Di Bartolomeo (Livorno): la morte del giovane rider impone più controlli e formazione

COMUNICATO STAMPA

DI BARTOLOMEO (ANMIL LIVORNO): LA MORTE DEL GIOVANE RIDER

IMPONE PIÙ CONTROLLI E INVESTIMENTO

IN PREVENZIONE E FORMAZIONE EFFICACI

 

Livorno, 28 marzo 2022 “L’infortunio mortale sul lavoro avvenuto venerdì sera a Livorno, che ha coinvolto William De Rose, il rider 31enne travolto da un’auto di grossa cilindrata mentre effettuava consegne a domicilio, deve richiamare l’attenzione di tutti, a partire da istituzioni, enti preposti e datori di lavoro, ma anche lavoratrici e lavoratori, sulla necessità di incrementare la prevenzione degli infortuni in tutti i settori e rafforzando i controlli sul territorio. In questo caso, doppiamente perché si tratta di una categoria sottoposta a rischi costanti e persistenti”.
Lo dichiara il Presidente dell’ANMIL di Livorno, Stefano Di Bartolomeo, evidenziando come “sia altresì necessario e urgente intensificare le iniziative formative ed educative, le prime a favore dei lavoratori, le seconde verso i giovani studenti, affinché l’affermarsi di una nuova cultura della sicurezza sul lavoro, sin dai banchi di scuola, possa favorire la riduzione degli infortuni fra i lavoratori di domani”.
“Sono in tutto 6 gli infortuni mortali sul lavoro riportati dalla stampa dall’inizio dell’anno ad oggi in Toscana e sinceramente è inammissibile tollerare questi numeri. Secondo gli Open Data INAIL sull’andamento infortunistico – spiega il Presidente Di Bartolomeo -, in Toscana, nel periodo gennaio-dicembre 2021, le denunce di infortunio sono state in totale 42.935, ben 2.261 casi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+5,6%). Anche le malattie professionali non si arrestano: nel 2021 si sono registrate 8.109 denunce a fronte delle 6.815 dell’anno precedente, aumentando quindi del 19%”.
“Purtroppo, casi come quello del giovane rider non fanno scalpore nelle cronache nazionali, interessate unicamente alle tragedie multiple. Ma è proprio lo stillicidio quotidiano di infortuni e di vittime del lavoro che alimenta la piaga sociale della mancata sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. L’infinita lista di persone invalide o con disabilità da lavoro – prosegue il Presidente – rende la sicurezza sul lavoro un tema sempre attuale e per il quale occorre un impegno congiunto, soprattutto in settori ad alto rischio, che porti a dare piena attuazione alle norme esistenti le quali, pur essendo valide, vengono disattese quotidianamente”. 
“In tale ottica – conclude Di Bartolomeo – servono interventi concreti, sia nel breve termine, intensificando ispezioni e sanzioni, sia in prospettiva, coinvolgendo maggiormente i giovani. Entrambi fronti sui quali l’ANMIL è fortemente attiva, perché il vero sviluppo non può avvenire sulla pelle delle persone che, con il loro lavoro, vi contribuiscono ogni giorno”. 

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