Il paraciclismo apre alla grande la stagione agonistica sul lungomare toscano. Record di partecipanti.

Si ricomincia a correre, a due passi dal mare, con la prima delle tre competizioni previste dalla quarta edizione della Gara Ciclistica Internazionale Paralimpica. Il mare è quello di Marina di Massa, dove il 7 e l’8 aprile l’Associazione Ciclo Abilia, in collaborazione con ANMIL Sport Italia e A.F.A.P.H. Onlus, hanno richiamato tantissimi atleti con disabilità fisica o visiva. In gara saranno 172, di cui 27 stranieri, provenienti da 5 nazioni. Molto soddisfatto il presidente di ANMIL Sport, Pierino Dainese, che raggiungiamo a poche ore dall’inizio della manifestazione. Oggi si tiene infatti, al Teatro Garibaldi di Massa Carrara, la cerimonia di presentazione con la proiezione del docufilm sul “Tour per la sicurezza sul lavoro”, promosso dalla Fondazione ANMIL Sosteniamoli Subito. 

 

– Dunque sta per prendere il via la prima gara assoluta della stagione 2018. Una buona partenza? 
È una partenza con il botto. Anche se è un po’ anomalo iniziare con una competizione internazionale, posso dire che la gara di Marina di Massa, oltre ad essere un appuntamento molto importante, acquista ulteriore peso perché numeri così elevati di partecipazione si trovano soltanto ad una coppa del mondo. 

L’adesione è andata ben oltre le aspettative? 
Posso dire che la presenza degli italiani sta crescendo. Ci sono parecchi ragazzi nuovi che si sono avvicinati al paraciclimo. E già questa è una grande soddisfazione per chi si adopera in questo settore, anche se dispiace sempre, essendo il primo impegno la diffusione della cultura della sicurezza, vedere che gli incidenti sul lavoro continuano a segnare le vite di molte persone. Per questo, alla vigilia della gara, incontreremo gli  studenti delle scuole di Massa Carrara insieme al presidente della Fondazione ANMIL Sosteniamoli Subito, Bruno Galvani, che sta girando l’Italia con il docufilm sul suo viaggio in carrozzina. Aggiungo però che è altrettanto importante offrire, attraverso lo sport, un servizio agli infortunati per la ripresa post trauma e per dire loro che la vita continua. 

– Qual è il valore aggiunto di questa gara per ANMIL Sport? 
C’è tanta carne al fuoco perché, oltre allo svolgimento della gara, la manifestazione sarà l’occasione per fare conoscere le differenze tra le varie categorie di partecipanti, a cominciare dal colore dei caschi. Per esempio, un campione tetraplegico, che corre a 20 chilometri all’ora e un campione di una categoria superiore, che sfiora i 40 sono ugualmente bravi perché presentano problematiche e abilità diverse.

– Quali nomi eccellenti saranno presenti a Marina di Massa? 
Per l’Handbike, cito per primi i campioni Alex Zanardi e Luca Mazzone, i cui nomi sono legati all’oro nella staffetta alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, insieme a quello di Vittorio Podestà. Quest’ultimo porterà a Marina di Massa la sua squadra, ma non correrà. Un altro atleta mondiale, che vedremo in pista, sarà il paraciclista Paolo Cecchetto, medaglia d’oro a Rio. Noi di ANMIL Sport gareggeremo con 20 atleti e saremo la squadra più numerosa. In questa stagione debutterà anche la nostra formazione femminile, che sarà tenuta a battesimo proprio a Marina di Massa. 

– Quanto sarà importante la presenza di Alex Zanardi?
L’importanza della presenza di Zanardi è anche legata al debutto del suo progetto Obiettivo 3, una iniziativa che mira a reclutare e a sostenere persone disabili che vogliono intraprendere un’attività sportiva. Il punto d’arrivo sarà l’individuazione di almeno 3 atleti in grado di qualificarsi ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020. ANMIL Sport Italia ha 7 atleti che fanno parte di questo progetto perché la nostra sigla è una delle associazioni di appoggio di Obiettivo 3.

