Intervista ad Alberto Fedeli, Responsabile ANMIL per le Politiche Attive del Lavoro IRFA

Si chiamerà PAL il servizio vincente del prossimo decennio e l’obiettivo è il riconoscimento dell’Agenzia per il lavoro ANMIL quale interlocutore specialistico sulle disabilità. 

L’IRFA, l’Istituto dell’ANMIL dedicato a formazione, riabilitazione e ricerca, in quale modo si relaziona con le vittime del lavoro? È questo il filo conduttore dell’intervista che ci ha concesso il Responsabile ANMIL per le Politiche attive del lavoro, Alberto Fedeli. La sua è una figura nuova, istituita proprio quest’anno. Sentiamo allora cosa fa concretamente per gli infortunati all’interno dell’Istituto di cui ha preso la guida. 

– “Ogni individuo ha diritto all’educazione e all’accesso alla formazione professionale e continua” recita l’articolo 14 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea. In che modo l’IRFA fa suo questo principio per le vittime del lavoro?
L’impegno di IRFA, ormai attivo e consolidato da diversi anni nel campo della formazione e qualificazione professionale, è prima di tutto quello di superare le criticità che rendono problematico l’inserimento lavorativo di una persona con disabilità, e ancor più di un invalido del lavoro, puntando sulla valorizzazione delle risorse personali non compromesse e la sua reintegrazione sociale e lavorativa. Condividiamo quanto cita in proposito la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea sul diritto all’accesso alla formazione professionale e continua ed estendiamo a questa il secondo comma, che dichiara la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria, sentendoci obbligati nei confronti delle persone con disabilità. IRFA infatti rende accessibile gratuitamente anche la formazione professionale e i percorsi di supporto psicologico. Oltre a ciò si sta impegnando in un ambizioso progetto che punta sullo sviluppo delle Agenzie per il Lavoro ANMIL.

– Che cosa prevede lo sviluppo delle vostre Agenzie?
L’accreditamento ministeriale per i servizi al lavoro di ANMIL risale al 2010 e fin da subito sono state aperte cinque unità regionali in Sicilia, Campania, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia. Obiettivo attuale della Presidenza ANMIL è di avviare 15 sportelli entro il 2020 e di aprire immediatamente unità in Veneto e Toscana. La priorità dell’intervento sarà duplice: da un lato, per i candidati, la presa in carico, la valutazione e la definizione dei singoli progetti, il supporto nella ricerca attiva del lavoro e l’attuazione di tutto quanto previsto singolarmente per gli associati ANMIL; dall’altro, per le aziende, un servizio mirato alla consulenza in merito alla normativa sull’inserimento delle persone con disabilità (L. 68/99). Questi servizi, in base a quanto previsto dalla normativa vigente per gli enti accreditati all’erogazione dei servizi al lavoro, saranno indirizzati a tutti i cittadini disabili e no e alle aziende interessate. La cura di tale interesse sarà garantita anche dall’integrazione dei suddetti progetti personalizzati, all’interno di percorsi di gruppo e azioni di orientamento/riorientamento lavorativo. L’obiettivo è il riconoscimento dell’Agenzia per il lavoro ANMIL Onlus, come interlocutore specialistico sulle disabilità/invalidità, sia da parte dei candidati che delle imprese sul territorio. Non solo attivare servizi massivi, ma servizi di qualità, dove per qualità si intende la ricchezza di sfaccettature, la specializzazione e la definizione di singoli progetti personalizzati. In quest’ottica, al fine di potenziare le possibilità di inserimento/reinserimento di lavoratori con disabilità, si porrà particolare attenzione alla valorizzazione delle capacità residue dei soggetti così come si forniranno interventi formativi mirati poichè la formazione ha un ruolo di primaria importanza nella riqualificazione sia professionale che sociale.

– Con quale modalità finanzierete lo sviluppo?
Al fine di garantire la gratuità dei percorsi previsti, ANMIL e IRFA sono unitamente impegnate nella ricerca di ogni forma possibile di finanziamento per l’attivazione di percorsi formativi professionalizzanti per chi deve reinserirsi nel mondo del lavoro (fondo INAIL, fondo Formatemp, risorse private e/o pubbliche, dispositivi regionali/ministeriali). Si intende potenziare anche l’utilizzo dei fondi interprofessionali per il personale occupato. È infatti prioritario riqualificare, attraverso la formazione, non solo le persone che, a seguito di invalidità da lavoro, vengono momentaneamente sospese o diventano disoccupate, ma anche i responsabili di unità produttive e di reparti o sezioni aziendali destinati a ricevere e collocare nuovi colleghi e lavoratori disabili, attraverso lo sviluppo di formazione continua finanziata (fondi interprofessionali).

