ANMIL: l’andamento infortunistico non può richiedere cautela, dobbiamo fermare questa strage sul lavoro

31 maggio 2019 – I dati pubblicati il 31 maggio 2019 dall’INAIL sull’andamento degli infortuni sul lavoro nel primo quadrimestre dell’anno in corso non possono rimanere nell’indifferenza di fronte al fatto che dall’inizio dell’anno sono deceduti 303 lavoratori, con le 58 denunce di morti sul lavoro nel mese di aprile, siamo a ben 17 persone in più rispetto allo scorso anno. Ed anche sul fronte degli infortuni il bilancio si aggrava contando quasi 46.000 feriti in un mese, ovvero ben 5.000 incidenti in più rispetto al 2018.
È una guerra quotidiana che non accenna a placarsi, di cui in pochissimi si accorgono e perlopiù a singhiozzo, e che richiede invece interventi tempestivi, concreti ed efficaci.
Occorre rompere gli indugi ed agire immediatamente, evitando strumentalizzazioni sulla pelle delle persone, con decisione, coerenza e spirito di collaborazione vero in quanto vorremmo sentire che l’onda di interesse sul tema in campagna elettorale non fosse solo un pretesto per richiamare voti e chi ha fatto dichiarazioni al riguardo dimostri ora e subito quali azioni possono essere messe in atto.
In un paese che dalla crisi sembra non voler più uscire è indispensabile reperire risorse che sono veri investimenti: informazione, formazione e controlli preventivi possono portare a risparmi consistenti nell’economia nazionale e nelle tasche delle stesse aziende, se non fosse un deterrente sufficiente il risparmio di vite umane!
Salvare la vita alle persone e salvaguardarne la salute per noi sono un obiettivo che non ha prezzo, ma il cui raggiungimento sembra non essere realmente condiviso. Ci aspettiamo che il Governo consideri una priorità la guerra contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, adottando in tempi strettissimi i provvedimenti necessari.

Leggi il commento del Coordinatore dei servizi Statistico-Informativi ANMIL