Legge 104/92 sul trasferimento dei dipendenti: cosa dice la normativa

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Domanda
Buongiorno,
mio padre (70 anni) è allettato (al momento non abbiamo fatto nessuna pratica per la 104), con lui viviamo io (34anni) e mia madre (63 anni casalinga). A settembre dovrei iniziare un nuovo lavoro pubblico e molto probabilmente la sede di lavoro sarà fuori regione: è possibile chiedere l’avvicinamento per stare accanto a mio padre? Quali sono i primi passi e i requisiti per poterlo fare?

Risposta

Gentile signore,

l’art.33 della legge 104/92 prevede, relativamente alla scelta e al trasferimento della sede di lavoro, alcune particolari agevolazioni per il lavoratore che assiste un familiare portatore di grave handicap (in possesso della certificazione di portatore di handicap in condizioni di gravità, art. 3, comma 3), riconoscendogli il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e a non essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.
Detto ciò, potrà dunque godere della suddetta agevolazione solo ed esclusivamente nel caso Suo padre sia in possesso della certificazione di handicap con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della predetta legge 104/92, rilasciata della commissione ASL/INPS preposta all’accertamento. Al fine di ottenere il rilascio della predetta certificazione, dunque, il primo passo da compiere è quello di presentare apposita domanda alla Commissione medica Integrata ASL/INPS che, così come previsto dall’art. 4 , comma 1, della predetta legge, si occupa di accertare la condizione di disabilità grave.
Tuttavia, in tema di trasferimento di sede, si precisa che purtroppo l’ordinamento in materia non pone “obblighi” veri e propri ai datori di lavoro.
Pertanto, il diritto del lavoratore disabile con connotazione di gravità, di scegliere la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso, non si configura come un diritto assoluto o illimitato perché detto diritto non può essere fatto valere allorquando, alla stregua della regola di un equo bilanciamento tra i diritti, tutti con rilevanza costituzionale, il suo esercizio finisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive o organizzative del datore di lavoro e per tradursi, soprattutto nei casi in cui si sia in presenza di rapporti di lavoro pubblico, con l’interesse della collettività. Questa al momento è la tendenza interpretativa prevalente anche in sede giurisprudenziale.
Ad ogni modo molte pubbliche amministrazioni hanno ulteriormente precisato i criteri per fruire di tale agevolazione. Pertanto, è sempre opportuno verificare quanto specificamente previsto dal contratto di lavoro e dai regolamenti di categoria.
Si segnala infine che, come precisato dalla Circolare del Ministero per la Funzione Pubblica numero 90543/7/448 del 26 giugno 1992, nel pubblico impiego il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio vale soltanto nell’ambito della medesima amministrazione o del medesimo ente di appartenenza”.
Può comunque rivolgersi al Patronato ANMIL, anche attraverso il numero verde 800 180 943, qualora necessitasse di ulteriori informazioni e/o assistenza in merito all’inoltro della domanda.

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