La TGR Rai punta su sociale, web e giovani. Eravamo insieme al TG3 e adesso ci ritroviamo sempre più spesso a camminare a fianco dell’ANMIL. Io da fuori, lei da dentro la RAI. Esperta di politica ed economia, Giuseppina Paterniti ha preso presto il volo con destinazione Bruxelles per seguire, come corrispondente della RAI, l’attività delle istituzioni europee e della NATO. Un viaggio di andata e ritorno che, già da un paio d’anni, l’ha portata alla Vice Direzione, della TGR, la Testata Giornalistica Regionale della RAI, con delega al Web. La stessa testata da cui ha preso il via la mia esperienza nella televisione del servizio pubblico. E non a caso ora il discorso con Giuseppina ricomincia, come se non ci fossimo mai allontanate. Dieci domande e dieci risposte, tra una riunione di redazione e l’altra. La velocità è d’obbligo quando l’informazione corre su social, radio e tv. 

– Giuseppina, come ti sei avvicinata all’ANMIL?
Per lavoro, ma conosco l’ANMIL da tantissimi anni. Ho incominciato a lavorare al TG3 nel settore economico-sindacale con una rubrica che si occupava di volontariato e diritti. È qui che ho incrociato l’ANMIL e sono rimasta colpita dall’attività di questa Associazione che tutela le vittime del lavoro. Da quel momento abbiamo spesso lavorato insieme per un’informazione migliore.

– Con quali modalità la TGR affronta, essendo servizio pubblico, i temi sociali? 
In particolare con l’ANMIL la TGR ha seguito nel 2016, tappa dopo tappa, regione dopo regione, tutto il “Tour per la sicurezza sul lavoro”, promosso dall’Associazione. È stato un input preciso del Direttore della Testata, Vincenzo  Morgante, che ha voluto fare questa scelta non solo su radio e tv, ma anche sui social. Entrambi abbiamo ritenuto importante focalizzare l’attenzione e tenere viva la memoria di quei luoghi dove ci sono stati tanti morti sul lavoro. Sul versante sociale siamo molto attenti al tema della sicurezza e cerchiamo, sia sulla TGR che sulle piattaforme social, di offrire una giusta informazione, come merita questa fase della nostra democrazia.

– Il costo sociale di un infortunato sul lavoro, che va ad aggiungersi al dramma individuale, quanto incide sull’intera collettività? 
È un aspetto che si sottovaluta molto, ma oggi bisogna portare a galla questo dato perché, anche se non è visibile, è un prezzo che determina la qualità della nostra vita e, in particolare, della nostra democrazia. In base alla mia esperienza nel settore dell’economia, ritengo che l’allarme sulla sicurezza sia in crescita. Dall’inizio della crisi, infatti, molti datori di lavoro hanno rinunciato ad investire in questo ambito e parallelamente molti lavoratori, stretti nella morsa economica, hanno rinunciato a chiedere le necessarie garanzie. Questa situazione crea un divario tra chi è tutelato e chi non lo è. E la mancanza di tutela crea segmentazione sociale. 

– Informazione e territorio. Qual è il valore aggiunto di una Testata che si avvale di una sede in ogni regione italiana? 
Il valore aggiunto è quello dell’informazione di prossimità, che tiene conto di quanto si muove sul territorio e dà conto, con telecamere e microfoni, di quanto accade e che a volte, nei grandi racconti nazionali, non emerge. Entrare nel vivo della carne delle persone e nelle loro case: è questo il valore aggiunto di cui parlo. Ed è un bene. 

– Tu hai appena fatto parte della giuria del Concorso di Poesia promosso dalle donne dell’ANMIL. Che cosa ti ha lasciato dentro? 
Mi ha molto impressionato il coraggio di queste donne, che è trapelato nonostante non fosse facile raccontare il momento drammatico in cui la vita ti ha cambiato completamente. Mi ha molto colpito questo racconto al femminile di un tema come quello degli incidenti sul lavoro, e della necessità della prevenzione. E ancora di che cosa significhi nella vita quotidiana, familiare e personale.

– La TGR ha ricevuto l’anno scorso, dal Premio Giornalistico “Di Donato” di Taranta Peligna, lo speciale riconoscimento della Presidenza  della Repubblica per il ruolo svolto a sostegno delle vittime del lavoro. Pensi che anche iniziative svolte da piccoli comuni possano concorrere ad aumentare la consapevolezza delle persone sui temi del lavoro e, in particolare, della prevenzione dei rischi?
Assolutamente sì, anche perché la dimensione del piccolo è ormai superata. Il piccolo sui social è grande. Ormai la dimensione è “glocal”. Ormai è “piccola” soltanto la capacità di relazione che dovremmo saper conquistare su ogni territorio, lavorando per la costruzione di un tessuto umano di solidarietà e convivenza civile. 

– Come vivi, dopo tanti anni in cui ti sei mossa in numerosi ambiti giornalistici, il tuo ruolo di Vice Direttore di una Testata della RAI?
È un ruolo di grande responsabilità e mi fa molto piacere essere in questo gruppo di lavoro con il Direttore Morgante, che è una persona straordinaria prima ancora di essere un giornalista eccellente, e con altri Vice Direttori che procedono in un unico senso di marcia. La cosa di cui mi avvalgo di più è l’esperienza professionale che ho vissuto in più campi e che mi aiuta ad incontrare i colleghi e a guardare al prodotto in via prioritaria. Perché è proprio il prodotto quello che più conta e che i nostri ascoltatori vedono e sentono. È qui che si capisce se facciamo servizio pubblico. 

– La tua vice direzione contempla la delega al web. Quanto il futuro del lavoro giornalistico è legato ai new media? 
Oggi, con tutti i leader del mondo che fanno dichiarazioni sui social e che spostano l’opinione pubblica in un soffio, non possiamo non tenere conto dei social e del web e dobbiamo avere la capacità di incontrare il pubblico più giovane su queste piattaforme. Se vogliamo svolgere servizio pubblico o ci stiamo dentro o che cosa ci stiamo a fare? Siamo ormai navigatori del 2000 e oltre. O siamo con i giovani o chiudiamo. Per questo stiamo lavorando per formare circa 700 giornalisti della TGR e siamo già su Twitter per dare le notizie sin dall’alba e mettere contenuti sulle pagine Facebook delle redazioni. Stiamo cercando di lavorare perché tutti i giornalisti delle nostre sedi arrivino allo stesso livello di offerta. 

– Le prossime iniziative della TGR nel 2018?
La più importante, oltre alla questione del web, è completare lo sbarco in tutte le redazioni, sia con l’apertura della home page di ogni sede regionale sia con l’affinamento della nostra presenza sui social. E poi c’è il grande lavoro delle campagne sociali promosse dal Direttore, che puntano a raccontare quei segmenti della società spesso marginali rispetto al grande flusso informativo.

– Nel tuo futuro professionale sarai ancora vicina all’ANMIL?
Questo è sicuro perché l’ANMIL fa una battaglia di civiltà. E questo non può che vedermi sinceramente schierata.