Roma, 21 settembre 2020 – È stato pubblicato di recente un nuovo report statistico dell’Inail riguardante il monitoraggio effettuato dall’Istituto in relazione ai contagi, in ambito professionale, da COVID-19. Da esso, alla data del 31 agosto 2020, è emerso che le denunce di infortunio sul lavoro a seguito di contagio segnalate sono state sinora 52.209, vale a dire il 16% delle denunce di infortunio pervenute da inizio anno e il 19,4% dei contagiati nazionali totali comunicati dall’ISS alla stessa data). Per il 71,3% i contagiati sono lavoratrici, mentre solo il 28,7% uomini; passando all’età media, dall’inizio dell’epidemia quella dei contagiati si attesta sui 47 anni per entrambi i sessi, con un 44,1% del totale delle denunce riguardante la classe 50-64 anni. I contagiati sono per lo più italiani (84,1%, di cui 7 su 10 donne), mentre gli stranieri aventi contratto il COVID-19 in ambito lavorativo sono al momento il 15,9% (di cui 8 su 10 donne).
Passando all’analisi territoriale, si evidenzia una distribuzione delle denunce del 56,1% nel Nord-Ovest (con una fetta ancora più che notevole dei contagi da attribuire alla Lombardia, 36%), passando poi ai 24,2% nel Nord-Est, all’11,9% al Centro, per finire con il 5,7% al Sud e il 2,1% nelle Isole. Le province con un maggiore numero di contagi rimangono circoscritte al Nord del Paese, con in testa Milano (11,0%), seguita da Torino (7,9%), Brescia (5,5%) e Bergamo (4,7%).
È ancora il settore della sanità e dell’assistenza sociale a registrare oltre il 70% delle denunce (con la categoria professionale dei tecnici della salute da leggersi quale quella maggiormente colpita da contagi, con il 39,7% delle denunce, con 3 casi su 4 riguardanti personale femminile), seguito dall’amministrazione pubblica con il 9,0%. Tuttavia, il trend relativo al comparto sanitario risulta in netta diminuzione, passando infatti dal 71,6% relativo al periodo marzo-maggio, al 56,0% di giugno-agosto e al 47,2% nel solo mese di agosto, mentre tale tendenza è diametralmente opposta se riferita alle attività economiche che nel periodo estivo hanno avuto una crescita di lavoro: ne sono un esempio il comparto servizi di alloggio e ristorazione e quello dedicato al noleggio, alle agenzie di viaggio e ai servizi di supporto alle imprese.
Quanto invece agli infortuni mortali, sono state sinora 303 le denunce a seguito di Covid-19 pervenute all’Inail, corrispondenti a circa il 33% dei decessi denunciati all’Istituto. A differenza di quanto detto in relazione ai contagi, per quel che riguarda i decessi, per l’83,8% questi hanno interessato gli uomini, e solo il 16,2% le donne. L’età media dei deceduti è di 59 anni, e la classe di età più colpita (69,3% del totale delle denunce) è quella tra i  50 e i 64 anni. Gli infortuni mortali da COVID-19 hanno coinvolto per lo più lavoratori italiani (89,1%), per lo più impiegati nel settore sanitario e socio-assistenziale. Le categorie più colpite dai decessi sono infatti quelle dei tecnici della salute (tra cui spicca un 58% del totale composto da infermieri) con il 10,3% dei casi, seguiti da medici (7,5%), operatori socio-sanitari (5,6%) e operatori socio-assistenziali.

Figura 1. Ripartizione territoriale delle denunce professionali di contagio da COVID-19 al 31 agosto 2020. Fonte: Inail