Esplosione serbatoio: un’ennesima tragedia che riporta a galla il fallimento della prevenzione.

Roma, 29 marzo – “La violenza dell’esplosione del serbatoio 62 che aveva contenuto acetato di etile, situato nel porto industriale di Livorno, che ha causato la morte di due operai, dipendenti della Labromare, i quali, secondo una prima ricostruzione, stavano lavorando all’esterno, poteva essere una strage di enormi proporzioni – dichiara il Presidente dell’ANMIL Franco Bettoni -; ma morire a soli 25 anni come Lorenzo Mazzoni, insieme al collega più esperto, Nunzio Viola, di 53 anni, è per noi un dramma che ci addolora due volte: sia perché sappiamo quanto dolore si nasconde per i familiari dietro questi incidenti sempre evitabili, sia perché prendiamo atto di quanto sia ancora insufficiente e inadeguato l’impegno che mettiamo per contrastare il mancato rispetto delle norme antiinfortunistiche”.
“È tempo di comprendere che lo stillicidio quotidiano di lavoratori che non tornano a casa dai loro cari o che si ritrovano permanentemente invalidi, sono un’onta per la nostra economia – aggiunge indignato e addolorato il Presidente dell’ANMIL – ed esprimeremo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime seguendo gli sviluppi delle indagini, per capire dove abbia fallito la prevenzione, e ci costituiremo parte civile affinché i loro familiari non si sentano soli davanti a queste morti ingiuste”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.