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Domanda

Buongiorno,
mia figlia, studentessa liceale, ha iniziato a lavorare con un contratto di 12 ore settimanali della durata di 6 mesi.
Volevo sapere se le spetta ancora la quota integrativa e quale è il limite reddituale che non deve superare per continuare ad averne diritto.
Grazie.

Risposta

Gentile signora,
Il diritto al trattamento pensionistico ai superstiti si collega all’impossibilità dell’orfano studente di procurarsi un reddito in conseguenza della dedizione agli studi: pertanto, la prestazione di un lavoro retribuito come motivo di esclusione della quota di pensione non può riguardare attività lavorative precarie, saltuarie e con reddito minimo, ma solo le normali prestazioni durature e con adeguata retribuzione.
In particolare, non è ostativo del diritto alla rendita ai superstiti lo svolgimento di attività lavorativa dalla quale derivi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’assicurazione generale obbligatoria maggiorato del 30%.
Lo studente che intraprenda l’attività lavorativa dipendente o autonoma entro il predetto limite di reddito manterrà dunque l’assegno (senza alcuna decurtazione) ma dovrà comunicare tempestivamente all’Inps il reddito annuo presunto, nonché ogni variazione dello stesso.
In caso di superamento del limite di cui sopra, le sedi procederanno all’immediata sospensione del trattamento pensionistico e al recupero delle somme indebitamente erogate nel corso dell’anno di riferimento.
Detto ciò, qualora il reddito che Sua figlia percepisce per lo svolgimento dell’attività lavorativa è effettivamente inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’assicurazione generale obbligatoria maggiorato del 30%, verrà considerato ininfluente ai fini della corresponsione della quota di rendita ai superstiti, fermo restando i predetti obblighi di comunicazione.
Cordiali saluti

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