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Sentenza Eternit bis Novara: condanna a 12 anni per Schmidheiny

Sentenza Eternit bis Novara: condanna a 12 anni per Schmidheiny

22 giugno 2023 – Condannato a 12 anni di reclusione per omicidio colposo aggravato l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. Lo ha deciso ieri la Corte d’Assise di Novara al termine di oltre 7 ore di camera di consiglio.
“Dopo le condanne nel processo Eternit bis a Torino e Napoli, possiamo dirci in parte soddisfatti anche per questa nuova sentenza emessa dai Giudici di Novara per le morti di amianto a Casal Monferrato” dichiara il Presidente Nazionale ANMIL Zoello Forni. La nostra Associazione costituitasi parte civile nel processo, assistita dall’Avv. Alessandra Guarini, si è battuta in aula per sostenere la difesa dei diritti di centinaia di famiglie e ottenere giustizia per chi ha perso la vita a causa del lavoro – prosegue il Presidente Forni –  all’indomani di una sentenza che però non mette la parola fine”.
La sentenza, infatti, arriva a due anni dalla prima udienza, al termine di una lunga battaglia legale. Una condanna sì, ma non quella che si aspettavano i parenti delle vittime. Schmidheiny, che aveva gestito lo stabilimento Eternit di Casale dal 1976 al 1986, era accusato di omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di 392 persone decedute per amianto.  Di queste, solo alcune erano lavoratori dell’Eternit, la maggior parte di loro invece aveva respirato l’amianto senza mai essere entrata in fabbrica. Per lui l’accusa aveva chiesto l’ergastolo mentre la difesa aveva invocato l’assoluzione.  Lo svizzero è stato assolto per 46 dei 392 casi a processo «perché il reato non sussiste». Più della metà sono stati prescritti. 
Il magnate è stato condannato anche alla pena accessoria di 5 anni di interdizione ai pubblici uffici. Il risarcimento totale fissato dalla Corte per le parti costituite è pari a oltre 100 milioni di euro, di cui le cifre più cospicue sono per il comune di Casale Monferrrato, 50 mln di euro e per la presidenza del Consiglio dei ministri. Per l’ANMIL i giudici hanno riconosciuto una provvisionale di 30 mila euro.
“Questa sentenza rappresenta certamente un primo risultato, ma non ancora del tutto soddisfacente considerato che Schmidheiny non ha mai presenziato in aula, né ha espresso parole di cordoglio verso i familiari delle vittime – dichiara l’Avv. Guarini – e senza dimenticare che il percorso sarà ancora lungo e complicato, reso complesso anche dalla circostanza che, qualora confermata, la sentenza dovrà essere eseguita nei confronti di una persona non residente in Italia ed il cui patrimonio, ove capiente, con ogni probabilità andrà ricercato all’estero, con ciò rendendosi sicuramente molto difficoltoso il recupero delle somme riconosciute a titolo di risarcimento per tutte le parti costituite. Il desiderio è in ogni caso quello di non demordere dal proseguire fino in fondo perché da anni siamo a fianco dell’ANMIL orgogliosi di sostenere le battaglie dell’Associazione”.

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