni concernenti l’orario di lavoro (1.920); modifica delle mansioni svolte (108).
In crescita è risultato il dato relativo alle dimissioni/risoluzioni consensuali per passaggio ad altra azienda, pari a 20.467 (a fronte delle 18.683 del 2018) equivalenti a circa il 35% del totale delle motivazioni (33% nel 2018). A riguardo è stato precisato che per tale motivazione di cessazione del rapporto lavorativo – a differenza di quanto avviene per altre casistiche- è risultata confermata la prevalenza di lavoratori padri, in numero pari a 11.488, rispetto alle 8.979 lavoratrici madri.
In merito ai settori lavorativi in cui si sono maggiormente concentrate le convalide sono stati censiti:
– nel settore terziario 39.247 provvedimenti (37.658 nel 2018), pari ad oltre il 76% del totale;
– industria 8.555 provvedimenti (9.477 nel 2018), pari a oltre il 16% del totale (19% nel 2018);
– nell’edilizia 1.998 convalide (1.807 nel 2018), pari a circa il 4% del totale (in linea con le risultanze dell’anno precedente).
Esiguo si è invece confermato il dato relativo alle dimissioni/risoluzioni consensuali convalidate dagli ITL nel settore agricolo (pari a 362).
In relazione alla grandezza aziendale nel 2019 i provvedimenti rilasciati dagli Ispettorati territoriali hanno prevalentemente riguardato le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) con 9.841 convalide.
Per ciò che concerne invece la distribuzione geografica dei provvedimenti:
– nell’Italia Settentrionale sono state rilevate 33.442 convalide, pari al 65% del totale (a fronte delle 31.691 del 2018, quando erano state circa il 64%);
– nell’Italia Centrale le convalide sono state pari a 9.899, rappresentando il 19% del totale (a fronte delle 9.055 del 2018, pari ad oltre il 18%);
– nell’Italia Meridionale si sono registrate solo 8.217 convalide, che costituiscono il 16% del totale (a fronte delle 8.705 del 2018, pari a circa il 18%).
Infine, il dato concernente le mancate convalide – pur se in lieve aumento rispetto al 2018 (paria 29) – si è confermato, anche nel 2019, estremamente esiguo (pari a 48) e prevalentemente concentrate nelle regioni del Nord.

Per approfondire: Relazione-Convalida-Dimissioni-anno-2019

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