La Storia dell’ANMIL

L’ANMIL è stata fondata a Milano nel 1933. Le leggi fasciste, restrittive della libertà di associazione, ne determinarono lo scioglimento ma, caduto il regime, l’Associazione fu prontamente rifondata a Roma nel 1943.
Il primo importante riconoscimento dell’Associazione arrivò con il Decreto Luogotenenziale n. 128 del 1945, con il quale l’ANMIL veniva riconosciuta come “ente morale”. Con l’impegno e la dedizione dei primi soci si giunse al 1° Congresso Nazionale nel 1948 e alla nomina del Presidente Bartolomeo Pastore. Lo stesso anno iniziò la pubblicazione del periodico associativo, a quel tempo chiamato “Il Mutilato del Lavoro”, che ancora oggi con il nome di “Obiettivo Tutela” informa tutti gli associati sulle attività dell’ANMIL e sugli obiettivi da raggiungere. Il 19 marzo 1951 venne celebrata la “1° Giornata Nazionale del Mutilato”, con lo scopo di ricordare all’opinione pubblica, alle Istituzioni e alle forze politiche la necessità di dedicare attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e garantire la giusta tutela alle vittime e alle loro famiglia. Dal 1998 la Giornata è stata istituzionalizzata, con Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri, e si celebra ogni anno in tutta Italia la seconda domenica di ottobre.
Nel marzo del 1958 arrivò il riconoscimento dell’ANMIL come ente di diritto pubblico, posto sotto la sorveglianza del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali: da quel momento l’Associazione poteva erogare prestazioni sia previdenziali che assistenziali, che negli anni a venire avrebbero dato forte impulso alla sua crescita. Tra le attività più importanti svolte in quegli anni la possibilità di organizzare Centri di addestramento professionale, nei quali gli invalidi del lavoro venivano formati per essere reinseriti nel mondo del lavoro, grazie a mezzi e tecniche d’avanguardia per l’epoca.
Tutto cambiò nel 1977 quando le funzioni di interesse pubblico fino a quel momento svolte dall’ANMIL vennero trasferite agli enti territoriali: nel 1979 l’Associazione venne trasformata in “Ente morale di diritto privato” e dovette riorganizzarsi completamente, senza però arretrare nell’impegno in favore della categoria.
Negli anni successivi l’Associazione è stata protagonista, al fianco dei suoi associati, di iniziative molto apprezzate, che hanno contribuito a far crescere ed evolvere la coscienza sociale sul problema della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche affrontando aspetti del fenomeno fino a quel momento trascurati dalla normativa di settore. Un esempio sono le campagne per lo studio della condizione della donna vittima di infortuni e malattie professionali, da alcuni anni punto fermo dell’azione rivendicativa dell’Associazione, che organizza e promuove specifiche iniziative ogni 8 marzo. Quella data è diventata per l’ANMIL un particolare momento di riflessione sul ruolo della donna sia in ambito lavorativo che familiare, nonché occasione per rivendicare maggiore attenzione alle specifiche esigenze delle donne in tutti gli ambiti della vita.
Dal 1° maggio 1999 l’ANMIL è entrata nel Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL quale unico rappresentante degli invalidi del lavoro, e nel 2011 anche all’interno dei Comitati Consultivi Provinciali dell’Istituto.
La battaglia per la sicurezza nei luoghi di lavoro oggi non si è ancora conclusa e non lo sarà finché anche un solo lavoratore rimarrà vittima dell’insicurezza, ma molti progressi sono stati compiuti negli ultimi decenni, tanto che oggi la prevenzione e la tutela di chi lavora sono sempre più oggetto di studio, di attenzione da parte dei media, di confronto politico ed istituzionale. Di questo l’ANMIL non può che essere soddisfatta, ma consapevole allo stesso tempo che la strada da percorrere è ancora molto lunga. C’è una vasta zona d’ombra, infatti, dentro la quale continuano a prevalere disinformazione, noncuranza, violazione delle regole che il nostro ordinamento ha fissato a tutela dei lavoratori: un terreno troppo insidioso, nel quale gli incidenti sul lavoro sono ancora, purtroppo, una costante nella cronaca quotidiana. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a questa condizione e grazie all’impegno di tutte le nostre sedi sul territorio puntiamo ad essere il motore per un cambiamento culturale profondo, affinché la tutela di chi lavora sia sempre anteposta alle ragioni della produttività.
Se l’obiettivo di contrastare il fenomeno infortunistico resta primario e doveroso, non di meno l’Associazione si batte affinché alle vittime di incidenti sul lavoro e alle loro famiglie siano garantiti pieni diritti e la migliore tutela, per superare il dramma dell’infortunio e riprendere in mano le redini della propria vita. Abbiamo ottenuto molto in questi ultimi anni, nonostante le difficoltà dovute alla crisi economica: dall’adeguamento automatico degli indennizzi per il danno biologico, al riconoscimento della natura giuridica risarcitoria della rendita INAIL, fino agli interventi per il reinserimento lavorativo degli invalidi del lavoro, solo per citare le conquiste più recenti, segno della forza delle nostre rivendicazioni e dell’impegno con cui vengono portate avanti.
Al di là delle battaglie di diritto, che sono fondamentali, la forza dell’ANMIL risiede principalmente nella sua capacità di essere un punto di riferimento e un sostegno concreto per gli infortunati e le loro famiglie, grazie alla presenza capillare sul territorio e all’impegno delle nostre sedi nel fornire la migliore assistenza, sia materiale che morale, ai nostri associati. Per questo l’Associazione negli ultimi anni ha voluto valorizzare e sviluppare tutta una serie di attività storicamente svolte dalle Sezioni Territoriali, evolvendosi in una vera e propria rete volta a dare ai soci e a tutti i lavoratori non solo sostegno morale, ma anche veri e propri servizi alla persona attraverso, una serie di strutture. Con questa finalità sono nati l’Agenzia per il Lavoro, IRFA, il Patronato e il CAF ANMIL, la Fondazione Sosteniamoli subito e ANMIL Sport: tutti segmenti di una grande entità associativa che oggi può occuparsi della persona a 360 gradi.
Tutto questo è reso possibile grazie al costante impegno dei dirigenti ANMIL, che sul territorio curano con attenzione a passione tutte le attività associative, con l’obiettivo primario di promuovere una sempre migliore tutela delle vittime del lavoro, ma anche di rafforzare la presenza dell’Associazione e il sostegno concreto dei suoi associati.

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