Tre volte “Primi in Sicurezza” gli studenti dell’Istituto Compresivo di Bitonto sono sempre al lavoro.È incominciato il conto alla rovescia della sedicesima edizione del concorso per le scuole “Primi in sicurezza”, promosso dall’ANMIL e dalla rivista “OKAY!”. I ragazzi di tantissimi istituti italiani, dalle scuole d’infanzia alle primarie e secondarie di primo e secondo grado, sono già al lavoro sul tema-slogan di quest’anno: “Mettiamoci al sicuro! Tutti insieme per dire stop agli incidenti sul lavoro”.
Disegni, ricerche, elaborati, video e canzoni rap sono, ancora una volta, il filo conduttore di un impegno che porterà i vincitori a Roma per la premiazione. Giovedì 8 marzo, fra meno di due mesi, è il giorno fissato per la consegna degli elaborati, a cui seguirà il lavoro minuzioso della giuria selezionatrice. Soddisfatto il Direttore di “OKAY!”, Roberto Alborghetti, che non ha mai smesso di correre su e giù per l’Italia per seguire i ragazzi e formarli sulla sicurezza, che è prima di tutto una “assicurazione” sul futuro delle loro vite. “Gli infortuni sul lavoro – scrive Alborghetti – sono ormai all’ordine del giorno. E quando assumono i contorni della gravità, come i recenti, tragici fatti di Milano, in cui sono morti quattro operai, chiamano tutti al senso di responsabilità e alla necessità di svolgere un’azione di sensibilizzazione sul fenomeno”. Ed è proprio questo che fa “Primi in sicurezza” da sedici anni, entrando con continuità nel mondo delle scuole italiane. Noi ne abbiamo scelta una fra tante. È l’Istituto Comprensivo Statale “Vito Felice Cassano – Anna de Renzio” di Bitonto, in provincia di Bari, tre volte vincitore nelle ultime tre edizioni, che comprende diversi gradi scolastici: scuola d’infanzia, una primaria e una secondaria di primo grado. La Preside Anna Bellezza, alla guida dell’Istituto dal 2009, è sempre “sul pezzo”. L’abbiamo intervistata. 

– Tre vittorie consecutive in tre anni. Essere “Primi in sicurezza” è ormai per la sua scuola un appuntamento fisso? 
Partecipiamo sempre con entusiasmo a questo concorso con i ragazzi della scuola primaria e della scuola media di primo grado. 

– Con quali lavori avete partecipato alla scorsa edizione? 
I ragazzi della scuola primaria hanno vinto nella sezione “Grafica e Disegni”, mentre quelli della scuola media di primo grado sono arrivati primi nella sezione “Musica” con un brano rap intitolato “Corpo senz’anima” e nella sezione “Testi e Ricerche” con un video sulla sicurezza. 

– State già lavorando per il concorso di quest’anno? 
Noi lavoriamo sempre in quanto l’educazione alla legalità e alla sicurezza rientra nella missione del nostro Istituto ed è il filo conduttore del PTOF, il Piano Triennale di Offerta Formativa, che è la fotografia di quello che la nostra scuola realizza sul territorio, la carta d’identità della nostra istituzione scolastica. 

– Che cosa significa parlare di sicurezza sul lavoro nella scuola? 
È una cosa importantissima perché i ragazzi sono catturati da questo tema, soprattutto se provengono da famiglie in cui il padre lavora in ambienti a rischio e quindi sono più sensibili. È fondamentale per i giovani partire dalla legalità e dalla sicurezza per capire il valore della persona umana. 

– Come affrontate questo tema durante tutto l’anno scolastico? 
Essendo un tema trasversale alle diverse materie, rientra nelle lettere, nell’arte e nelle tecnologie. Anche quando parliamo di pericolosità dei materiali, non è necessario fare una lezione a sé stante – cosa che può accadere quando è possibile un confronto con qualche esperto – ma siamo soliti affrontare l’argomento all’interno dell’insegnamento delle altre discipline. 

– Ci sono occasioni particolari in cui approfondite il tema degli incidenti sul lavoro?
Può accadere che siano i ragazzi stessi a creare le occasioni di approfondimento su questo tema. Per fare un esempio, c’è una bambina della scuola primaria che ha partecipato al concorso e che ha perso recentemente il padre, travolto dal camion che stava pulendo. Il tema è dunque particolarmente sentito all’interno della sua classe. 

– Quali sono le domande più frequenti che fanno i ragazzi?
Sono molto curiosi. Tra le domande più frequenti, chiedono perché succedono gli incidenti e se siano state, o meno, rispettate le norme di sicurezza. 

– Che impatto hanno sui suoi studenti tragedie come quella accaduta, nei giorni scorsi, a Milano? 
Posso dire che i giovani sono molto attenti a tutto ciò che accade e anche il tragico evento di Milano ha destato fra loro grande attenzione. Per questo – come ha suggerito lo stesso direttore di “OKAY!” Alborghetti – sarà occasione di approfondimento in aula. 

– Sono i ragazzi più piccoli o quelli più grandi a mostrare maggiore interesse per questi argomenti?  
Non c’è differenza perché tutto dipende da come si presentano i temi e dal modo in cui vengono coinvolti i ragazzi. I nostri studenti accolgono qualunque sollecitazione. E anche i loro genitori sono sempre pronti a collaborare. La partecipazione delle famiglie è molto importante. 

– Vincerete il concorso “Primi in sicurezza” anche quest’anno?
Noi non lavoriamo per vincere. Non è questo il nostro obiettivo, ma quello di sensibilizzare i ragazzi su argomenti importanti per la loro vita e per il loro futuro. Se poi, come scuola, conquistiamo tanti premi, come è accaduto negli anni passati, questo non può che farci piacere.