Intervista al Presidente del Consiglio regionale delle Marche, Antonio Mastrovincenzo

“Dobbiamo insistere sul tema della prevenzione, a partire da una formazione sempre più incisiva, per contrastare gli incidenti sul lavoro”.

Sua la presentazione del libro “Una storia di provincia, anzi italiana”, inserito nella Collana dei Quaderni del Consiglio marchigiano.

“Ho 51 anni, vivo da sempre nelle Marche ed ho una figlia. Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all’Università di Macerata. Mi sono occupato professionalmente delle tematiche del mondo del lavoro, prima nel sindacato e, dal 2002, in Regione all’Assessorato al Lavoro, Formazione e Istruzione”. Comincia così l’autobiografia pubblicata sui social dal presidente del Consiglio regionale delle Marche, Antonio Mastrovincenzo.

L’abbiamo raggiunto al telefono, durante le ferie di Ferragosto, per chiedergli questa intervista e lui ha detto subito di sì. Non a caso vanta il cento per cento di presenze nelle sedute dell’assemblea legislativa, che presiede dal 2015, in quota PD. Il lavoro e le politiche sociali sono al centro del suo impegno e non a caso la sua firma compare nella presentazione del libro “Una storia di provincia, anzi italiana”, inserito nella Collana dei Quaderni del Consiglio regionale delle Marche. Il volume ripercorre la storia del duplice infortunio sul lavoro che, nel 1977, costò la vita ad Armando Carloni di 26 anni e Paolo Berardinelli di 21. Una vicenda collegata allo sfruttamento del territorio che, negli anni ’60 e ’70, suscitò forti battaglie di cittadini e comitati. Il libro – curato da Daniele Bonifazi, Vittorio Delmoro e Cesare Carnaroli – rappresenta un’importante testimonianza della lotta per la sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni, con un’ottica che abbraccia anche gli ambiti dell’ecologia e del corretto utilizzo delle risorse ambientali. L’iniziativa – sostenuta dal Comune di Terre Roveresche – è stata patrocinata dall’ANMIL di Pesaro e Urbino con il suo Presidente Fausto Luzi. “Saprà la politica mettersi a disposizione di chi ha maturato la coscienza che la casa comune è già in fiamme e che bisogna urgentemente agire?”: è l’interrogativo posto dal Presidente Antonio Mastrovincenzo, nella presentazione di questa storia di provincia, anzi italiana. Vediamo allora che cosa ha risposto alle nostre domande.

– Perché il Consiglio regionale delle Marche ha deciso di dedicare uno dei suoi Quaderni al tema degli incidenti sul lavoro?
Quella della sicurezza sui luoghi di lavoro è una delle battaglie civili e sociali che il nostro paese non ha ancora vinto. Troppe sono le persone che ogni anno perdono la vita o subiscono menomazioni sul lavoro. Si lavora per vivere, non per morire. Non possiamo assuefarci a pagare un costo così alto.

– Ritiene che anche le storie del quotidiano, come quella raccontata in questo volume, contribuiscano a creare una coscienza civile del problema?
Certamente. La collana dei “Quaderni del Consiglio regionale”, che ha oltre venti anni di vita, si occupa di storie, vicende e studi inerenti le Marche. La storia del duplice infortunio che nel 1977 costò la vita a due marchigiani, seppure ambientata negli anni ’60 e ’70, ci è sembrata emblematica e per questo abbiamo deciso di pubblicarla.

– Salvaguardia del territorio e tutela della salute delle persone crede debbano camminare parallelamente?
Proprio la compresenza di questi due aspetti è uno dei motivi che rende la storia particolarmente moderna e attuale. Tutela ambientale e tutela della salute vanno tenute costantemente presenti. Spesso sono state fonte di lacerazioni e divisioni; in realtà, oggi più di ieri, è possibile trovare un equilibrio attraverso la partecipazione dei cittadini e l’uso delle tecnologie meno impattanti.

– Il nuovo protagonismo giovanile e il valore della scuola, soprattutto dopo  l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro, possono favorire la percezione dei ragazzi della sicurezza sul lavoro e non solo?
Penso che la scuola e l’esperienza di alternanza scuola/lavoro possano favorire la sensibilizzazione dei giovani su questa tematica. Tra l’altro, come Ufficio di Presidenza, stiamo proponendo percorsi di alternanza per i nostri giovani che permettano loro di conoscere le Istituzioni e, al tempo stesso, di approfondire tematiche di attualità, in particolare quelle con forte impatto sociale.

– La regione Marche, secondo i dati dell’INAIL, ha registrato un calo nel 2018 del numero di incidenti mortali e di persone infortunate su lavoro, mentre sono aumentate, rispetto al 2017, le denunce di malattie professionali. Ma sono ancora troppi i lavoratori che perdono la vita nei cantieri, nelle fabbriche e nei campi marchigiani. Quali politiche adottare per invertire questa tendenza?
La Regione Marche ha disposizioni normative in essere che disciplinano questa materia. Credo si debba continuare ad insistere sul tema della prevenzione, a partire da una formazione sempre più incisiva e una informazione adeguata. E poi occorre sicuramente incrementare sempre più interventi di controlli e verifiche che garantiscano la sicurezza dei lavoratori.

– Crede che la sinergia tra pubblico e privato possa rappresentare un valore aggiunto per migliorare le condizioni della sicurezza sul lavoro in Italia?
La sinergia tra  pubblico e privato, a mio parere, rappresenta sempre un valore aggiunto in tutti i settori. Due aspetti sono fondamentali: la regia e il coordinamento devono rimanere pubblici e ognuno deve rispettare sempre il proprio ambito di operatività.

– Quanto possono fare gli organi di informazione per diffondere messaggi per prevenire gli incidenti sul lavoro e migliorare la salute dei cittadini?
Come dicevo prima, l’informazione su questo tema è fondamentale. In tal senso anche gli organi di stampa hanno un ruolo rilevante. Oltre a raccontare purtroppo delle tante vittime e dei tanti incidenti, tuttavia sarà necessario anche cominciare a diffondere meglio la cultura della sicurezza e a far comprendere l’importanza della prevenzione.

– Ci saranno altre iniziative sul tema della sicurezza sul lavoro da parte del Consiglio regionale che lei presiede?
Sul tema della sicurezza sul lavoro il Consiglio, durante questa legislatura, ha già approvato diverse mozioni che hanno trovato un consenso unanime e discusso documenti trasmessi poi all’Unione Europea. Importante la condivisione di intenti e l’impegno da parte di tutti i Gruppi consiliari che, sono certo, contraddistingueranno anche gli ultimi 9 mesi di lavoro dell’Assemblea.

Allora le facciamo i nostri migliori auguri.

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