Intervista al regista Marco Toscani, autore del corto “Senza…peccato”

Sesso in carrozzina: al via la nuova sfida della Fondazione ANMIL “Sosteniamoli subito”Autore, regista, interprete del sociale, Marco Toscani questa volta ha messo la sua arte al servizio di un tema che scotta: sesso e disabilità. Un argomento che, come dice il presidente della Fondazione ANMIL Sosteniamoli Subito, Bruno Galvani “necessita di azioni concrete, sin dall’insediamento del nuovo Parlamento”. Si intitola “Senza…peccato” il nuovo cortometraggio del regista piacentino che vuole sostenere le persone con disabilità, a partire dalle loro necessità “dimenticate”, come il diritto alla sessualità. 

– Perché ha deciso di sostenere questa causa?
Sostengo questa idea come tutte le idee che riguardano il sociale perché, fondamentalmente, mi dà fastidio l’indifferenza e il fatto che ci occupiamo di un problema soltanto quando ci tocca in modo diretto. L’intento non è quello di scuotere le coscienze, il che sarebbe presuntuoso, ma di stimolare qualche riflessione su questo aspetto del sociale, partendo dal presupposto che, proprio raccontando il sociale, si offre un indicatore della situazione delle famiglie italiane. Oggi parlo di questo diritto dei disabili, così come in passato ho parlato dell’alzheimer e dell’autismo, per far emergere il disagio e la solitudine delle persone che affrontano queste problematiche. 

– Che cosa significa per lei “Senza…peccato”?
Entrando nel tema della sessualità, “Senza… peccato” vuole in qualche modo svelare, qualora ce ne fosse bisogno, che ci sono altre barriere da abbattere, oltre a quelle architettoniche. Mi riferisco a quegli ostacoli culturali, a cominciare dai pregiudizi e dai preconcetti che penalizzano tante persone, come Daniele, il protagonista del cortometraggio. La sua è un’esigenza, condivisa da molti disabili, che non riescono a soddisfare la sfera della sessualità, o meglio dell’affettività, che va ben al di là di un rapporto sessuale. Un disagio psicologico che spesso le famiglie devono colmare in maniera aberrante. Ripenso al racconto di un disabile di 40 anni, che mi ha detto di non essere mai stato a letto con una donna. Con questo cortometraggio non voglio dare soluzioni, ma suggerire di guardare e di incominciare a parlare. È questo il fine del mio lavoro.  

– La mela senza morso è il frutto proibito scelto per la locandina. Perché? 
Senza morso vuol dire appunto senza peccato. I disabili, stando alle testimonianze che ho raccolto, non chiedono il diritto di fare sesso, ma di scegliere o meno di poterlo fare. Adesso la loro scelta è obbligata perché non possono decidere autonomamente di avere o meno un’occasione. È da qui che nascono spesso situazioni sconfortanti, come decidere se ricorrere o meno ad una prostituta. Non tutti riescono a fare una scelta come questa. Personalmente ritengo che, se l’unica soluzione possibile è l’incontro con una donna di strada, non può che essere un danno.  

– Entriamo nella storia di Daniele, protagonista del racconto, ma anche una delle tante persone affette da disabilità. Ci può anticipare la trama? 
Daniele Ciolli è uno di quei disabili che non possono scegliere la sessualità perché è un ragazzo di 30 anni, costretto a vivere da sempre su una carrozzina elettrica da una malattia, la distrofia di Duchenne. La sua decisione di recarsi da una prostituta arriva, ad un certo punto della storia, ma poi lui cambia idea e la sua carrozzina si ferma. E qui mi fermo anch’io perché voglio lasciare il finale a sorpresa.

