Patente a punti: uno strumento per la sicurezza sul lavoro nei cantieri di F. D’Amico

Franco D’Amico è il Coordinatore dei Servizi Statistico-Informativi ANMIL e autore degli approfondimenti di questa sezione. Statistico ed Attuario professionista, ha operato da sempre in campo statistico, socioeconomico ed attuariale, con particolare riferimento alle tematiche inerenti il fenomeno infortunistico e tecnopatico, l’assicurazione, la prevenzione e la sicurezza sul lavoro.  
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Roma, 22 aprile 2024 – Entrerà in vigore dal primo ottobre 2024 la cosiddetta “Patente a punti, introdotta nel nostro ordinamento dal D.L. 19/2024 (decreto PNRR 4), che prevede nuove importanti norme per la sicurezza sul lavoro  nei cantieri edili.
Il sistema della patente a punti nei cantieri rappresenta un meccanismo pensato per incentivare e premiare le aziende che dimostrano un impegno concreto nell’adozione di misure di prevenzione e miglioramento della sicurezza sul lavoro e, allo stesso tempo, punire severamente con sanzioni pesanti eventuali carenze o violazioni.
La norma di riferimento per la patente a punti è l’art. 27 (Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti) del Testo Unico della Sicurezza (D.Lgs.. 9 aprile 2008, n. 81), riscritto integralmente dal D.L.19/2024.
A partire dal 1° ottobre 2024, quindi, sono tenuti al possesso della patente a punti le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili
La patente è dotata di un punteggio iniziale di 30 crediti e consente alle imprese e ai lavoratori autonomi di operare con una dotazione pari o superiore a 15 crediti. In caso di patente con punteggio inferiore a 15 crediti, è consentito il completamento delle opere oggetto di appalto o subappalto in corso di esecuzione, ma solo se i lavori già eseguiti sono superiori al 30% del valore del contratto. Tale punteggio è di fondamentale importanza poiché funge da indicatore ufficiale dell’idoneità dell’azienda a operare nel settore edilizio, attestando la sua capacità e serietà nell’adottare politiche di sicurezza efficaci e a norma di legge.
La patente a punti è rilasciata presso la competente sede territoriale dell’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) previo soddisfacimento di alcuni requisiti da parte del responsabile legale dell’impresa o del lavoratore autonomo richiedente; tra questi requisiti i più rilevanti sono: iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato; adempimento degli obblighi formativi dei lavoratori dell’azienda; possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in corso di validità; possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR); possesso del Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF).
Una volta ottenuta la patente, l’azienda che non ha rispettato le normative vigenti in tema di salute e sicurezza, riceve sanzioni e il punteggio della sua patente diminuisce proporzionalmente alla gravità delle infrazioni commesse. 
A tale scopo è stata elaborata una apposita tabella, comprendente 29 fattispecie di violazione, che comportano decurtazioni dalla patente da 1 a 20  punti in base alla gravità della violazione stessa.
Ad esempio, la violazione più grave, sanzionata con 20 punti, è rappresentata da “Infortunio mortale di lavoratore dipendente dell’impresa, occorso a seguito di violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro”; 15 punti sono ,invece, decurtati in caso di infortunio sul lavoro che comporti un’assoluta inabilità permanente al lavoro. E così via, a scendere per le violazioni di minore gravità.
Le imprese o i lavoratori autonomi privi della patente o con un numero di punti inferiore a 15 sono soggetti a una sanzione amministrativa pari al 10% del valore dei lavori e, comunque, non inferiore a 6.000 euro, nonché allesclusione dalla partecipazione ai lavori pubblici per un periodo di sei mesi. Esiste, tuttavia, la possibilità di recuperare i punti decurtati, ma i criteri di attribuzione di crediti ulteriori rispetto al punteggio iniziale, nonché le modalità di recupero dei crediti decurtati non sono stati ancora individuati ma dovranno essere stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Ma oltre alla patente a punti,  il provvedimento nel suo insieme si prospetta come uno strumento di duplice natura:

  • natura preventivo-incentivante: è prevista l’erogazione di benefici normativi e contributivi in assenza di violazioni della disciplina in materia di lavoro e legislazione sociale, nonché forme di premialità in favore di datori di lavoro che dimostrino comportamenti virtuosi nella gestione dei rapporti di lavoro;
  • natura repressiva: sanzioni penali per le ipotesi di somministrazione fraudolenta di lavoratori, utilizzazione illecita di lavoratori, sfruttamento di minori.

Naturalmente l’auspicio di tutti è che il provvedimento in generale e la patente a punti in particolare, possa spingere tutto il mondo dell’edilizia verso comportamenti più corretti ed ispirati a quella cultura della sicurezza che si è rivelata piuttosto carente in questo settore, che da troppo tempo detiene un triste primato nella graduatoria di pericolosità in campo infortunistico, soprattutto per gli eventi di maggiore gravità. Un settore in cui, nel solo quinquennio 2008-2012 (ultimi dati consolidati disponibili), si sono verificati 1.028 incidenti mortali per una media di 205,6 decessi/anno e che presenta un indice di frequenza di infortuni mortali pari a 0,09 per mille addetti, vale a dire il triplo di quello generale (0,03) dell’Industria e Servizi.