Categorie protette: il lavoratore deve essere assegnato a mansioni compatibili con la sua disabilità

Domanda:

Buongiorno, ho un’invalidità del 70%, lavoro da 25 anni in un’azienda. Quando sono stato assunto avevo un invalidità del 46%, in seguito ad aggravamento ho raggiunto il 70%, volevo sapere se l’azienda può rifiutarsi di destinarmi ad una mansione di ufficio. Grazie.

 

Risposta:

Gentile signore, come espressamente previsto dalla legge n. 68/1999 sul collocamento obbligatorio, il lavoratore disabile deve essere assegnato a mansioni compatibili con le sue minorazioni, pertanto il datore di lavoro non può chiedergli una prestazione non compatibile con le sue residue capacità lavorative.
Ne deriva che il lavoratore può legittimamente rifiutarsi di essere adibito alle mansioni incompatibili con il suo handicap senza incorrere in sanzioni.
In caso di aggravamento delle condizioni del lavoratore o di modifiche dell’organizzazione del lavoro, tanto il lavoratore quanto il datore di lavoro possono chiedere la verifica della compatibilità delle mansioni svolte con la condizione di disabilità.
Se le mansioni risultano incompatibili, il datore di lavoro deve assegnarne altre compatibili con la sua condizione fisica, equivalenti o, in mancanza, inferiori. Nel caso di destinazione a mansioni inferiori, il lavoratore disabile ha diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Può comunque rivolgersi al Patronato ANMIL, anche attraverso il numero verde 800 180 943, qualora necessitasse di ulteriori e più approfondite informazioni in merito.

Inviaci il tuo quesito scrivendo a esperti@anmil.it

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