– Cambiare le regole: Daniele lo fa. È un esempio per tutti? 
Quello che tengo a ribadire è che la prostituzione non è assolutamente la soluzione del problema, come ho avuto modo di affermare in occasione della conferenza stampa di presentazione del cortometraggio, in cui ho consegnato una mela rossa a tutti i presenti e ho detto: “Fate quello che volete e, se volete, date un morso”. C’è stato chi lo ha fatto e chi no. Daniele non si poteva muovere e quindi non poteva mordere. Soltanto qualcun altro poteva porgergli la mela e lui poteva decidere, a sua volta, se morderla. Quel morso non dipendeva soltanto da lui. 

 – Non tutti hanno morso la mela. Dunque parlare di sesso è difficile anche oggi?
Sembra che questo problema non debba toccare i disabili. Una volta mi è capitato di sentire uno di loro, seduto ad un tavolo di un locale con alcuni amici, domandare: “Perché, quando ci sono io, non parlate mai di figa? Credete che non mi interessi?”. Daniele è arrivato quasi per caso. L’ho incontrato in un pub, che ogni tanto frequento e gli ho proposto di raccontare qualcosa su sessualità e disabilità. Lui ha sgranato gli occhi e si è detto d’accordissimo. E così è nata l’idea di fare insieme questo corto. 

– Lei ha scelto il cortometraggio e un linguaggio divulgativo. Sono queste le chiavi per raggiungere il maggior numero possibile di persone?
Ci tengo a dire che tutti i professionisti che hanno dato vita a questo cortometraggio hanno chiesto soltanto rimborsi spese, comprese le due ragazze che hanno accettato di interpretare il ruolo difficile delle prostitute, mettendoci la faccia e il corpo. Sono Giulia Gennaro e Miriam Ratti. Per finanziare il progetto sto inoltre organizzando un torneo di calcio balilla in un pub, in cui obbligherò tutti i partecipanti a giocare sulla sedia a rotelle. I dialoghi praticamente non esistono e si limitano a due battute, una domanda e una risposta. Sono convinto che il linguaggio delle immagini abbia un impatto forte e per questo ho voluto dare vita ad racconto leggero, ironico, quasi irriverente verso la disabilità per non appesantire e non impietosire lo spettatore. Catturare l’attenzione di chi guarda in modo simpatico e toccante è una cosa ben diversa dall’essere patetici. Tant’è che la prima parte del corto, dove Daniele parte sognando il morso della mela, è  molto allegra e divertente; la seconda parte, quando avviene l’incontro visivo con una prostituta, è la più passionale; la terza parte infine, che conclude il lavoro, è la più riflessiva. In sintesi, è come dire: “Abbiamo scherzato, ma la cosa è seria”. 

– Quando uscirà il corto? 
Uscirà a breve e durerà poco più di cinque minuti. Adesso è in fase di post produzione. L’abbiamo finito di girare domenica scorsa, a meno sei gradi, la notte più fredda dell’anno. Daniele è rimasto fuori tutta la notte e, dovendo stare fermo sulla sua  carrozzina, si è letteralmente congelato. 

– L’ANMIL e la Fondazione Sosteniamoli Subito porteranno alcuni disabili in carrozzina il 28 febbraio, a Roma, in piazza di Spagna e inviteranno i passanti a sedersi al loro posto. Il significato simbolico di questa provocazione  è in linea con il suo cortometraggio? 
Certamente. Posso fare una provocazione? Il massimo sarebbe obbligare i passanti a consumare i propri sogni erotici in carrozzina. Chiedo troppo? Ma incominciamo intanto con il calcio balilla.

– La prossima tappa – ci ha anticipato il presidente Bruno Galvani – sarà una maglietta con  l’immagine del corto e verrà chiesto a persone famose in tutti i campi – attori, cantanti, giornalisti, economisti, politici – di indossare l’indumento “simbolo”  e di realizzare una brevissima clip, pronunciando la frase “Senza peccato”. Ritiene importante moltiplicare il messaggio in varie forme e con strumenti diversi?
Lo trovo perfetto. Avanti così, avanti tutta!