Forni: “La priorità nel lavoro è tornare a casa sani e salvi mettendo la sicurezza al primo posto”

COMUNICATO STAMPA

Roma, 12 maggio 2022 – “Ci chiediamo: come sia possibile rimanere indifferenti di fronte al dolore di un genitore che perde un figlio o di un bambino che non potrà riabbracciare il padre, o accettare di rimanere per sempre invalidi senza una mano, una gamba, un occhio? Inutile ogni retorica: dobbiamo prendere atto che il decreto 81 non ha fatto alcun miracolo e noi non riusciamo a prendere decisioni drastiche e senza tentennamenti. La sicurezza sul lavoro non si può contrattare; i near miss, i mancati infortuni, mancano all’appello dei conteggi come pure tantissime vittime che l’INAIL non monitora perché non li assiste. E allora facciamo quello che è davvero efficace e ne parliamo ogni giorno senza guardare da un’altra parte”, dichiara con sgomento il Presidente nazionale ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) Zoello Forni.

Dopo la tragica giornata di ieri con 7 infortuni gravi e 2 morti, oggi non ce l’hanno fatta 4 lavoratori: Walter Carbone, l’operaio di 48 anni che ieri era caduto da un tetto che stava ispezionando a Napoli e che lascia la moglie e due figli; l’operaio di 50 anni che ieri era stato folgorato da un cavo dell’alta tensione alle Acciaierie Beltrame di Vicenza; un agricoltore di 59 anni che ha perso la vita a causa del ribaltamento del trattore su cui stava lavorando in una oliveta a Vinci (Firenze); un operaio di 37 anni in un’azienda agricola di Bedizzole in provincia di Brescia che è rimasto incastrato in un macchinario riportando ferite fatali.

Nella giornata di oggi un 24enne è stato folgorato da una scarica a 380 volt in una azienda di Caponago in Brianza (Milano) riportando gravi ustioni su corpo e testa, mentre un suo collega di 35 anni ha riportato ferite meno gravi.

“Per far sì che vengano rispettate le vite dei cittadini – conclude Forni – dobbiamo assumerci l’impegno comune di dare una svolta alle politiche in materia di prevenzione, soprattutto ora che la ripartenza e le difficoltà che la nostra economia sta vivendo rischiano di mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei lavoratori. Occorre spendersi sul serio affinché la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia della vita umana siano sempre anteposte alle ragioni della produttività e del profitto e trovino il loro posto naturale al centro di ogni politica di sviluppo economico”.  

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