Anche l’abito fa il monaco. Sicurezza e design negli abiti da lavoro di Siggi Group

Dai grembiulini dei bambini alle divise di Master Chef. Le linee di abbigliamento sono tante, ma con un solo comune denominatore: la sicurezza. È questo il principale obiettivo di SIGGI Group, l’azienda vicentina che produce e commercializza abbigliamento da lavoro destinato ai diversi settori professionali. Ne parla con orgoglio il Direttore del Marketing, Roberta Marta, erede di una dinastia familiare che ha fondato l’azienda nel 1962 e che ha deciso di sponsorizzare il Concorso “Primi in Sicurezza” promosso dall’ANMIL e dalla Rivista OKAY!. L’abbiamo incontrata all’Università La Sapienza di Roma, in occasione della premiazione di oltre 600 ragazzi arrivati da ogni parte d’Italia. 

– SIGGI Group veste la voglia di fare. Perché questo slogan? 
Innanzitutto perché ci occupiamo di abbigliamento professionale e poi perché ogni professione deve essere mossa proprio dalla voglia di fare. Sono i motivi per cui è nato questo slogan, che ci sembra racchiudere un po’ tutto quello che bisogna mettere nel proprio lavoro.

– Dunque la forma, quando si parla di sicurezza sul lavoro, è anche sostanza?
Certamente. Abbiamo tutta una linea di prodotti dedicata alla sicurezza e siamo produttori di dispositivi di sicurezza individuale per quanto riguarda l’abbigliamento. C’è anche un marchio identificativo: “Siggi Hi Tech”, nato proprio per dare un’indicazione precisa della tecnologia che sta all’interno di ogni prodotto. 

– Qual è la vostra mission?  
SIGGI Group vuole offrire un abito adatto ad ogni ambiente professionale, migliorando la qualità del lavoro, per i più grandi, e dell’attività scolastica, per i più piccoli. 
In sintesi la nostra mission è proprio quella di dare valore aggiunto all’impegno, anche attraverso l’indumento, adeguato ai diversi ambienti lavorativi, partendo dal presupposto che va indossato non meno di otto ore al giorno e deve proteggere i lavoratori esposti ai rischi, secondo la normativa.

– Etica e qualità possono convivere? 
Sì, assolutamente. La qualità è uno dei valori principali della nostra azienda. E quando parlo di qualità, non intendo soltanto quella del prodotto, ma anche quella del rapporto che si crea con le persone che indossano i nostri abiti. La qualità è dunque una garanzia che SIGGI Group vuole offrire in un ambito molto ampio di relazione, oltre che di business di prodotto. Quando si parla di sicurezza, è fondamentale l’affidabilità e a tale scopo diamo garanzie, attraverso un apposito certificato. 

– Nel concreto, come vestite la sicurezza? 
La sicurezza del prodotto è garantita da uno staff di persone specializzate nella creazione di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), secondo le normative vigenti e assicuriamo regolari marchiature e certificazioni rilasciate da enti preposti a tale servizio. Produciamo abiti adatti ad ogni ambiente di lavoro, dalle linee anti acido a quelle ad alta visibilità, sino a quelle multi protettive che tutelano da più rischi contemporaneamente.

– Sul vostro sito può essere consultato anche un Codice Etico. Quali sono i punti fondamentali? 
Il nostro Codice Etico fissa regole di affidabilità, chiarezza e trasparenza, sia nei confronti delle persone con cui lavoriamo, sia nei confronti di chi utilizza i nostri prodotti. Per questi motivi lo rendiamo pubblico e ognuno lo può consultare sul nostro sito. Non potremmo essere più trasparenti di così!

– Innovazione, qualità specializzazione: tre parole ricorrenti nel vostro profilo operativo. Per dire che…? 
Per dire che noi di SIGGI Group da 50 anni vestiamo chi lavora e quindi, ancora una volta, ci mettiamo a disposizione del mercato con tutta la nostra competenza e con tutta la nostra affidabilità. Le garanzie che diamo a chi indossa un nostro abito non riguardano soltanto il piano della sicurezza, ma anche quello del comfort. Fatto, quest’ultimo, non così scontato nell’ambito dell’abbigliamento da lavoro perché spesso viene trascurato nei dettagli, che invece curiamo per fare sentire le persone a proprio agio. L’abito da lavoro deve essere anche bello, avere un certo stile ed essere comodo. Insomma, chi veste SIGGI – quando è fuori dal suo contesto operativo – non deve essere identificato necessariamente con il suo ambito professionale.  

– Design e creatività sono italiani? 
Assolutamente italiani perché SIGGI Group progetta e crea i suoi prodotti al proprio interno, in un apposito reparto gestito da professionisti del mestiere. La creatività è il valore aggiunto del nostro abbigliamento, ciò che lo rende unico e che ci guida a trovare sempre nuove soluzioni e nuove strade da percorrere. Ogni capo è frutto di una profonda ricerca stilistica, di un’attenta cura dei dettagli e di precise scelte dei materiali. Nulla è lasciato al caso perché abbiamo a cuore non solo il risultato, ma anche lo stile che lo accompagna. Aggiungo che siamo un’azienda che progetta e investe molto nella ricerca e nello sviluppo. Abbiamo creato dei prodotti che hanno ottenuto brevetti proprio per le idee innovative che portano con sé, fatto piuttosto raro nel nostro mercato. 

– Come è nato il rapporto con l’ANMIL? Ci saranno nuovi sviluppi sul piano della collaborazione? 

Abbiamo letto sulla Rivista OKAY! che l’ANMIL aveva promosso questo Concorso sulla Sicurezza nelle scuole e quindi abbiamo preso contatto con l’Associazione. Siamo stati accolti subito a braccia aperte. Da qui è nata una collaborazione che, quest’anno, ha dato vita ad una prima esperienza, tra l’altro presa un po’ in corsa, perché l’incontro è avvenuto soltanto un mese fa. Per quanto riguarda il futuro, i progetti potranno essere tanti e sicuramente ci sarà modo di collaborare ancora. Partire dalla scuola per noi è importante, sul piano generale e culturale, al di là del business e dell’interesse, che chiaramente portiamo avanti come azienda. Le continue cronache relative agli incidenti sul lavoro aumentano la nostra attenzione per tutto ciò che accade in ambiti professionali pericolosi. Incominciare dai più piccoli per creare cultura, fin dai banchi di scuola, non fa altro che dare maggiore senso a quello che facciamo già. 

– Per concludere, possiamo parlare di sinergie operative. L’unione fa la forza?
L’unione è proprio uno dei nostri valori, cioè essere coinvolti e coinvolgere, grazie ai messaggi che portiamo. Il Concorso “Primi in sicurezza” dell’ANMIL è un’ottima opportunità per comunicare con i giovani. Noi facciamo parte di Assosistema, che è un insieme di aziende, all’interno di Confindustria, che opera nel comparto della sicurezza. Abbiamo inoltre creato un team di imprese, complementari fra loro, con le quali giriamo tutta Italia con un Safety Road Show per presentare i nostri prodotti. E anche questo è un modo per lavorare in sinergia con gli altri.