Italian Summit HSE, uniti per un obiettivo comune: dimezzare gli infortuni entro il 2030

Roma, 8 aprile 2022 – Si è tenuto ieri l’Italian Summit HSE, il primo vertice nazionale dedicato alla sicurezza sul lavoro, organizzato e promosso da Conflavoro PMI con le maggiori associazioni e organizzazioni, al quale ha preso parte anche ANMIL.
L’apertura del confronto, affidata al Sottosegretario al Lavoro Rossella Accoto dopo i saluti del Presidente di Conflavoro PMI Roberto Capobianco, ha introdotto sin dalle primissime battute lo scenario con il quale le proposte del vertice hanno dovuto fare fronte.
“I dati aggiornati degli infortuni sul lavoro sono l’ennesimo campanello d’allarme: nei soli mesi di gennaio e febbraio sono aumentati del 47,6% rispetto al primo bimestre del 2021”, ha dichiarato Accoto, specificando che tra questi solo il 20% è rappresentato da infortuni in itinere, mentre la grande maggioranza resta legata ad eventi tragici che si verificano in azienda. Il Sottosegretario ha poi evidenziato l’urgenza di coltivare il valore della sicurezza non come mero adempimento formale, ma come principio comune a tutti gli attori, da perseguire andando anche oltre i minimi standard imposti dalla legge. In questo senso “la formazione è fondamentale e deve essere arricchita da racconti e testimonianze dirette, partendo già dalle scuole per educare alla sicurezza nel quotidiano”.
Il Sen. Gianclaudio Bressa, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, ha annunciato che nelle prossime settimane sarà presentata una serie di proposte da parte della Commissione d’inchiesta, per affrontare in maniera sempre più incisiva il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e delle forme di sfruttamento dei lavoratori.
“Gli incidenti sul lavoro in Italia” – ha asserito Bressa – “hanno un impatto notevole da un punto di vista economico e sociale e incidono pesantemente sul prodotto interno lordo. Questi costi si sommano alla sofferenza quotidiana di chi ha subito un infortunio grave e a quella dei familiari che piangono un proprio caro che ha perduto la vita sul luogo di lavoro”.
Ed ha concluso dicendo che “Le proposte che porteremo all’attenzione del Parlamento e del Governo, sono il frutto del primo anno di attività della Commissione e spazieranno dalle misure di contrasto al fenomeno delle cooperative spurie ad interventi volti ad impedire il ricorso alle vecchie e nuove forme di sfruttamento”.
Un intervento incisivo e accolto con entusiasmo dai partecipanti quello del Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Bruno Giordano che ha messo l’accento sull’attività ispettiva e, in qualche caso, sanzionatoria dell’INL. Giordano ha dimostrato come lo strumento della disposizione del “blocco delle attività” si stia dimostrando sul campo molto convincente. E questo semplicemente perché le aziende corrono ai ripari e il giorno dopo ottengono la riapertura, beneficiando del blocco in termini di prevenzione di infortuni gravi o gravissimi e riuscendo, in brevissimo tempo, a rimettersi in regola in materia di sicurezza.
Giordano ha poi ricordato la rivoluzione introdotta dall’art. 41 comma 2 della nostra Costituzione che ha inserito  l’ambiente e la salute nel campo di delimitazione della libera iniziativa economica, sottolineando con estrema e inedita forza la responsabilità sociale dell’impresa.
In ultima battuta, il Direttore dell’INL ha annunciato in diretta la firma della circolare n.2/2022 dell’INL sull’“erogazione della formazione di base e trasversale in FAD” che chiarisce che si ritiene ammissibile, per la componente formativa di base e trasversale, ricorrere alla modalità di formazione e-learning ma nella sola modalità sincrona.
Il Summit è stato un atto concreto per accedere a quel piano di azione che vuole e può davvero fare la differenza e che cerca un’interlocuzione con il mondo politico e istituzionale proposte alla mano.
ANMIL, come è noto, propone l’inserimento nei piani formativi, nelle aziende, della testimonianza di vittime del lavoro opportunamente preparate, un’attività istituzionalizzata alcuni mesi fa con il riconoscimento da parte della Regione Marche della Scuola della Testimonianza. Ne hanno parlato sia il Presidente Nazionale Zoello Forni che Marcello Luciani, Presidente di ANMIL Marche nei loro interventi ricevendo ampi consensi.
L’importanza della formazione per la diffusione della cultura della sicurezza e della legalità è il tema sul quale si è soffermato il Presidente Nazionale ANMIL che ha dichiarato: “Non riesco ad abituarmi ai numeri e nessuno dovrebbe farlo. Proviamo rabbia e tristezza perché dopo quattordici anni dall’approvazione del Decreto 81 abbiamo ancora gli stessi morti”. Il Presidente Forni ha quindi affrontato le criticità dei sistemi formativi, illustrando il progetto ANMIL della Scuola della Testimonianza, per la diffusione della cultura della sicurezza attraverso la testimonianza diretta delle vittime di infortuni, sul quale si è concentrato l’intervento del Presidente ANMIL Marche, la prima Regione italiana ad aver istituzionalizzato la figura del Testimonial/Formatore per la sicurezza.
Le associazioni hanno infine firmato un Manifesto che si può racchiudere in tre punti: al primo punto l’auspicio che la normativa possa cambiare, “meno tempo per le carte, più tempo per la prevenzione”, come sottolinea Lorenzo Fantini, coordinatore del Summit, e quindi la richiesta di un tavolo di lavoro in cui identificare le misure di semplificazione, al secondo punto la formazione e l’addestramento, visto che sei infortuni su dieci sono causati da errati comportamenti; e, per finire, lo sviluppo di una politica di incentivazione per le imprese virtuose.

Manifesto Summit HSE

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