Il Direttore centrale della Comunicazione dell’INAIL, Giovanni Paura, intervistato da Luce Tommasi per l’ANMIL Al via la sesta edizione del "Premio Sartori" promosso dall'INAIL

“Per promuovere la cultura della sicurezza puntare su giovani e nuovi linguaggi”

C’è tempo fino alle ore 15 dell’8 gennaio 2019 per partecipare al Premio nazionale dell’INAIL “Marco Fabio Sartori”, giunto quest’anno alla sesta edizione. Il presidente dell’Istituto, scomparso prematuramente nel 2011, aveva lavorato sino all’ultimo giorno. Indelebile il ricordo della Responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne dell’ANMIL, Marinella de Maffutiis: “Eravamo alla vigilia della presentazione del Calendario “Donne che vincono”, realizzato con la partnership dell’INAIL e di Miss Italia, quando improvvisamente è arrivata la notizia che Sartori era morto. Anche in quella occasione avrebbe dovuto essere con noi”. Un Premio, dunque, quello che l’Istituto rinnova di anno in anno, che vuole essere prima di tutto un omaggio alla memoria di un uomo che aveva fatto del lavoro un esempio da seguire. I giovani sono infatti i destinatari del concorso che porta il suo nome e che dovranno avere tra i 18 e i 35 anni. Sui contenuti e sulle finalità del Premio Sartori abbiamo intervistato il Direttore centrale della Pianificazione e della Comunicazione dell’INAIL, Giovanni Paura. 

Il Premio Sartori quest’anno si rinnova e punta sui giovani. In che modo si possono raggiungere le giovani generazioni per creare una cultura della sicurezza? 
Il Premio nasce per ricordare la figura del presidente Marco Fabio Sartori e la sua ferma volontà di promuovere la cultura della sicurezza in tutti gli ambienti di lavoro e di vita. Sin dalla prima edizione sono stati individuati gli strumenti del cortometraggio e del linguaggio cinematografico per stimolare la partecipazione di un pubblico ampio e variegato, non necessariamente composto da tecnici ed esperti del settore. L’edizione 2018 amplia l’oggetto del concorso introducendo una sezione dedicata alla realizzazione di una campagna di comunicazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’uso dei nuovi registri e delle nuove tecnologie della comunicazione per affrontare l’importante tema della prevenzione nei luoghi di lavoro dovrebbe consentire di avvicinare ulteriormente la platea delle nuove generazioni.  

Ci ricorda l’impegno di Marco Fabio Sartori, scomparso prematuramente, il più giovane presidente dell’INAIL degli ultimi 20 anni? 
“La sicurezza sul lavoro è, prima di tutto, un modello di valori, un insieme di significati etici e sociali che deve tradursi in comportamenti che ogni cittadino deve fare propri, dai banchi di scuola fino all’accesso al mondo delle professioni. Una cultura della sicurezza ben radicata nei comportamenti e capace proprio per questo di essere declinata, attraverso modalità specifiche, a tutte le diverse categorie interessate: dagli imprenditori, agli studenti, dagli operai alle casalinghe”. Con queste parole, nel 2010, Marco Fabio Sartori sintetizzava la sua idea di sicurezza. Circa un anno dopo scomparve prematuramente dopo una lunga malattia, che non gli ha tuttavia impedito fino all’ultimo giorno di lavorare con orgoglio, dignità e con una incessante voglia di costruire e di innovare. In quegli anni Sartori puntava a realizzare l’idea dell’Istituto come Polo della salute e sicurezza, basato su un sistema integrato di tutele in grado di realizzare la totale presa in carico del lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale. Cosa che è poi avvenuta.

