L’incontro di Papa Francesco con le vittime del lavoro ha suscitato commenti unanimi

Emozione. È stata la parola che ha accomunato le reazioni dei partecipanti all’incontro con il Papa promosso dall’ANMIL. Anch’io, quando il presidente Franco Bettoni mi ha presentato a Francesco come “giornalista amica dell’Associazione”, mi sono sentita scuotere dalla forza di quella stretta di mano, piena di un’energia che mi è rimasta dentro. Una forza che mi è arrivata anche dal suo discorso, in cui più volte ha richiamato l’impegno dell’ANMIL che si è fatta “Chiesa”, sostenendo quell’inserimento sociale che mette in equilibrio il concetto di solidarietà con il concetto di sussidiarietà. Sono state 300 e più le persone che il Pontefice ha salutato, una dopo l’altra, tra invalidi del lavoro, familiari e persone vicine alle loro vite. Per una volta mi limiterò a riportare soltanto i nomi delle vittime del lavoro e dei loro familiari che hanno voluto commentare l’incontro con Francesco, ancora sotto l’effetto di quella emozione che in tutti ha suscitato. 

– Marco Stancati

Penso che ogni papa dovrebbe essere incontrato da vicino almeno una volta nella vita. Oggi è successo con Francesco su un tema, quello della sicurezza sul lavoro, che ha costituito l’oggetto della mia quotidianità per tantissimi anni e quindi non poteva esserci occasione migliore. Ho provato grande emozione in questo incontro ravvicinato. Il Papa è anche entrato nel merito del tema, sottolineando un concetto fondamentale e cioè che il concetto del lavoro non può essere mai scisso dal concetto di sicurezza sul lavoro. Altrimenti sarebbe un lavoro senza dignità.  

– Mariella Nava

È sempre bello trovarci di fronte all’umanità di Francesco, al suo essere prima uomo, prima persona e quindi, per questo, portatore sano di solidarietà, di verità, di abbraccio. Ed è bello trovarci di fronte a questo Papa perché lui pianta sempre radici solide di un Dio, che sembra imprendibile, che sembra introvabile in una società come quella odierna è invece c’è, è presente e lui ne è il rappresentante vivo. Ed è bello sentire questa forza. Nei suoi discorsi ci richiama ad essere sempre più uniti, ad essere sempre più abbracciati in quelle che sono le necessità. Questo è quello Francesco che ci insegna. 

– Alessandra

Papa Francesco è una persona molto disponibile e il suo sorriso ti conquista. È un uomo assolutamente dolce, anche se oggi ho visto un viso stanco per tutti gli impegni che ha. È stata una emozione fortissima e sicuramente anche qualche lacrima c’è stata. Le cose che ha detto mi hanno toccata ed è una persona che parla con il cuore, non legge soltanto. È stato toccante per tutti, non solo per me, che sono moglie di un infortunato sul lavoro. Questo incontro è stata una grande opportunità e una emozione infinita. Un grazie all’ANMIL per avere potuto stringere la mano ad un grande uomo che stimo infinitamente.  

Mariella Tritto

È stata una bellissima emozione l’esperienza di questa giornata. Il Papa ha toccato temi molto importanti e decisamente pieni di significato per l’ANMIL. In primo luogo l’inclusione delle persone diversamente abili nel contesto lavorativo e quindi il fatto di dare dignità all’uomo. Dignità che si raggiunge soprattutto attraverso il lavoro. E poi un accenno a quella che è la politica sociale e ai tagli imposti nelle situazioni di restrizione. Questi tagli non devono assolutamente riguardare la sicurezza perché la tutela del lavoro passa soprattutto attraverso gli investimenti in tema di sicurezza. 

