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Il progetto “Lavori in corso, un cantiere in scena”

Il progetto “Lavori in corso, un cantiere in scena”

Tra le più belle e suggestive iniziative promosse dall’ANMIL, merita di essere annoverata quella nata dall’idea di mettere in piedi una pièce teatrale, nata in seguito ad alcune amare constatazioni che oltre all’aumento degli incidenti sul lavoro segnalavano la quasi totale assenza di comunicazione da parte dei media sull’argomento, tranne che in un’occasione: quando l’INAIL e il Ministero del Lavoro sfornano i dati, sempre più drammatici, di ciò che ormai è diventato un vero e proprio bollettino di guerra.
Ci siamo chiesti cosa potesse fare in più l’Associazione per tentare di rompere almeno in parte questo silenzio e diffondere un messaggio incentrato sulla sensibilizzazione ma anche sulla denuncia delle diverse realtà che stanno alla base di molte, troppe tragedie. Soprattutto indirizzando la comunicazione verso i giovani, quelli che devono ancora entrare nel mondo del lavoro e quelli che ci sono già, magari costretti per mille ragioni a rischiare in nero. Ma non solo: bisognava inventare una strategia, perché altrimenti tutto poteva finire in breve tempo, come qualsiasi altra campagna sociale.
Così è nato il progetto “Lavori in corso, un cantiere in scena”: un progetto difficile, ambizioso. Un’idea che ha messo insieme diverse professionalità, energie, intelligenze col fine di dare al tema degli incidenti sul lavoro una dignità culturale che alcuni non prendono neppure in considerazione e che altri riconoscono solo astrattamente. Il tutto mettendo insieme un’operazione culturale che attraverso il teatro, la poesia e la musica tentasse di aprire un varco nelle sensibilità delle nuove generazioni, senza però dimenticare il resto del mondo e cioè l’universo imprenditoriale, quello politico, quello sindacale.È stata forse una piccola utopia provocata dalle distrazioni e dalle omissioni imposte dalla “modernità”, ma eravamo convinti che valeva comunque la pena tentare.
Roberto Roversi, Franco Loi, Alda Merini, Gianni D’Elia e Attilio Lolini sono i poeti che hanno collaborato con noi. Si tratta, per chi non ha abitudine alla lettura, di cinque tra i maggiori poeti contemporanei italiani. I loro testi sono stati musicati e cantati da altrettanti artisti. Si segnalano Francesco Di Giacomo (grande e storica voce del Banco del Mutuo Soccorso), Gaetano Curreri (leader degli Stadio) e Alessandro Coppola (anima dei Nidi d’arac), Lucia Poli.
Stefano Mencherini, autore e direttore artistico del progetto, ha messo insieme un testo teatrale (“Il pane loro”) prendendo spunto da alcune storie, tutte vicende emblematiche, conosciute sul campo anche durante la realizzazione di “Non è una morte bianca”, un reportage televisivo che andò in onda nel 2000 su RaiTre. Ci sembrava che fosse fuori luogo lasciare spazio alla fantasia su un argomento la cui drammatica realtà documenta meglio di qualsiasi “invenzione” cause e responsabilità. Così non si è fatto altro che sintetizzare, pensare a quelle storie su un palcoscenico teatrale e ridare loro forma e voce attraverso la scrittura.
“Il pane loro” è andato in scena come atto unico (e soltanto in quest’occasione) al Teatro Valle di Roma il 20 maggio del 2001, in occasione della Giornata Nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro, sotto l’attenta regia di Riccardo Cavallo (uno dei pilastri del Teatro dell’Orologio di Roma) che ha messo insieme appositamente una piccola compagnia di attori professionisti. In scena anche i cinque artisti che hanno cantato i testi dei poeti inseriti negli snodi principali delle diverse storie rappresentate nel dramma.
L’eco di questo evento è stata affidata ad alcune iniziative successive alla prima teatrale che si è tenuta nella storica cornice del Teatro Valle di Roma.
La sceneggiatura è stata messa a disposizione di tutte le scuole superiori contattate dall’ANMIL. Gli studenti, coordinati dai loro professori, hanno messo in scena in prima persona, nelle proprie realtà scolastiche, “Il pane loro”.
È stato realizzato un lungometraggio, sempre prodotto dall’ANMIL, che è stato diffuso nelle scuole e nelle emittenti televisive di tutta Italia.
Il testo della rappresentazione teatrale è diventato un libro, distribuito dalla casa editrice Manni in tutte le librerie italiane.

 

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