– In questo quadro, che ruolo riveste la sua figura di Responsabile per le Politiche attive del lavoro IRFA? 
Un ruolo di promozione e sviluppo di unità specialistiche per il collocamento e la riqualificazione sociale e professionale, prioritariamente di persone con disabilità certificate. E ancora l’avvio di sportelli locali, coordinamenti regionali e sovraterritoriali, coordinamenti nazionali. ANMIL si candida ad essere il principale interlocutore specialistico per i servizi di ricollocamento di disabili e sarà necessario costruire relazioni istituzionali e fiduciarie con enti rappresentativi delle persone (sociali e specialistici), con EEPP preposti all’attivazione di politiche e strategie mirate (Regioni, Province, ANPAL, Ministeri), con associazioni di rappresentanza datoriali (industria, artigianato, commercio, turismo…). E ancora la costruzione di relazioni imprenditoriali e commerciali con le principali agenzie per il lavoro, con i fondi interprofessionali, con i consulenti del lavoro e le fondazioni di rappresentanza. L’ANMIL è un’associazione di rilievo a livello nazionale ed europeo, attiva da oltre 75 anni nel riconoscimento dei diritti e delle tutele dei lavoratori disabili. Eccellente lo sviluppo dei servizi di Caf e Patronato per lavoratori e famiglie negli ultimi 10 anni e quindi le Politiche Attive del Lavoro (PAL) saranno il nuovo servizio vincente del prossimo decennio.

– Quale lo scenario delle PAL nel mercato del lavoro attuale?
La fotografia del mondo del lavoro attuale ritrae un’immagine dove emerge, sullo sfondo, la maggiore facilità di mobilità fra un lavoro e l’altro e in tale quadro il “mestiere” è divenuto un banale impiego e ha reso i lavoratori insensibili al contenuto stesso del lavoro. Diversamente noi crediamo che manodopera e “mentedopera” debbano corrispondere ai bisogni delle imprese, tanto quanto rappresentare risposte all’esigenza di unicità di ogni lavoratore e tanto più di un infortunato sul lavoro. IRFA parte da qui: formazione e supporto psicologico personalizzati, che hanno come scopo principale un cambio di mentalità e di approccio. Un infortunato sul lavoro, più di ogni altro lavoratore, viene spesso vissuto dalle aziende come un inserimento “forzato”, mentre il nostro Istituto si impegna a fare cultura nelle aziende affinché gli infortunati sul lavoro che si vogliono reinserire vengano riconosciuti come “capitale umano” e quindi come valore aggiunto in ambito di un collocamento mirato e non di un collocamento obbligatorio.

– Esiste un mercato del lavoro nel nostro paese in grado di recepire e di riconvertire le abilità di chi ha subito un infortunio? 
Il mercato del lavoro in Italia è molto vivace. Gli imprenditori italiani sono notoriamente innovatori e inventori ed il nostro mercato può offrire numerose opportunità per esprimere competenze e qualità. Il mercato è fatto di domanda ed offerta. Forse, su un piano generale, imprenditori e lavoratori sono poco abituati ed educati alle valutazioni in prospettiva ma esiste un mercato dalle enormi potenzialità ed ANMIL si candida a promuovere le persone con le loro attitudini in aziende da sensibilizzare ed informare.

– Le norme esistenti per il reinserimento delle vittime del lavoro sono sufficienti o servono modifiche al quadro normativo nazionale?
Le norme, come spesso accade, sono adeguate e le criticità si riscontrano nella loro attuazione, sia per carenze informative che culturali. Esistono grandi opportunità che non vengono considerate e utilizzate, sia per adeguamenti strutturali che organizzativi. Sono disponibili linee di finanziamento per le imprese e ANMIL e IRFA saranno impegnate a sensibilizzare, promuovere ed accompagnare persone ed imprese per l’utilizzo di tutti gli strumenti esistenti, ma non solo. Fare Politiche Attive Sociali e del Lavoro è una mission per l’Associazione e saremo fortemente impegnati a promuovere nuove sperimentazioni e nuovi modelli.

– A livello comunitario che cosa si può migliorare per gli infortunati del nostro Paese, soprattutto dopo la nomina di David Sassoli alla presidenza della Commissione europea? 
Beh, che dire… David Sassoli ha dimostrato grandi sensibilità, sia a livello professionale che politico. Auspichiamo che avanzi proposte autorevoli e che dall’Europa arrivino chiari messaggi e indirizzi oltre, ovviamente, ad adeguate risorse. Auspichiamo inoltre maggiori relazioni e interazioni tra invalidi del lavoro e civili, nella convinzione che possano portare interessanti vantaggi reciproci. 

– Per concludere, se qualcuno vi volesse contattare, quali sono i vostri riferimenti?
Info.adl@anmil.it per contattare la Direzione generale ed il Responsabile. A breve i riferimenti delle varie unità locali saranno invece reperibili sul sito www.anmil.it ma chi fosse interessato può contattare anche il numero verde ANMIL gratuito 800.180943.