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Home E La Giornata per le vittime del lavoro E Il Resoconto dei lavori della 73ᵃ Giornata in Campidoglio

Il Resoconto dei lavori della 73ᵃ Giornata in Campidoglio

Il Resoconto dei lavori della 73ᵃ Giornata in Campidoglio

La 73ᵃ Giornata per le Vittime degli infortuni sul Lavoro, nelle sue celebrazioni nazionali svoltesi in Campidoglio a Roma, è stata un successo in termini di partecipazione e dibattito. La Sala della Protomoteca era gremita di Autorità, Soci, cittadini.  I lavori sono stati aperti dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come lo svolgimento in quella Sala della Giornata fosse particolarmente significativo in quanto “proprio nella sala in cui l’ANMIL nel 1948 ha tenuto il suo primo Congresso. Il tema degli infortuni sul lavoro e malattie professionali”, ha continuato, “come ribadito dal Presidente Mattarella, è un’emergenza nazionale che interroga le nostre coscienze. Lo dimostrano i numeri”. Il Sindaco ha ringraziato ANMIL che, con la forza della credibilità e dei suoi 250.000 soci, svolge un’opera meritoria anche su temi molto delicati, come la tutela delle vittime e delle loro famiglie. “Assistiamo ogni giorno ad una strage silenziosa, dietro la quale ci sono persone, famiglie ed esistenze distrutte”. Condivide gli obiettivi di ANMIL per quanto riguarda la necessità di una riforma del Testo Unico dell’assicurazione contro infortuni e malattie professionali, di prestazioni adeguate e di migliore tutela. E’ compito di ciascuno”, sottolinea, “collaborare e la Testimonianza è una parte importante della diffusione della cultura della sicurezza. Ricorda l’impegno di Roma Capitale per contrastare il fenomeno in settori particolari come l’edilizia, per migliorare la vigilanza e combattere il lavoro sommerso. Occorre un’opera culturale di rafforzamento della sicurezza sul lavoro”, ha concluso, “che non è mai un costo ma un dovere e un diritto primario, come sancisce la Costituzione”.
Incisivo e determinante, in rappresentanza del Governo, l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone: “Quello che mi colpisce dell’ANMIL è che si definisca un’Associazione impegnata per scomparire. Significa che avete veramente l’obiettivo di incidere sul fenomeno degli infortuni sul lavoro. Voi toccate la sofferenza e cercate di dare risposte. per me è sempre difficile parlare dopo aver ascoltato le vostre testimonianza. Ci dobbiamo impegnare tutti perché queste cose non accadano più e per questo è importante ascoltare chi le ha vissute, per capire quali sono i veri problemi. Si sottovalutano i rischi, si crede di poterli evitare, ma il pericolo è sempre dietro l’angolo”. Il Ministro continua il suo intervento sottolineando che: “Le buone norme devono tradursi in fatti concreti. Il nostro apparato normativo è consistente, eppure oggi sappiamo dall’ANMIL che è necessario intervenire sia sul Testo Unico in materia di salute e sicurezza, sia sul Testo Unico in materia di assicurazione”. Temi così importanti non possono essere gestiti con un discarico di responsabilità. Citando il Presidente Mattarella tutti siamo ugualmente responsabili, tutti abbiamo il dovere di individuare percorsi efficaci e far sì che chi ha subito un incidente abbia norme adeguate alle sue esigenze. “Pienamente disponibile ad intervenire con norme che possano garantire anche economicamente l’equilibrio delle famiglie. ANMIL”, prosegue “ha un ruolo importante affinché su questi temi le coscienze non si attivino a intermittenza, ma affinché ci sia costante attenzione”. Richiamando il concetto di “vita sicura”, il Ministro aggiunge, “Come società ci dobbiamo interrogare sul valore della vita nostra e degli altri. Per questo è importante andare nelle scuole, per far sì che i ragazzi siano a loro volta testimonial verso le proprie famiglie”.
