“Inquinamento acustico: un vecchio nemico ancora da battere” di F. D’Amico

Già dalla fine degli anni ’50, ai tempi del boom economico, le malattie professionali causate dal rumore o dalle vibrazioni emesse da macchinari o altri attrezzi da lavoro, hanno rappresentato nel nostro Paese un problema di grande rilevanza per la salute dei lavoratori. Da allora, naturalmente, molti passi in avanti sono stati fatti nel campo della prevenzione, con importanti riduzioni dei livelli di inquinamento acustico e di conseguenza delle relative patologie denunciate all’INAIL; tuttavia le ipoacusie e le sordità da rumore, pur in costante calo, hanno continuato ad occupare per molti decenni il primo posto nella graduatoria delle patologie professionali più frequenti. Ancora nei primi anni 2000 si contavano, infatti, oltre 8.000 patologie da rumore, circa un terzo del totale delle malattie professionali denunciate in quegli anni (circa 25.000). Il calo è proseguito anche negli anni seguenti e si è accentuato a partire dal 2009 quando si registrarono meno di 6.000 denunce di ipoacusia e sordità da rumore, meno del 15% del totale (circa 42.000 M.P. denunciate). Un vero e proprio stravolgimento innescato dalla emanazione, nel 2008, della “Nuova tabella delle malattie professionali” che, tra le altre cose, aveva inserito tra le malattie “tabellate” (quelle cioè che, per essere riconosciute, non necessitano dell’onere della prova da parte del lavoratore) le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, che balzarono immediatamente al primo posto della graduatoria con circa 26.000 casi denunciati, pari al 62% del totale.
Nell’ultimo quinquennio l’andamento delle “Malattie dell’orecchio” (così denominate in base alla nuova classificazione ICD-10 adottata dall’INAIL per armonizzare le proprie statistiche a quelle degli altri Paesi U.E.)  ha proseguito nella  sua tendenziale regressione fino ai circa 4.500 casi del 2019 (meno dell’8% del totale). Si tratta per la quasi totalità (circa 95%) di “Patologie da rumore dell’orecchio interno” e per il restante 5% di “Altri disturbi dell’orecchio” , tra i quali hanno una  certa rilevanza la “Sordità neurosensoriale bilaterale” e la “Sordità da difetto di trasmissione neurosensoriale”. Ma la battaglia contro l’inquinamento acustico non è ancora vinta, anche se notizie recenti provenienti dall’Istituto assicuratore aprono prospettive molto positive. Grazie , infatti, ai 195 milioni di euro stanziati dall’Inail con i quattro bandi 2014-2017 per la riduzione del rischio da vibrazioni emesse dai macchinari da cui possono derivare vari tipi di patologie, il valore medio delle vibrazioni emesse da macchinari obsoleti è diminuito di oltre il 50%. Dal rapporto tecnico, emerge, inoltre, una domanda crescente per le  macchine di movimento terra (principalmente escavatori e pale caricatrici); cresce anche  il numero delle aziende che possono accedere ai finanziamenti e migliorare, di conseguenza, le condizioni di salute e sicurezza per un numero sempre maggiore di lavoratori.  

MALATTIE PROFESSIONALI DELL’ORECCHIO
 
Tipo di M.P. 2016 2017 2018 2019 2020(*) Var.% 2020/2016
Malattie da rumore dell’orecchio interno 4.781 4.575 4.594 4.323 2.918 -39,0
             
Altri disturbi dell’orecchio 394 330 351 261 247 -37,3
TOTALE 5.175 4.905 4.945 4.584 3.165 -38,8
 
 

Fonte: elaborazione ANMIL su dati INAIL
(*) Il forte calo dell’anno 2020 è causato in larga parte dagli effetti della pandemia da Covid; il dato non è pertanto da considerare significativo.