Il messaggio di Giuseppe Conte in occasione della 70ª Giornata per le Vittime degli incidenti sul lavoro

Messaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione della 70ª Giornata nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro

     Caro Presidente,

la ringrazio per il gradito invito a questa importante manifestazione. Purtroppo, per impegni istituzionali precedentemente concordati, non posso essere presente.
Desidero comunque portare il mio saluto a voi e agli altri ospiti di questa giornata.
Prima di tutto, il mio pensiero va alle vittime degli incidenti sul lavoro, a coloro che hanno perso la vita o che hanno subito un infortunio invalidante, alle loro famiglie.
Tengo poi a ringraziare ANMIL per il suo impegno e per le attivitità quotidianamente svolte. Anche in questi mesi difficili, il sostegno ai cittadini garantito dalla vostra associazione, cosi come da tante altre, non è mai mancato. Più in generale e in riferimento alla giornata odierna, vi ringrazio per il vostro instancabile impegno nella lotta per il riconoscimento dei diritti delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Da più di 75 anni, infatti, ANMIL si impegna in attività di promozione di iniziative tese a migliorare la legislazione in materia di infortuni sul lavoro, contribuendo
al contempo alla diffusione della “cultura della sicurezza” nel nostro Paese. Di assoluto rilievo è anche l’attività svolta dall’Associazione sul territorio, cosi come le iniziative tese a favorire il reinserimento lavorativo delle persone che hanno subito un incidente o un infortunio invalidante. É un’attività, questa, di cui vorrei sottolineare la valenza dal punto di vista sociale, psicologico e umano, e che contribuisce, in misura significativa, a veicolare il valore fondamentale dell’inclusione.
Ogni cittadino cui si è prestata assistenza, ogni protocollo stipulato con le Istituzioni, rappresentano il riconoscimento del vostro fondamentale lavoro sul campo. Mi permetto, inoltre di aggiungere come oggi la vostra atrività di diffusione della “cultura della sicurezza” sia particolarmente importante in un momento di grandi trasformazioni per il Paese. É una fase cruciale, fondamentale per progettare il futuro insieme, fianco a fianco.
Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. Nel 2O2O subire un
infortunio invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile.
Lunedì scorso ho consegnato il permesso di soggiorno a Chintia, vedova di Thomas Daniel, l’operaio di 41 anni morto lo scorso 10 giugno, insieme al suo collega Ciro Perrucci, mentre lavorava in un cantiere di Pianura alla periferia di Napoli.
A questo proposito, confermo la massima determinazione delle Istituzioni ad individuare gli strumenti necessari, affinchè nel nostro Paese nessuno possa più rimanere vittima di un incidente sul lavoro. Ci riusciremo, ne sono sicuro, anche grazie al vostro preziosissimo aiuto.
Grazie.

Giuseppe Conte