– Ester Rotoli

Il momento è stato di sicura commozione perché il Papa ha un fascino e un carisma che commuovono sempre. La vicinanza di Francesco agli scopi dell’ANMIL e dell’INAIL, che porta avanti l’assistenza ai grandi invalidi, li unisce nell’attenzione che entrambi pongono alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Ci aiuta vedere un Papa che ci abbraccia e che ci sostiene in questa azione di difesa del lavoro e della dignità legata al recupero al lavoro dei grandi infortunati, che è anche il tema del mio impegno personale.

– Vincenzo Di Nucci

Ho provato una emozione grandissima anche perché il tema della salute nei luoghi di lavoro sta particolarmente a cuore a noi operatori dei servizi che, in questo momento, viviamo una grande difficoltà perché si prospetta un futuro non proprio roseo. Siamo in una fase in cui stanno per andare via molti di quelli che, come me, hanno partecipato alla costruzione dei servizi e nei prossimi tre, o cinque anni, avremo un depauperamento enorme degli operatori che trattano questi temi. A fronte di questo processo, non c’è nessun programma per investire sul passaggio di consegne per garantire il ricambio e tramandare quel patrimonio di conoscenze che portano ad eventi come questo di oggi. E oggi siamo qui perché abbiamo costruito delle relazioni con gli amici dell’ANMIL nel corso di 10 anni. Ma, se non c’è nessuno a cui passare il testimone, diventa poi difficile portare avanti certi discorsi. 

Giuseppina 

Mi ha molto emozionato il fatto di vedere tante persone tornare indietro commosse dopo avere stretto la mano al Papa, anche se non è stata la prima volta che ho incontrato un Papa. Ma questa mi ha davvero entusiasmato. Ho disubbidito a Marinella (responsabile della Comunicazione dell’ANMIL, ndr) e mi sono permessa di dire a Francesco: “Lo sa, Santo Padre, che le vogliamo tanto bene”. Lui mi ha sorriso e mi ha risposto: “Pregate per me”. Tutte queste cose, noi invalidi, le dobbiamo all’ANMIL perché, dopo tanti momenti brutti passati dopo l’incidente, l’Associazione mi ha fatto sentire una persona che esiste. Ancora oggi sto lottando per avere un podologo. Sembrerà una cosa da poco, ma non per me che percepisco 300 euro al mese. Al Papa ho fatto avere il mio libro “Li tacchetti di Ponte Mollo”, dove racconto la mia storia accaduta 53 anni fa e dove ho messo una pergamena con alcune frasi mie: “Santo padre, le invio il mio libro, mi basta solo che guardi le fotografie delle mie due amiche morte, cadute nel dimenticatoio, ma non per me. Mi basta una sua preghiera per ricordarle”. 

 Silvana 

L’emozione di vedere Papa Francesco è qualcosa che entra dentro, entra nel cuore, perché lui rappresenta quello che di più bello c’è nella vita e cioè il rapporto con il nostro Creatore. Papa Francesco ti emoziona con la sua semplicità, la sua dolcezza e anche con la sua grinta perché, secondo me, ha bisogno di questa grinta per rinnovare la Chiesa, di cui noi anche noi abbiamo sempre bisogno. 

– Fausto Maria Franchi

Ho fatto tante creazioni per il Vaticano, a cominciare dalle croci da portare sul petto, non solo per Papa Francesco, ma anche per Papa Ratzinger e per Papa Giovanni 23esimo. La sensazione che ho provato durante l’incontro è stata piacevole. Sono molto soddisfatto. Il presidente Bettoni mi ha presentato a Francesco e gli ha detto che sono lo scultore che ha creato le medaglie per l’ANMIL. Sono stato pienamente soddisfatto dall’ambiente in cui mi sono trovato al punto che, dopo l’incontro, ho sentito la necessità di andare a rivedere la Basilica di San Pietro, prima di tornare alla mia bottega. 

– Maria Pia  
È stata una visita molto bella e toccante che ha dato il senso della vita. Come persona che lavora nell’ANMIL, sentire la voce del Papa così vicina mi ha dato ancora più forza.