Intervista al Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali, Claudio Durigon

Ripartire dalla sicurezza e dal reinserimento delle persone infortunate

Dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni? È un “sì” per il Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudio Durigon, che accoglie immediatamente la sfida lanciata alle istituzioni dal Presidente dell’ANMIL, Franco Bettoni. Suo è stato il compito di dare le risposte del Governo in occasione della 68ª Giornata Nazionale per le Vittime di Incidenti sul Lavoro. Una giornata importante – ha detto Durigon – che rimette al centro dell’attenzione la sicurezza, il lavoro, i lavoratori e le aziende. 

– Sottosegretario, una giornata che rappresenta un punto di partenza per la futura azione del Governo? 
È una giornata importante non solo per il ricordo delle vittime del lavoro, ma per quello che noi vogliamo fare prossimamente. Accettiamo la proposta del Presidente Bettoni di creare un tavolo che metta a sistema tutte le forze per rilanciare un piano quinquennale che possa davvero dimezzare gli infortuni sul lavoro e alimentare il desiderio di dare vita ad una cultura diversa in tema di sicurezza. 

– La sicurezza costa e nessuno lo nega, ma costa molto di più l’insicurezza?
Sicuramente. Il Governo stanzierà risorse adeguate per attuare un piano di sicurezza vero. Un piano che, come chiede il Presidente Bettoni, verrà attuato in cinque anni. Per poterlo realizzare – ribadisco – noi siamo pronti a mettere a sistema tutte le energie che ci sono sul territorio. 

– Il Presidente Bettoni ha parlato anche della precarietà come causa di molti incidenti sul lavoro. Da dove intende partire questo Governo per dare un nuovo corso a questo trend? 
A questo scopo abbiamo già dato un segnale molto importante, costruendo un decreto dignità d’urgenza per ridare un po’ di equilibrio ad un mercato reso troppo precario dal job act. Non c’è dubbio che la precarietà, insieme all’innovazione, abbia creato più incidenti sul lavoro. 

– L’ANMIL ha recentemente presentato, nella sede del CNEL, il 2° Rapporto sulla Salute e la Sicurezza sul Lavoro, che analizza i principali interventi del legislatore.  Quanto a livello normativo può essere mantenuto e quanto invece può essere innovato? 
Le norme in Italia sono sicuramente tante e forse tra le migliori. Ma è anche vero che l’attuazione di queste norme ha creato forti disagi. E quindi, secondo me, vanno in parte riviste o per lo meno attuate in maniera adeguata a quello che oggi richiede il mercato. A questo scopo lavoreremo, anche nell’ambito del piano quinquennale che vogliamo lanciare insieme a tutte le istituzioni ed effettueremo tavoli di concertazione da qui ai prossimi mesi. 

– Che cosa dice dell’avanzo di bilancio dell’INAIL che non viene reinvestito per le vittime del lavoro? 
Stiamo esaminando la questione perché crediamo fortemente che questo avanzo debba servire a creare un piano economico forte che preveda anche incentivi per la sicurezza e risorse finalizzate al reinserimento lavorativo delle persone infortunate. In questa direzione deve andare anche il rafforzamento dei centri dell’impiego.

– Dunque vi impegnerete in questa direzione? 
Certamente. Ci impegneremo perché per noi investire sulla sicurezza è un argomento fondamentale, come sono fondamentali i centri per l’impiego che devono avere un ruolo centrale anche nella sicurezza. 

– Il Governo, di cui fa parte, ha istituito un apposito Ministero per la Disabilità. Esiste un percorso comune che metta al centro le vittime del lavoro?
Assolutamente sì. Dobbiamo fare in modo che le persone che hanno subito un infortunio possano tornare al lavoro. Anche i centri per l’impiego, come dicevo prima, lavoreranno in questa direzione. E così pure dovrà essere per l’INAIL perché, come dicevo, sarebbe un grande obiettivo se una parte dei soldi dell’avanzo di bilancio potesse essere realmente finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro delle persone infortunate. 

– Tante le scuole presenti alla Giornata Nazionale dell’ANMIL. Ritiene importante – come ha detto il Presidente Bettoni – ripartire dai giovani e dalla formazione professionale per una nuova cultura della sicurezza? 
La presenza delle scuole è determinante. La formazione deve tornare ad essere una formazione primaria. E credo che, a tale scopo, si debba ripartire dalle scuole. Fino ad ora la formazione è servita spesso ad “ingrassare” i formatori. Oggi abbiamo invece bisogno che venga svolta sul territorio. E la scuola può creare sicuramente un effetto traino. 

– Una considerazione conclusiva sulla Giornata? 
Ritengo che questa Giornata sia stata molto interessante e abbia offerto numerosi spunti per rimettere la sicurezza al centro dell’attenzione. Tante le azioni che possiamo mettere in campo. E quindi complimenti all’ANMIL.