Quest’anno il Premio aggiunge nuovi linguaggi per diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso la realizzazione di prodotti audiovisivi (documentari, film o reportage). Il mondo del cinema tocca raramente questo tema che è stato affrontato dal film “Ride” di Valerio Mastandrea, uscito in questi giorni. Quali sono i messaggi sui cui punta oggi la comunicazione dell’Inail? 
Come dicevo, in aggiunta alla sezione “cortometraggio audio-video”, prevista nelle edizioni precedenti, quest’anno è stata introdotta una sezione dedicata all’ideazione e progettazione di una campagna di comunicazione sui temi oggetto del concorso. Questa modalità di coinvolgimento, soprattutto per il pubblico dei più giovani, ci è sembrata per immediatezza e versatilità, tra le più adatte a raccontare e valorizzare il tema del Premio. Per l’INAIL le campagne di comunicazione sono una leva fondamentale per promuovere valori orientati a costruire una società migliore. Con l’obiettivo di contrastare e ridurre il fenomeno degli infortuni, l’Istituto da decenni mette al centro della propria azione di comunicazione la promozione della cultura della prevenzione, l’importanza della formazione dei lavoratori e le azioni di sostegno alle imprese, anche attraverso incentivi per gli investimenti per la sicurezza. Un altro terreno su cui si snoda l’azione della comunicazione sono le campagne sulla riabilitazione e il reinserimento lavorativo degli infortunati. A questo riguardo mi piace segnalare la campagna “Le belle storie Inail”, basata su video-racconti in cui alcuni assistiti, vittime di infortuni sul lavoro descrivono il proprio percorso di reinserimento sociale, compiuto anche attraverso il sostegno dell’Istituto. Il film diretto da Valerio Mastandrea dimostra come il rapporto tra cinema e lavoro sia tornato negli ultimi anni di grande attualità ed è significativo che Mastandrea si occupi di una realtà così dura come quella delle morti sul lavoro. Si tratta di una vicenda che evoca grande dolore e che in passato i registi non sempre hanno avuto il coraggio di affrontare per timore di non incontrare il gradimento del pubblico. Auspico che il cinema italiano tocchi sempre più spesso questi temi, perché l’azione di sensibilizzazione che il grande schermo può provocare darebbe un contributo rilevante alla promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro.

Nella formula di quest’anno c’è anche una nuova sezione dedicata alle campagne di informazione che affianca quella storica dei cortometraggi. Sul tema vengono fatte poche iniziative di questo tipo. Quanto è importante che si invitino i giovani a parlare con il linguaggio sintetico e immediato della pubblicità? 
La realtà del mondo giovanile oggi vede la crisi delle tradizionali agenzie educative, scuola e famiglia in primis. I giovani sono grandi fruitori di video e musica e utilizzano i social media per comunicare, relazionarsi, informarsi. L’uso del linguaggio pubblicitario, sintetico e diretto, a nostro avviso, è uno strumento privilegiato per raggiungere il pubblico più giovane e richiamare l’attenzione sulle tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro, che, in genere, risultano argomenti trascurati.

Nel bando vengono indicati gli ambiti di maggiore criticità a cui le opere dovranno ispirarsi: l’edilizia, l’agricoltura, il trasporto merci e gli ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Secondo i dati dell’INAIL, sono questi i settori in cui si rileva il maggior numero di incidenti? 
Gli ultimi dati diffusi riguardanti i primi dieci mesi dell’anno indicano un lieve aumento delle denunce degli infortuni nella gestione industria e servizi e un calo più sostenuto in agricoltura. I settori a cui fa riferimento il bando, soprattutto il settore “costruzioni”, che comunemente viene chiamato edilizia, sono storicamente indicati come critici, perché presentano parametri di alto rischio per frequenza e gravità degli incidenti sul lavoro. L’agricoltura, invece, ha visto negli ultimi anni una significativa riduzione degli infortuni, grazie anche alla promozione di politiche di prevenzione verso le imprese sotto forma di investimenti e di azioni mirate a ridurre i rischi. È importante sottolineare che la prevenzione deve essere considerata un investimento, non un costo per l’azienda. E non solo a vantaggio della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma anche in una prospettiva di crescita e produttività.  

