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I DISABILI E IL MONDO DEL LAVORO di F. D’Amico

I DISABILI E IL MONDO DEL LAVORO di F. D’Amico

Fonte: elaborazione ANMIL su dati ISTAT – Conoscere il mondo della disabilità 2020

Nel nostro Paese le persone che, a causa di problemi di salute di vario genere, soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere le abituali attività quotidiane sono circa 3 milioni e 100 mila (il 5,2% della popolazione). Di questi i due terzi (2,05 milioni circa) sono donne, mentre un terzo (1,05 milioni) uomini.
Considerando la sola popolazione dei disabili in età lavorativa (compresa tra i 15 e i 64 anni), stimata intorno alle 700.000 unità, risulta occupato solo il 31,3%, vale a dire poco meno di 220.000 unità. Tale percentuale scende al 26,7% tra le donne (circa 100.000 unità) ed è pari al 36,3% tra gli uomini (circa 120.000). Nella popolazione generale il corrispondente tasso di occupazione totale è del 58%; per donne e uomini i valori sono pari rispettivamente al 48% e al 67%. Ma il dato che più preoccupa è che il 18,1% dei disabili in età lavorativa è in cerca di occupazione: si tratta di circa 120.000 persone (70.000 uomini e 50.000 donne) per lo più di giovane età che vorrebbero partecipare attivamente al mercato del lavoro ma ne vengono praticamente rifiutate. Il 3,6% dei disabili è studente, con leggera prevalenza delle donne (3,9%) rispetto agli uomini (3,2%); il 12,6% risulta, invece, inabile al lavoro per via, evidentemente, di limitazioni estreme che riguardano più gli uomini (16,1%) che le donne (9,3%). Il restante 34,4% delle persone con disabilità in età lavorativa (in prevalenza femmine con una quota pari al 45%, rispetto al 23,1% dei maschi) si trova in “altra condizione professionale”: si tratta per lo più di donne casalinghe o di persone che hanno già raggiunto i requisiti per la pensione o di persone ormai disilluse che hanno rinunciato a cercare un posto di  lavoro.
A livello territoriale la situazione occupazionale dei disabili risulta molto differenziata e strettamente legata al contesto socioeconomico in cui vivono. Il dato peggiore, infatti, è quello del Mezzogiorno: solo il 18,9% delle persone con disabilità in età lavorativa è occupato. Contrariamente a quanto normalmente accade nelle analisi socio-economiche a livello territoriale, il dato migliore in questo caso non è quello del Nord ma quello del Centro: 42,2% di persone con disabilità occupate, contro il 37,4%. Gioca, in questo caso, un ruolo decisivo la Capitale, sede di ministeri e varie istituzioni pubbliche: quasi la metà dei disabili occupati lavora, infatti, nella Pubblica Amministrazione. Il valore minimo di disabili occupati (18,9%) si registra nelle regioni del Sud e delle Isole dove si raggiunge anche la massima percentuale di disabili in cerca di occupazione: 24,6% contro il 15,6% del Nord ed il 16,7% del Centro. In sostanza, nelle regioni meridionali un giovane disabile su quattro è in cerca di un’occupazione, di una occasione che gli consenta di inserirsi attivamente nella società: un’occasione che in un Paese veramente civile gli spetterebbe di diritto.

 
Tav.1 Disabili per condizione professionale e sesso
(valori percentuali)
       
Condizione professionale Maschi Femmine TOTALE
       
Occupato 36,3 26,7 31,3
       
In cerca di occupazione 21,2 15,1 18,1
       
Studente 3,2 3,9 3,6
       
Inabile al lavoro 16,1 9,3 12,6
       
Altra condizione 23,1 45,0 34,4
       
TOTALE 100,0 100,0 100,0

 

Tav.2 Disabili per condizione professionale e territorio.
(valori percentuali)
         
Condizione professionale Nord Centro Mezzogiorno TOTALE
         
Occupato 37,4 42,2 18,9 31,3
         
In cerca di occupazione 15,6 16,7 24,6 18,1
         
Studente 3,6 3,9 3,0 3,6
         
Inabile al lavoro 10,7 7,6 17,4 12,6
         
Altra condizione 32,8 29,1 39,1 34,4
         
TOTALE 100,0 100,0 100,0 100,0
           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

            

      Fonte: elaborazione ANMIL su dati ISTAT – Conoscere il mondo della disabilità

 

 

 

Tav.3 Occupati per posizione professionale

(valori percentuali)
     
Posiz. Professionale Disabili Totale occupati
     
Dirigenti, Imprenditori,.. 9,1 11,4
     
Quadri, Impiegati 36,9 38,2
     
Operai 35,0 35,4
     
Lavoratori autonomi 19,0 15,0
     
TOTALE 100,0 100,0

 

Tav.4 Occupati per macrosettore di attività

                             

(valori percentuali)
     
Macrosettore Disabili occupati Totale occupati
     
Agricoltura 6,4 4,9
     
Industria e costruzioni 16,9 21,5
     
Servizi 27,0 32,3
     
Pubblica Amministrazione 49,7 41,3
     
TOTALE 100,0 100,0

Quanto alla posizione nella professione, infine, le persone con disabilità sono più  frequentemente lavoratori autonomi (19% contro il 15% generale), ma più raramente occupano ruoli apicali di dirigenti, professionisti o imprenditori (9,1% contro 11,4%). Un’ulteriore, rilevante considerazione riguarda la percezione della qualità del lavoro da parte dei disabili. I risultati di una precedente indagine ISTAT sul grado di soddisfazione per le mansioni svolte, mostrano che tra gli occupati senza limitazioni la quota dei soddisfatti è significativamente più alta rispetto a quella che si registra tra le persone con disabilità (75,9% contro il 65,4%). Il gap più elevato si osserva proprio tra i lavoratori autonomi, dove è maggiore la presenza di persone con disabilità; questa evidenza potrebbe segnalare che per queste persone il lavoro che svolgono è una soluzione di ripiego dettata dalla mancanza di migliori opportunità che potrebbe offrire, ad esempio, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda il settore di attività economica in cui risultano occupati i lavoratori disabili (che abbiamo visto essere circa 220.000), dal prospetto riportato, si può chiaramente dedurre la spiegazione della nettissima prevalenza di disabili al Centro rispetto alle altre aree geografiche del Paese: le persone con disabilità , infatti, sono in prevalenza occupate non nel settore privato ma nella Pubblica Amministrazione: il 49,7% rispetto al 41,3% delle persone senza limitazioni. Ed è proprio al Centro, in particolare nella Capitale, che notoriamente risiede la stragrande maggioranza degli Enti ed Istituzioni pubblici, dove la presenza di lavorati disabili è più frequente che nel privato. Con riferimento, poi, al settore privato, nell’agricoltura risulta occupato il 6,4% dei lavoratori disabili in misura superiore alla quota che si riscontra tra gli occupati in complesso (4,9%); per forza di cose la presenza di disabili occupati nell’industria, nelle costruzioni o nei servizi è meno frequente rispetto ai lavoratori che non presentano limitazioni.

 

 

 

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