– Dunque Obiettivo 3 vuole lanciare un messaggio sportivo e al tempo stesso sociale? 
Questo progetto è doppiamente importante perché dà la possibilità di praticare sport soprattutto a quei ragazzi che rinunciano ad iniziare un percorso agonistico per problemi economici. Un giovane, per capire se ha la possibilità di diventare un atleta, deve innanzitutto poter provare. Ed è proprio questo lo scopo di Obiettivo 3, un impegno a cui Zanardi dedica larga parte del suo tempo e che gli fa molto onore. 

– Una visione a tutto tondo, quella di ANMIL: mettere in sinergia i diversi settori in cui si articola?
Penso che per ANMIL sia importante l’unitarietà del lavoro. La collaborazione tra le diverse realtà, di cui si compone l’Associazione, consente di uscire da ambiti settoriali e di formare una sola famiglia, i cui componenti sono sempre pronti a darsi una mano. I Tg degli ultimi giorni diffondono numeri impressionanti: oltre 150 morti nei primi tre mesi dell’anno. Vittime che non possiamo dimenticare neppure quando ci occupiamo di sport. Avanti dunque con la prevenzione, ma avanti anche con tutto ciò che viene dopo un infortunio. La vera medicina è infatti provare se, nonostante il trauma subito, è possibile recuperare fiducia in se stessi e nei propri mezzi. Occorre insomma essere curiosi di mettersi alla prova, come dice Alex Zanardi. 

– Con quali parole consiglierebbe di praticare l’Handbike ad un giovane con un handicap fisico o visivo?
Quando incontro qualcuno, la prima cosa che faccio è portargli la mia esperienza e trasmettergli che cosa ha voluto dire per me. Ho scelto di praticare l’Handbike per il mio carattere, perché quando viaggio su ruote ci sono soltanto io con il mio mezzo. Consiglio il paraciclismo perché è uno sport che concede tanta libertà, quella libertà che è tanto più importante quando si è costretti a vivere su una carrozzina. In strada si decide di andare quando si ha tempo, la bici può essere parcheggiata dentro casa ed è un mezzo alla portata di tutti. Aggiungo che è altrettanto importante la gioia di vivere che si prova quando si procede ad una velocità diversa, anche senza fare agonismo e restando a livello amatoriale, magari uscendo con la famiglia. 

– Ci parli della sua esperienza di atleta? 
Ho incominciato a praticare l’Handbike nel 2002, proprio per uscire dalla costrizione giornaliera della carrozzina e per fare qualcosa che mi desse soddisfazione. Per fortuna, da allora ad oggi, la tecnologia ha fatto grandi passi avanti. E anche se era già importante, per noi pionieri di questa disciplina, disporre di mezzi su ruote per provare l’ebbrezza della velocità, le bici di adesso sono performanti e, oltre ad essere molto più confortevoli, consentono risultati ben diversi. Dopo il Basket e la Carrozzina olimpica, l’apparizione dell’Handbike ha preso subito piede perché la posizione stessa di chi guida questo mezzo consente di passeggiare e di godere della vista della natura. Il movimento degli appassionati cresce di continuo anche in relazione ai successi di campioni come Zanardi, Podestà, Mazzone e Cecchetto. Sono in tanti a dire: “Se ci sono riusciti loro, possiamo riuscirci anche noi”. 

– Quali sono i prossimi appuntamenti agonistici?
Dopo la “Due giorni del mare” di Marina di Massa, il 21 e 22 aprile è in programma un’altra gara internazionale che si terrà a Brescia. Seguiranno i vari campionati, a cominciare da quello italiano di società, articolato in 12 tappe, che prenderà il via il 6 maggio all’Autodromo di Monza e si concluderà il 28 ottobre a Pordenone.