Roma, 2 marzo 2021 – L’Istituto ha pubblicato il IX Rapporto MalProf, dedicato interamente alle malattie professionali, riguardante quanto denunciato nel biennio 2015-2016, durante i quali sono state raccolte 32.454 segnalazioni. Da una prima analisi delle denunce, emerge come quasi il 70% abbiano riguardato le malattie muscoloscheletriche, che tra le donne raggiungono addirittura l’87%.
In apertura del documento emerge una disamina nazionale e regionale dei dati riguardanti le segnalazioni di malattie professionali raccolte e analizzate dai servizi di prevenzione delle Asl nel biennio in oggetto. Per la prima volta, sono stati integrati anche i dati provenienti da Abruzzo e Calabria, oltre che dalla Provincia autonoma di Bolzano.
Partendo da quanto emerso a livello nazionale, le segnalazioni sono state 32.454, in leggero calo rispetto alle 32.846 del biennio 2013-2014. Con riferimento all’età, tra le donne la classe 30-59 anni racchiude oltre il 75% del totale delle segnalazioni, mentre tra gli uomini il tasso si ferma al 64%.
Come già detto, le malattie muscoloscheletriche sono risultate in continua crescita, con il 69% del totale delle denunce, penalizzando ancor di più le lavoratrici. Se poi tra i lavoratori più anziani (60 anni o più), le patologie dell’apparato respiratorio e i tumori hanno avuto un peso percentuale maggiore, le malattie della pelle si sono attestate al primo posto (31%) tra i lavoratori più giovani.
A livello settoriale, la maggior parte delle malattie denunciate ha riguardato il settore delle costruzioni (22%), seguito dall’agricoltura (11%) e dalla fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo. Distinguendo poi per genere e quantità di malattie professionali per settore, le donne hanno denunciato un quantitativo di malattie in sanità e in altri servizi sociali (14%), oltre che in agricoltura (12%).
Incentrando poi il focus sulle singole professioni, ad emergere, a livello di denunce riguardanti l’occupazione femminile, è stata la categoria delle artigiane e delle operaie addette alle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile, dell’abbigliamento, delle pelli e del cuoio (14%), seguita dalla categoria delle lavoratrici agricole, zootecniche e forestali (10%). Per gli uomini, invece, le professioni con più denunce hanno riguardato gli operai e artigiani dell’industria estrattiva e dell’edilizia (30%) e quelli metalmeccanici (17%).
A livello procedurale, infine, è risultato ancora fondamentale il ruolo dei medici competenti, affiancati dall’importanza crescente dei medici di base: le segnalazioni rilevate dalle Asl sono giunte infatti oltre il 5%.

 

Per approfondire:

https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-malprof-2015-2016_6443156575433.pdf