Forni (ANMIL): basta chiamarle “Morti Bianche” dall’Accademia della Crusca siano riconosciuti i “Lavoricidi” coniato da Lucia Scalmati

COMUNICATO STAMPA

FORNI (ANMIL): BASTA CHIAMARLE “MORTI BIANCHE”, DALL’ACCADEMIA DELLA CRUSCA
SIANO RICONOSCIUTI I “LAVORICIDI” CONIATO DA LUCIA SCALMATI

 

Roma, 24 febbraio – Nasce da due spiriti artistici l’urlo delle coscienze di chi vuole contrastare gli infortuni sul lavoro e le morti che non si arrestano a causa del lavoro senza sicurezza ed è la poetessa Lucia Sabatini Scalmati, moglie dello scultore Fausto Maria Franchi, ad aver coniato il neologismo “lavoricidi” che si riconosce in pieno con il pensiero di quanti chiedono che venga riconosciuto l’omicidio sul lavoro, mentre è nel bronzo che Fausto ha tradotto il dolore delle vittime che si moltiplica all’infinito.
Sostenuti dall’ANMIL con cui da anni va avanti un sodalizio che ha visto realizzare piccole ma straordinarie opere d’arte ispirate al tema da parte di Fausto Maria Franchi, che sono state donate dall’Associazione a Papa Wojtyla come al compianto Presidente Giorgio Napolitano ed a tanti personaggi della cultura come Enzo Biagi, del mondo scientifico o dello spettacolo, per ricordare simbolicamente con la statuetta “Scudo solare”, il valore della vita che dovremmo tutti proteggere anche dal lavoro.
“Oggi come ieri e come 50 anni fa la vita dei lavoratori diventa moneta di latta per chi pensa che il profitto meriti qualunque sacrificio umano – dichiara Zoello Forni, Presidente dell’ANMIL che si stringe ai familiari del crollo di Firenze, insieme all’Associazione che più di chiunque altro conosce profondamente la sofferenza e i danni che provoca ogni infortunio – eppure non siamo capaci di fare una rivoluzione culturale e temiamo di chiamare questi incidenti con il loro nome, quello di cui ringraziamo Lucia Scalmati per averlo coniato: Lavoricidi.”
“Da anni con noi combattono anche ‘semplici’ cittadini, come Marco Bazzoni, che mirano a far cancellare l’associazione di queste morti sul lavoro che spesso vengono definite, insopportabilmente, ‘morti bianche’ affinché nessuno pensi che non ci sono colpevoli dietro questi incidenti sempre prevedibili ed evitabili”, aggiunge il Presidente Forni.
“Le parole possono far male ma in verità queste tragedie devono essere contrastate da tutti noi, dai media e da quanti cercano di sminuire a colpi di numeri, sempre ballerini e poco chiari, un fenomeno che offende il valore della vita e il rispetto della salute dei lavoratori”, sottolinea Forni.
“Sono quasi 20 anni che abbiamo conosciuto una grande Associazione come l’ANMIL e abbiamo capito che dovevamo mettere la nostra sensibilità al servizio di una battaglia di civiltà perché questa è l’unica vita che abbiamo e deve essere rispettata da tutti – commenta Lucia Scalmati grata all’Associazione per il sentito apprezzamento per quella che si annuncia sarà una piccola rivoluzione a cui vogliamo dare il nostro contributo ed essere in prima linea – e per questo abbiamo scritto all’Accademia della Crusca affinché ci e venga riconosciuto il valore di questo nuovo neologismo”.
“Ci tengo però a sottolineare – conclude il Presidente dell’ANMIL che siamo sconcertati dalle parole del Ministro della Giustizia Nordio quando si è detto contrario a prevedere l’omicidio sul lavoro, in quanto ci chiediamo perché debbano rimanere impuniti i responsabili della morte di lavoratori quando sono consapevoli di impiegare maestranze in lavorazioni senza protezioni, formazione e condizioni di sicurezza: significa mandare a morire lavoratori che solo la fortuna salva da tragedie ancora più numerose”.

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