Sui controlli afferma che “Spesso per risparmiare si sottovalutano i rischi e occorre quindi una rete di controlli sempre più efficace. Per questo l’Ispettorato Nazionale del lavoro ha da poco assunto 800 nuovo ispettori tecnici. Ho visto a Budrio il grande lavoro che svolge l’INAIL e ho visto che gli infortunati che sono lì desiderano solo tornare a lavorare ed avere una vita soddisfacente”. Sull’avanzata di gestione INAIL ha dichiarato che “è importante restituire queste risorse al sistema, attraverso la formazione e strumenti che possono fare la differenza. Come Governo, conclude, abbiamo accolto una mozione unitaria del Senato sottoscritta da tutte le parti politiche e siamo disponibili ad ascoltare tutte le sollecitazioni che vengono dal Parlamento”.
A seguire, l’intervento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha esordito sottolineando quanto sia doveroso essere presenti con l’ANMIL che con i suoi 80 anni di storia dà un apporto significativo al Paese. Il Ministro ha parlato di quanto la Società civile non possa “Rassegnarsi alle morti sul lavoro che il Presidente Mattarella ha definito una profonda ferita dell’anima. L’Italia” ha aggiunto “è un Paese che si fonda sul diritto al lavoro e alla salute e dobbiamo batterci affinché questi diritti non siano mai violati. Dobbiamo essere consapevoli che gli incidenti sul lavoro non sono fatalità. Come Ministero”, ha aggiunto, “siamo chiamati a gestire ingenti risorse provenienti dal PNRR e nel farlo abbiamo deciso di legare l’accesso alle risorse da parte delle imprese al pieno rispetto delle norme in tema di sicurezza. Le imprese italiane”, ha concluso, “sono tra le prime al mondo e per noi la sostenibilità deve diventare un marchio e una garanzia di rispetto della vita e della salute del lavoratori”.
In rappresentanza del Ministro della salute Orazio Schillaci, è intervenuto il Direttore del Dipartimento di Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale Sergio Iavicoli che ha specificato come “La salute e sicurezza sul lavoro è un tema centrale per il Ministero ed ANMIL è una fonte di stimolo per le istituzioni. Il Servizio Sanitario Nazionale è direttamente coinvolto nella vigilanza su questi temi ed è fondamentale la collaborazione istituzionale per una nuova strategia”. Il Direttore Iavicoli ha continuato: “La visione zero infortuni è un obiettivo reale, non deve essere solo comunicazione, perché ognuno ha diritto di tornare a casa sano dal lavoro. Il termine morti bianche dovrebbe scomparire perché ci sono sempre responsabilità ed evitabilità”. Per Iavicoli, come per ANMIL, “è importante promuovere la cultura della sicurezza già dalla scuola e la Testimonianza è un ottimo modo per dare concretezza a questi temi. Occorre guardare ai rischi che cambiano, fare una mappatura dei rischi, guardare i near miss che sono tantissimi e tutte quelle situazioni che potrebbero portare ad incidenti anche gravissimi”. Ha concluso ricordando di non dimenticare “gli operatori sanitari, la cui sicurezza si traduce anche in sicurezza per i pazienti”.
Rosario De Luca, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha focalizzato il suo intervento sul protocollo appena sottoscritto con ANMIL (clicca qui per approfondire): “Siamo portatori di valori come tutela, lavoro etico e sicurezza. Da anni portiamo cultura della prevenzione nelle scuole. La cultura del lavoro va trasmessa alla classe dirigente e ai lavoratori di domani. con questo protocollo ci affianchiamo ad ANMIL nella diffusione della cultura della sicurezza e della legalità. Il Protocollo”, ha concluso, “ci permetterà di lavorare anche sul reinserimento lavorativo delle vittime del lavoro ed è per noi un orgoglio quanto si riesce a porre in essere atti concreti per la società”.
Il Presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia Tino Magni, ha parlato della mozione recentemente approvata in Senato sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. “E’ importante che questa mozione sia stata unitaria, gli interventi sulla sicurezza devono essere al primo posto. Importante soprattutto migliorare la vigilanza, per questo è un bene l’aumento degli ispettori tecnici. “La formazione”, ha aggiunto, “è fondamentale e i rischi non sono tutti uguali”. Alcuni settori hanno criticità specifiche, sottolinea il Presidente, portando l’esempio dell’edilizia in cui ci sono molti lavoratori stranieri che spesso non parlano nemmeno l’italiano e che faticano a capire le norme.
