Il telelavoro: un’opportunità preziosa per l’inclusione a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza ANMIL

La pandemia ha offerto un’opportunità di ripensamento delle politiche per l’inserimento al lavoro a lungo termine delle persone con disabilità

Dublino, 20 agosto 2020. Eurofound, in un articolo di approfondimento, ha analizzato il potenziale del telelavoro – il cui impiego è fortemente aumentato durante la pandemia – per l’inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro. In effetti, nonostante il telelavoro sia divenuto un’opzione realistica a partire dagli anni ‘90, non è stato associato al suo impiego un sostanziale aumento occupazionale delle persone con disabilità, nonostante possa rimuovere ostacoli significativi al lavoro (pendolarismo, ambienti di lavoro inadeguati, ecc.).
La pandemia quindi ha offerto una opportunità di ripensamento delle politiche per l’inserimento al lavoro a lungo termine delle persone con disabilità, stimolando cambiamenti organizzativi endo-aziendali. Si tratta, prima di tutto, di includere il telelavoro nel cambiamento culturale e produttivo imposto dai mega-tend relativi alla digitalizzazione e alle questioni ambientali e demografiche.
Le politiche sul telelavoro dovrebbero assumere una prospettiva inclusiva, anche dietro impulso dei contratti collettivi, in grado di valorizzare le capacità e la professionalità di tutti i lavoratori, indipendentemente dal fattore ‘disabilità’. In questo senso, fugando il rischio che sia utilizzato solamente come mezzo per abbattere i costi e per evitare adeguamenti degli ambienti di lavoro, il telelavoro può essere uno strumento per personalizzare il lavoro ed eliminare le discriminazioni. A tale scopo, il suo impiego, laddove possibile, dovrebbe essere volontario, senza porsi come un’ingessante condizione all’accesso o alla conservazione del lavoro.

 

Per approfondire:

https://www.eurofound.europa.eu/publications/blog/how-to-use-the-surge-in-teleworking-as-a-real-chance-to-include-people-with-disabilities