Per tutti i vincitori e per i classificati al secondo e terzo posto è previsto nel 2019 uno stage non retribuito per partecipare all’attività di comunicazione presso l’INAIL o un affiancamento presso l’agenzia che realizza le campagne informative. Si tratta di una opportunità formativa per dare continuità al concorso?
Le opere realizzate saranno prima esaminate da una Commissione tecnica e poi da una Giuria di qualità – composta da esperti nei temi della prevenzione nei luoghi di lavoro e da artisti, critici e scrittori – che giudicherà i lavori sulla base di precisi criteri di valutazione. Il primo classificato in entrambe le sezioni avrà un premio di cinquemila euro, il secondo e il terzo riceveranno rispettivamente tremila e mille euro. Ma proprio per rafforzare il coinvolgimento e offrire un’occasione di continuità formativa sui temi del concorso abbiamo previsto forme di riconoscimento che possano incontrare il gradimento soprattutto delle giovani generazioni, ovvero la partecipazione alle attività di comunicazione INAIL attraverso uno stage non retribuito o un periodo di affiancamento presso la sede dell’agenzia che realizza le campagne informative per l’Istituto. Riteniamo che sia uno stimolo aggiuntivo dare ai più giovani la possibilità di mettersi alla prova nella costruzione di messaggi di comunicazione che INAIL potrà poi utilizzare nelle campagne informative dirette a promuovere i valori della salute e sicurezza dei lavoratori. 

Quest’anno il Premio Sartori ha una valenza nazionale. Come Direttore centrale della Comunicazione dell’INAIL, quale ritiene possa essere il ruolo dell’informazione, nell’era dei social, nelle campagne di sensibilizzazione sui temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro? 
Oggi l’informazione si diffonde in modo sempre più capillare e diversificato attraverso i social media. Utilizzare le potenzialità di ciascuno degli strumenti di comunicazione, social media compresi, per sensibilizzare il pubblico sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è la chiave per realizzare una comunicazione efficace e completa che raggiunga tutti i pubblici. 

Il Premio sarà accompagnato anche da iniziative di comunicazione collaterali destinate a rafforzare il messaggio. Ce le può anticipare?  
Sono previste numerose iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, collegate al raggiungimento dell’obiettivo: la massima diffusione del messaggio valoriale della prevenzione sotteso alla stessa finalità del Premio Sartori. La promozione del bando avverrà anche con la partecipazione a manifestazioni mirate, organizzate non solo da INAIL, e rivolte ai target di interesse dell’Istituto. Accanto all’evento conclusivo – la premiazione dei vincitori che si svolgerà a Milano nel corso del 2019 – è previsto un calendario di appuntamenti regionali dedicati ai temi del concorso con testimonianze e approfondimenti sulla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. 

Nelle precedenti edizioni quanto interesse ha suscitato il concorso fra i giovani e quali lavori hanno avuto maggiore risalto sui mezzi di informazione? 
Il concorso è stato promosso per la prima volta nel 2012 dalla Direzione regionale INAIL Lombardia. Dal 2012 al 2017, data della quinta edizione, il concorso ha conservato l’impronta originaria attraverso l’utilizzo del mezzo audiovisivo. Tra i vincitori ci sono stati ventenni alle prime esperienze di regia. Nelle varie edizioni è stato scelto un diverso focus per approfondire alcuni aspetti legati alla sicurezza sul lavoro, in relazione al settore produttivo oppure al tema della campagna europea e sono stati coinvolti nel lavoro della commissione, della giuria e della premiazione, autorevoli rappresentanti del mondo del cinema e della cultura, nonché interlocutori istituzionali legati al territorio lombardo e, in particolare, ai luoghi di origine della famiglia Sartori. Lo scorso anno ha riscosso grande successo il corto di animazione vincitore del Premio realizzato da un giovane regista, Andrea Cedraro, che ha utilizzato con abilità ed efficacia la tecnica dell’animazione.