L’On. Chiara Gribaudo, omonima alla Camera dei Deputati del Sen. Magni, ribadisce che, dal 2008 il bilancio infortunistico non è migliorato e come il Testo Unico 81/2008 sia ancora mancante di numerosi decreti attuativi. Le risorse del PNRR vanno usate, secondo l’On. Gribaudo, al fine di non perdere l’occasione storica di avere importanti risorse da sfruttare per la materia. “La Commissione d’inchiesta alla Camera”, dichiara, “è stata fortemente voluta e mancava dalla seconda legislatura”. Auspica per il futuro che possa esserci una Commissione bicamerale su questo tema e conclude: “Sono stata a Brandizzo con il Presidente Mattarella. Su quell’incidente le indagini sono in corso, ma non possiamo liquidarlo come un errore umano. Nel 2023 non può accadere una cosa simile su un’infrastruttura di quell’importanza. Per questo la Commissione continuerà la sua indagine per fare chiarezza sull’accaduto”.
Il Coordinatore degli Assessori al Lavoro della Conferenza delle Regioni Alessandra Nardini ha ribadito come la Giornata sia un importante appuntamento per un confronto tra tutti. Sulle attività svolte dalla Conferenza delle Regioni ha ricordato che, tra poco, sarà all’esame l’accordo in materia di Formazione sul quale ogni Regione potrà dare il proprio contributo. Le sue parole: “Non si possono accettare passi indietro sulla formazione, bisogna valutare il rischio effettivo rispetto alle mansioni svolte. La Testimonianza è importante per trasmettere la cultura della sicurezza già dalle scuole, in quanto i bambini sono pienamente in grado di capire certi temi. Serve inoltre grande attenzione”, ha aggiunto, “anche al lavoro precario e ai nuovo sfruttamenti, come il lavoro su piattaforma”.
A seguire è stata la volta del Presidente del CIV INAIL Guglielmo Loy: “Nel Paese è cresciuto il livello di sensibilità sul tema della sicurezza sul lavoro, ed anche il livello delle aspettative. Si aprono fronti nuovi con l’evoluzione del mondo del lavoro,  a partire dalla definizione stessa di luogo e tempo di lavoro, e bisogna saper anticipare i nuovi rischi. E’ necessario”, sottolinea, “allargare le tutele di natura economica e migliorare la presa in carico della persona. L’INAIL va decentrato per avvicinarsi sempre di più alla persona”.
“Sul reinserimento lavorativo siamo purtroppo in difficoltà, anche a fronte di finanziamenti ingenti”, dichiara il Presidente del CIV, che conclude “L’INAIL ha un bilancio di circa 11 miliardi, dei quali molti provenienti dal pagamento dei premi assicurativi. Non sempre si riesce a spendere queste risorse a causa di vincoli di bilancio e finanziari”.
Il Commissario straordinario INAIL Fabrizio D’Ascenzo nel suo intervento ha parlato di come “Ognuno deve fare la propria parte in direzione di una maggiore cultura della sicurezza. Dobbiamo saper fare prevenzione mirata, sapore analizzare correttamente i dati, andare a vedere i settori che necessitano di maggiori interventi, come l’edilizia e i trasporti, e intervenire con campagne mirate. Le nuove tecnologie possono avere un ruolo importante nella prevenzione, ma solo se governate dall’uomo”. Ha richiamato, ad esempio, l’esperienza con robot umanoidi ed esoscheletri per alleggerire i carichi, spiegando come “l’intelligenza artificiale può aiutare anche per fare una prima selezione dei bandi ISI e per analizzare più a fondo i dati infortunistici e trarne delle risposte”. Sulla formazione ha ribadito l’importanza di iniziare già dalle scuole e si è complimentato per il gioco consegnato dall’ANMIL e destinato alla formazione scolastica alla materia.
Presente tra i relatori anche il Direttore ILO (International Labour Organization) per l’Italia e San Marino Gianni Rosas. “Nel mondo, ogni minuto, 5 lavoratori muoiono sul lavoro e oltre 400 milioni rimangono vittime di infortuni. Ogni anno le malattie professionali aumentano di 150 milioni. Il problema è quindi globale”, denuncia. “Il 22 giugno 2022 è stata presa la decisione storica di inserire l’ambiente di lavoro sano e sicuro tra i principi e diritti fondamentali del lavoro dell’ILO. Tale decisione fa assurgere il diritto ad un lavoro sicuro a diritto fondamentale con portata universale, con implicazioni importanti per i lavoratori. Significa anche un maggiore impegno da parte di tutti gli Stati su questi temi”, ha concluso.
Il Direttore Generale del Terzo Settore presso il  Ministero del Lavoro, Alessandro Lombardi, ha spiegato come: “La sicurezza sul lavoro è un tema molto vicino al Terzo Settore. Se si guarda alle attività di interesse generale degli ETS si trovano temi coma la diffusione della legalità, la formazione e il reinserimento. Gli enti del Terzo Settore, come l’ANMIL, hanno un ruolo di partecipazione sia nella fase della formazione della norme che nella fase della loro concreta attuazione e rispondono a valori che la riforma del Terzo Settore ha voluto portare: radicamento territoriale, prossimità, coinvolgimento dei volontari, apertura alla comunità, collaborazione con altre organizzazioni. Gli accordi di collaborazione che l’ANMIL sta sottoscrivendo ne sono un esempio. Un’importante fetta degli enti del Terzo Settore è formata dalle imprese sociali, improntate a modalità di di governance responsabili, attraverso una gestione trasparente e partecipata che vede coinvolti anche gli stessi lavoratori, in particolare sulle questioni che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro”.
La Presidente FORMEDIL Elena Lovera, in rappresentanza di ANCE, specifica che “La formazione è il tema principale dell’azione di Formedil”. Fa i complimenti ad ANMIL per l’idea del gioco, sottolineando che gli insegnamenti che si ricevono a scuola rimangono sempre nella mente. “L’edilizia è un settore complicato”, afferma la Presidente “e l’attenzione in cantiere deve essere massima. C’è una forte attenzione anche ai lavoratori stranieri, ad esempio attraverso documenti redatti in molte lingue”. Lovera conclude sottolineando come, a suo parere, l’obiettivo zero infortuni sia un’utopia ma comunque c’è tutto l’impegno ad avvicinarsi.
Il Segretario confederale UIL Ivana Veronese ha parlato di come l’obiettivo zero morti sul lavoro sia importantissimo ed un impegno quotidiano per la UIL. “Il mercato del lavoro oggi è complicato”, ha argomentato, “laddove c’è precarietà non si investe in formazione. Appalti e subappalti nascondono sempre insidie e la vicenda di Brandizzo ha confermato che una grande stazione appaltatrice non è garanzia di sicurezza”.
Giorgio Graziani, Segretario confederale CISL: “Il tema dell’ irregolarità non è da banalizzare. Le irregolarità vanno sempre denunciate, altrimenti rimarrà un elemento diffuso e anzi parte del mercato del lavoro. Precarietà e flessibilità sono diverse, ma hanno in comune che la temporaneità del lavoro toglie interesse ad investire in formazione. Viene meno la percezione del rischio nel proprio lavoro. Serve un salto di qualità culturale, intervenire sulla programmazione scolastica con l’educazione. Urgente è anche completare il decreto 81 con le norme attuative, prima fra tutte la qualificazione delle imprese”.
Il Responsabile Salute e Sicurezza CGIL Sebastiano Calleri, ha affermato che: “C’è rapporto diretto tra irregolarità delle aziende e difficoltà dei lavori di denunciare situazioni pericolose. Culturalmente è passato il messaggio che pur di lavorare bisogna accettare qualsiasi condizione”, denuncia, “aumenta questa percezione anche nel comparto di lavoratori anziani, sempre più numeroso anche in settori come l’edilizia in cui troviamo lavoratori di 60, 65 anni più ancora sui ponteggi. La formazione è fondamentale: nessuno può andare a lavoro senza essere formato e dobbiamo vigilare sull’’assolvimento di questo obbligo”, conclude.
A concludere la Tavola Rotonda il Direttore delle Politiche Sindacali e del Lavoro di Confartigianato Imprese Riccardo Giovani, che ha posto l’accento sul fatto che Confartigianato “Come organizzazione delle imprese artigiane” abbia “la doppia responsabilità della sicurezza dei lavoratori ed anche dei datori di lavoro, ossia gli artigiani. In Italia il 95% delle imprese impiega fino a 9 dipendenti. Abbiamo bisogno di prevenzione mirata”, aggiunge, “Abbiamo chiesto ad INAIL di poter disporre di informazioni per poter studiare settore per settore. I Bandi ISI dovrebbero essere resi più fruibili da parte delle piccole imprese. C’è tanto da fare”, conclude, “fondamentale cultura della legalità e rispetto delle norme”.

 

 

 

 

 

 

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